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LA PROF AUGURA A TUTTI BUONE FESTE

Auguro a tutti di passare un periodo sereno con le persone che amate, dimenticando almeno per un po’ che stiamo vivendo un periodo difficile. Ho trovato una bella poesia di Salvatore Quasimodo che sembra molto attuale, anche se scritta qualche decennio fa.

«Natale» di Salvatore Quasimodo

Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l’asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?

buone-feste
[IMMAGINE DA QUESTO SITO]

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SE ANCHE IL TEMA SULLE VACANZE RISCHIA DI VIOLARE LA PRIVACY

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Le scuole hanno riaperto i battenti e ho pensato al classico tema che gli insegnanti, specie quelli della primaria e della secondaria di I grado, assegnano agli alunni il primo giorno di scuola. Questo l’argomento del mio nuovo post pubblicato sul blog del Corriere.it “Scuola di Vita”. Vi siete mai chiesti se invitare agli allievi a descrivere le loro vacanze, magari richiedendo un resoconto per iscritto, violi in qualche modo la privacy? Nel post che, come sempre, vi invito a finire di leggere sul Corriere.it troverete la risposta.

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Al rientro dalla lunga pausa estiva capita spesso che gli insegnanti chiedano ai propri allievi di parlare delle loro vacanze. È un modo per rompere il ghiaccio con una bella chiacchierata oppure di riprendere confidenza con la penna scrivendo un tema dal classico titolo: “Cos’hai fatto durante le vacanze?”.

Nulla di male, intendiamoci, ma i genitori di oggi sono molto più attenti alla privacy di quanto non lo fossero le mamme e i papà di un tempo.

Insomma, se la maestra o la prof di Lettere si comporta in questo modo, viola la privacy? A questo proposito, ma non solo, già da alcuni anni esiste una sorta di “codice di comportamento” cui si devono attenere i docenti e, in genere, il personale scolastico. È stato divulgato anche un opuscolo in cui si riportano le norme generali che riguardano la privacy nelle aule scolastiche. Si va dal trattamento dei dati personali degli studenti all’utilizzo dei cellulari o della videocamera a scuola.

A proposito dei temi in classe, non solo quelli sulle vacanze ovviamente, il garante si è espresso in questi termini: Non commette la violazione della privacy l’insegnante che assegna ai propri alunni lo svolgimento di temi in classe riguardanti il loro mondo personale e familiare.

Logicamente, il docente è tenuto al segreto professionale e s’impegna a non divulgare il contenuto dei temi, in particolar modo qualora essi contengano riferimenti alla vita privata degli alunni. Ma se volesse, ad esempio, leggerne qualcuno in classe?

In questo caso il garante della privacy si appella alla sensibilità del singolo: Nel momento in cui gli elaborati vengono letti in classe – specialmente se sono presenti argomenti delicati – è affidata alla sensibilità di ciascun insegnante la capacità di trovare il giusto equilibrio tra le esigenze didattiche e la tutela dei dati personali.
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[immagine dal sito linkato; logo blog “Scuola di Vita” © Corriere.it]

C’ERA UNA VOLTA L’ESAME A SETTEMBRE, MA QUELLI DI LUGLIO FUNZIONANO MEGLIO

DEBITI LUGLIO

Settembre, tempo di esami. Il mio nuovo post pubblicato sul blog del Corriere.it “Scuola di Vita” parla di Debiti Formativi e prove di recupero. In particolare, vuole riportare l’esperienza che quest’anno, per la prima volta (forse anche unica in Italia), è stata tentata nel liceo in cui insegno: anticipare il “saldo dei debiti” a luglio per permettere agli studenti di trascorrere in pace una gran parte delle vacanze.
Se siete curiosi di sapere com’è andato questo esperimento, vi invito a proseguire la lettura sul Corriere.it

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In questi giorni si stanno concludendo le verifiche per il superamento dei Debiti Formativi per quegli studenti che frequentano gli istituti superiori e a giugno hanno avuto il “giudizio sospeso”.

C’era una volta l'”esame a settembre”. I vecchi esami di riparazione furono aboliti nel 1995 con la legge n. 352 dell’8 agosto. In sostituzione fu istituito il cosiddetto Debito Formativo con il conseguente obbligo per i singoli istituti di organizzare degli appositi corsi di recupero per gli studenti che non avevano raggiunto i livelli di apprendimento previsti in alcune discipline di studio. Per questi studenti, in ogni caso, la promozione era garantita già a giugno.

Il superamento delle lacune evidenziate avveniva attraverso specifiche verifiche in itinere, anche se di fatto il mancato superamento del Debito Formativo non pregiudicava la promozione, in presenza di un profitto sufficiente relativamente al programma dell’anno in corso.

L’abolizione degli esami di riparazione fu giustificata dalla volontà di mettere in crisi il mercato delle lezioni private e contrastare, quindi, il lavoro nero dei prof che le impartivano. Ma il Decreto ministeriale n. 80 del 3 ottobre 2007 (firmato dall’allora ministro dell’Istruzione Fioroni) ha di fatto ripristinato l’antico. Cambia la forma ma non la sostanza.

Una volta si chiamavano esami di riparazione e si svolgevano rigorosamente a settembre, ora la dicitura non è più quella di un tempo, anche se si continua a chiamarli “esami”, e non necessariamente le materie si devono recuperare proprio in questo periodo dell’anno.

In molte scuole, infatti, gli insegnanti, seppur inizialmente molto riluttanti, si sono rassegnati a rimettere piede a scuola nell’ultima settimana di agosto. Il Decreto citato stabilisce che tutte le operazioni inerenti al recupero dei Debiti Formativi – prove, loro correzioni e relativi scrutini integrativi – si debbano concludere entro il 31 agosto o comunque prima dell’inizio delle lezioni.

Il ritorno all’antico ha ripresentato non solo il problema delle lezioni private, la cui spesa grava non poco sui bilanci familiari, ma anche quello di un’estate irrimediabilmente rovinata, per gli studenti, da passare sui libri di scuola.

Allora perché non provare a somministrare le prove di recupero a luglio?
Ci abbiamo provato nel liceo in cui insegno. All’inizio la proposta, approvata dal Collegio dei docenti, era piaciuta a pochi. Studenti e famiglie sono apparsi fin da subito molto preoccupati. La domanda che si ponevano era questa: se dall’esito degli scrutini di giugno alle prove di verifica passano tre settimane o poco più, come faremo mai a rimediare?
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[immagine dal sito linkato; logo blog “Scuola di Vita” © Corriere.it]

MA DAVVERO GLI STUDENTI ITALIANI FANNO TROPPE VACANZE?

vacanze scuola di vita

Il mio nuovo articolo pubblicato sul Blog “Scuola di Vita” del Corriere.it affronta un argomento che annualmente, quando la scuola finisce, “turba” molti connazionali: le vacanze delle scuole italiane durano troppo.
In realtà, se facciamo un confronto con i Paesi europei, vediamo che in tutta Europa i giorni di lezione si aggirano sulla stessa cifra, vale a dire i 200 giorni che anche le scuole italiane sono tenute ad effettuare. Nel nostro Paese le vacanze sono più concentrate d’estate ma non siamo gli unici. E io vi spiego perché.
Vi invito, come al solito, a continuare la lettura sul sito del Corriere.it.

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La scuola sta per chiudere i battenti. Buone vacanze, ci rivediamo a settembre.
Anticipando le possibili polemiche, le richieste delle famiglie e quelle organizzative delle scuole, la domanda è sempre la stessa.

Ma davvero in Italia, e solo qui, gli studenti fanno troppe vacanze?

A questo proposito bisogna fare un po’ di chiarezza, considerato anche il fatto che, ogni volta che si parla di vacanze, si punta il dito contro gli insegnanti che, dalla loro posizione privilegiata, possono godere di tantissimi giorni di riposo, oltre al periodo estivo.

Chiariamo, innanzitutto, che in Italia il calendario scolastico viene stabilito da ciascun Ufficio Scolastico Regionale e deve garantire almeno 200 giorni di lezione. Raramente, tuttavia, i giorni previsti sono solo 200, poiché si tende a calcolare una settimana o dieci giorni in più per far fronte a possibili imprevisti. Diciamo che generalmente i giorni di lezione sono 208, con poche differenze tra regione e regione. Ciascuna di esse, in autonomia, stabilisce il giorno di ripresa delle lezioni che cade tra la seconda e la terza settimana di settembre.

La data di conclusione delle lezioni è invece fissata a livello ministeriale, per permettere l’inizio degli esami in tutte le scuole nazionali lo stesso giorno di giugno (ovviamente le date si differenziano per grado di scuola).

Ogni regione, inoltre, fissa i periodi di sospensione dell’attività didattica (questa la dicitura corretta per “vacanze”). Non ci sono grandi differenze tra regione e regione, specie per quel che riguarda le festività religiose e il periodo di fine Carnevale e inizio Quaresima.

Se consideriamo ciò che accade nel resto d’Europa (nei Paesi Ocse, per intenderci), la situazione appare abbastanza simile.

I giorni di lezione sono più o meno 200, come in Italia. C’è da tenere anche nel debito conto il fatto che, mentre qui le ore di lezione hanno una durata effettiva di 60 minuti, nella quasi totalità delle altre scuole europee i moduli orari possono essere anche di 45 o 50 minuti. CONTINUA A LEGGERE >>>

[immagine dal sito linkato; logo blog “Scuola di Vita” © Corriere.it]

AUGURI

LA PROF AUGURA A TUTTI I LETTORI

E BUONE VACANZE … A CHI SE LE PUO’ PERMETTERE!

[immagine con candele da questo sito; scritta “Buon Natale” da questo sito]

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