RIPRESA SCUOLA A SETTEMBRE: LE LINEE GUIDA DELLA DISCORDIA

Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina è riuscita in un’impresa mai tentata prima: scontentare tutti. Regioni, Dirigenti Scolastici, docenti, famiglie, studenti: tutti contro le linee guida proposte per la ripresa delle lezioni a settembre.

Lo scontento generale è da record mondiale: mai prima d’ora un’impresa tanto eroica era stata raggiunta. Nemmeno l’ex ministro Mariastella Gelmini credo fosse arrivata a tanto.

Senza contare che è riuscita anche ad aggiudicarsi un altro record mondiale: la tempestività con la quale, nell’incertezza generale sulla ripresa delle lezioni a settembre, nelle scuole di ogni ordine e grado, ha imposto come obbligatoria e soggetta a valutazione una nuova, si fa per dire, materia: l’Educazione civica.

Ora, non voglio dilungarmi su quest’ultimo argomento, dirò solo che Cittadinanza e Costituzione è entrata nelle scuole italiane nel lontano 2008 e costituisce materia d’esame per i candidati che affrontano l’ESC (Esame di Stato Conclusivo, l’ex “maturità” per intenderci). Quindi, pur non essendo una disciplina a parte, l’ed. civica già si fa da più di un decennio, con uno sforzo collettivo dei docenti all’interno dei Consigli di Classe.

Tornando alla ripresa delle lezioni a settembre, se nessuno condivide le linee guida che si fa? Siamo quasi alla fine di giugno, dal 1. luglio inizia il periodo di ferie che si concluderà, almeno teoricamente (considerando che ciascuno può scegliere nell’arco dei due mesi estivi il periodo che gli spetta) alla fine di agosto. Stando all’O.M. 11 del 16 maggio 2020 dal 1. settembre dovrebbero iniziare i recuperi per i PAI e i PiA (i due acronimi che probabilmente sostituiranno i tormentoni estivi nelle menti di tutti i docenti italiani, o quasi). L’uso del condizionale è d’obbligo perché nemmeno su questo ci sono certezze. L’interpretazione è varia, aspettiamo una circolare di chiarimenti. Abbia pazienza, signora ministro, i dirigenti e i docenti sono un po’ lenti di comprendonio… o magari, se ogni volta deve chiarire qualcosa, forse è Lei (o i Suoi collaboratori) che non si sa spiegare.

Nelle ultime ore, tuttavia, si è diffusa una notizia confortante (almeno teoricamente, poi passare alla pratica è assai più difficile): il MI si è dichiarato disposto a redigere delle nuove linee guida venendo incontro in parte alle richieste fatte a gran voce da tutte le componenti scolastiche e dalla Regioni.

Vediamo di cosa si tratta.

Il Ministro ha chiesto più risorse per il personale, quindi gli organici saranno rimpinguati con l’assunzione di più docenti e personale ATA. Va da sé che, se l’intento è, come pare, di far riprendere le lezioni totalmente in presenza ma se il CTS insiste sull’obbligo del distanziamento, dovremmo avere il doppio dei docenti e il doppio delle aule. Cosa concretamente impossibile.

Per quanto riguarda le assunzioni straordinarie, si tratta di personale a tempo determinato il cui numero verrà valutato in seguito a un monitoraggio che evidenzi le singole criticità per assegnare “ove necessario, ulteriori incrementi di organico, aggiuntivi, di personale scolastico per le istituzioni scolastiche”. Quindi, nessun aumento strutturale dell’organico, un piano di emergenza un po’ come quello messo in atto negli ospedali qualche mese fa per venire incontro alla carenza di personale e far fronte all’emergenza Covid19.

La novità dell’ultime ore è che nelle aule il distanziamento non sarà di un metro tra banco e banco ma tra le «rime buccali», cioè tra le teste dei ragazzi. Un po’ di spazio in questo modo si guadagna tuttavia è chiaro che le aule non potranno comunque essere interamente occupate da classi di 28-30 allievi.

Per facilitare la logistica il MI ha predisposto un «cruscotto informatico», cioè un software sul quale è possibile fare le simulazioni del layout delle classi e capire quali sono quelle che si possono usare e quelle inutilizzabili.

La Didattica a Distanza non scomparirà del tutto ma potrà interessare soltanto gli istituti superiori. La DAD potrà essere utilizzata solo “in via complementare” alla didattica in presenza ma potrà tornare ad essere usata nel caso peggiori la situazione sanitaria e si debbano sospendere le lezioni in presenza.

In barba all’autonomia delle Regioni che avevano giù predisposto i calendari per l’a.s. 2020/21, con inizio delle lezioni differenziato, il MI ha stabilito che la scuola ripartirà per tutti il 14 settembre.

Rimane a carico di ogni istituzione scolastica l’organizzazione seguendo le linee guida:

– riconfigurare il gruppo classe in più gruppi di apprendimento;
– articolare gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso;
– organizzare una frequenza scolastica in turni differenziati, anche variando l’applicazione delle soluzioni in relazione alle fasce di età degli alunni e degli studenti nei diversi gradi scolastici;
– per la secondaria di II grado, permettere una fruizione per gli studenti, opportunamente pianificata, di attività didattica in presenza e didattica digitale integrata, ove le opportunità tecnologiche, l’età e le competenze degli studenti lo consentano;
– aggregare le discipline in aree e ambiti disciplinari, ove non già previsto;
– estendere il tempo scuola settimanale anche al sabato.

Queste in sintesi le proposte ma qualche Presidente di Regione ha già annunciato che non firmerà.

Cosa ci aspetterà dunque tra poco più di due mesi?

Ancora non è chiaro e citando il libro del maestro Marcello D’Orta, noi speriamo che ce la caviamo.

Informazioni su marisamoles

Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 26 giugno 2020, in docenti, Lucia Azzolina, scuola, studenti con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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