“La mela” (gli uomini sono diversi). Un libro in cerca di editore

Eva_CranachINTRODUZIONE

COM’È NATO QUESTO LIBRO?

Ho scritto un libro. Oddio, non è proprio un libro, cioè non è un romanzo, non è un saggio, non è un’opera dotta … è piuttosto una riflessione. Ma qual è l’origine di questa riflessione, qual è lo spunto, qual è l’argomento? Adesso ve lo spiego.

Dunque, era l’estate del 1999 e stavo finendo di leggere Le donne sono diverse del “grande” Luciano De Crescenzo. Dico “grande” perché amo i suoi libri, mi piace il suo stile e la sua ironia. Stavo terminando la lettura, dicevo, quando le battute finali catturano la mia attenzione: “spero di essere letto da qualche brava scrittrice e di poter leggere a mia volta un libro intitolato Gli uomini sono diversi”. Beh, mi sono detta, questa è una sfida. Poi ho pensato che non sono una scrittrice e per quanto riguarda la bravura, non sta a me giudicare se sono brava o no. Ma se non sono una scrittrice e non so se sono brava, cosa mi metto in testa? Come faccio a scrivere qualcosa, sfidando addirittura uno come De Crescenzo?
Lì per lì pensai di abbandonare l’impresa prima ancora di iniziarla. Non fu tanto una questione di modestia o soggezione, la decisione fu dettata piuttosto dalla consapevolezza che anche se avessi tentato di scrivere qualcosa, nessuno avrebbe potuto leggere quel qualcosa, semplicemente perché non sono una scrittrice, lo ribadisco, e probabilmente nessun editore sarebbe stato interessato a pubblicare un mio libro. Poi, però, ho riflettuto: ma in fondo se qualche idea ce l’hai, perché non butti giù due righe, così, tanto per passare il tempo, magari anche divertendoti? Eh già, perché a me scrivere piace, mi è sempre piaciuto. Secondo me saper scrivere è un dono, ci si nasce ed io credo di esserci nata. Oddio, questi presupposti non bastano per convincermi di essere una scrittrice, però leggendo alcuni dei giovani autori ho dedotto che qualcuno si considera uno scrittore anche se quel dono non ce l’ha affatto.

elena di troiaEcco, quindi da dove ho preso lo spunto e perché ho deciso di scrivere questo libro. Ora manca l’argomento. Chi ha letto Le donne sono diverse sa che De Crescenzo ha elaborato una sorta di ironica riflessione prendendo lo spunto dalle Heroides di Ovidio. Questo testo consiste in una raccolta di corrispondenze epistolari fittizie tra alcune donne della mitologia antica e i loro amanti, spesso sfortunati (ovvero, le più sfigate appaiono proprio le donne!). Lo scopo che l’autore si è prefissato è quello di dimostrare che le donne sono quelle che soffrono, si disperano, sono, insomma, le rappresentanti a buon diritto del cosiddetto “sesso debole”.
Che cosa potevo fare io allora? L’epica mi è sempre piaciuta e la insegno da molto tempo con gran piacere. Certo, le mie lezioni si tengono nel modo più tradizionale possibile, nessuna trasgressione – o quasi – da parte mia, ma talvolta mi sono fermata a riflettere sul ruolo di eroi ed eroine che la tradizione ci ha trasmesso come degli stereotipi, come dei mostri sacri che nessuno mai avrebbe il coraggio di dissacrare. Ecco, io non ho fatto altro che mettere per iscritto queste mie riflessioni, quello che non ho il coraggio di fare di fronte a dei ragazzini che dal loro caro “banchetto” vogliono sentirsi dire esattamente questo: quanto bravo era Achille, quanto eroici i Greci tutti, quanto intelligente e furbo era Ulisse ecc. Ma le donne, che ruolo hanno in tutta l’epica classica? Ben poco spazio è loro concesso tra le righe di poemi greci e latini, le più famose sono di solito dee o donne d’infima fama e di discussa moralità. Tanto più cattive sono, tanto più vengono citate. Beh, io sono stufa di sentir parlare di grandi eroi e di doverli pure esaltare durante le mie lezioni! In questo mio libro non ho fatto altro che “mettere a nudo” le debolezze maschili e far luce su un mondo femminile che, anche nell’antichità, ha molto da insegnare all’universo maschile. Non so se riuscirò a convincere i miei lettori (se ce ne saranno), ma quello che a me importa è di esserne convinta io.

mela“LA MELA”: PERCHÉ QUESTO TITOLO?

In realtà quando ho incominciato a scrivere, rigorosamente a mano, non mi sono minimamente posta il problema di come chiamare questo mio libro. Quando poi ho iniziato a copiare il tutto utilizzando il pc, il primo capitolo scritto, che non è propriamente “epico”, s’intitolava La mela; non sapendo come fare per salvarlo sulla memoria del computer, diciamo che ha deciso lui per me e ha dato pure un titolo al mio libro visto che ha salvato con il nome La mela il documento che comprende l’intera opera. L’idea mi è piaciuta ed ecco che ho deciso d’intitolare il libro La mela con il sottotitolo Gli uomini sono diversi. In questo modo ho salvaguardato anche la mia modestia perché, come ho già spiegato, se è vero che ho accolto con piacere la sfida lanciata da De Crescenzo, è pur vero che non sono una scrittrice (almeno fino ad ora!).

ECCO I CAPITOLI:

LA MELA

PARIDE: BELLO E IMPOSSIBILE

ACHILLE: COCCO DI MAMMA

ETTORE: IL MARITO DI ANDROMACA

ULISSE: DALLE PAROLE AI FATTI

LE DONNE DI ULISSE: L’AMANTE NINFA CALIPSO

LE DONNE DI ULISSE: NAUSICAA, L’AMANTE MANCATA

LE DONNE DI ULISSE: CIRCE, L’AMANTE MAGA

LE DONNE DI ULISSE: PENELOPE, L’AMATA SPOSA … MA TRADITA

ENEA: UN IMMIGRATO EXTRACOMUNITARIO

DIDONE INNAMORATA

ENEA E DIDONE: IL CONNUBIO

DIDONE: AMORE E MORTE

E inoltre …

LUCIANO DE CRESCENZO HA SCRITTO “ULISSE ERA UN FICO” … E IO SCRIVO A LUI in cui spiego la genesi del mio libro

UOMINI E DONNE: UGUALI O DIVERSI? una sorta di capitolo introduttivo

  1. Anch’io ho scritto un libro pubblicato da poco, di poesie o presunte tali. Se poi vorrai dare un’occhiata al mio blog (poi ti darò l’htpp) troverai indicazioni su di esso. Intanto ti dico che trovo interessante questa sfida con De Crescenzo che mio marito ha conosciuto in ambito lavorativo, e mi piace il tuo punto di vista originale.Vedrai che prima o poi riuscirai a pubblicarlo, te lo auguro e appena ho un pò di tempo cercherò di leggerlo. A presto

    isabellascotti.wordpress.com

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