La prof

marisa 3Mi chiamo Marisa Moles e sono una docente di Lettere al Liceo Scientifico.

Questo è il mio Curriculum Vitae:

FORMAZIONE E STUDI

Diploma di Maturità Classica
Laurea in Lettere conseguita presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trieste discutendo la tesi “Guido da Pisa e le Expositiones all’Inferno di Dante Alighieri” (relatore: prof. Eugenio Savona, ordinario di Filologia e Critica Dantesca)
Corso di perfezionamento post-universitario per la Formazione degli Insegnanti delle Scuole Secondarie, seguito presso l’Università degli Studi di Udine

Abilitazioni all’insegnamento:
• Italiano, Storia e Geografia nella Scuola Secondaria di I Grado
• Materie Letterarie negli Istituti Tecnici e Professionali
• Materie Letterarie e Latino nei Licei e Istituti Magistrali

Attestati:
• Certificazione del Trinity College of London per la lingua Inglese (livello 9°, upper intermediate)

CURRICULUM PROFESSIONALE

• Preruolo: supplenze di Lingua Inglese e Lettere presso varie scuole medie della regione Friuli Venezia – Giulia
• Ruolo: un anno nella Scuola Secondaria di I Grado, sei anni negli Istituti Tecnici e Professionali; dal 1993 ad oggi al Liceo Scientifico
• Attualmente, oltre all’insegnamento tradizionale delle Materie Letterarie (Italiano, Latino, Storia), sto sperimentando la didattica modulare in lingua Inglese (Progetto CLIL: Content and Language Integrated Learning)

AGGIORNAMENTO, AUTOAGGIORNAMENTO e FORMAZIONE

• Ho seguito numerosi corsi di formazione e autoaggiornamento nell’ambito della Didattica delle materie d’insegnamento
• Da circa dieci anni svolgo la funzione di operatrice nello Sportello d’Ascolto (CIC, Centro di Informazione e Consulenza) presso il mio liceo, per la quale ho seguito e seguo tuttora dei corsi di aggiornamento tenuti da psicologi appartenenti a strutture pubbliche o private
• Ho conseguito il “patentino” di Documentalista nell’ambito del Progetto GOLD (Global on line documentation) e una mia esperienza didattica è stata selezionata ed inserita nell’Archivio nazionale
• Nel 2007 ho ottenuto una borsa di studio europea (Progetto Comenius) per perfezionare la conoscenza della lingua Inglese presso il NILE di Norwich (U.K.) e per ampliare le competenze nell’ambito del Progetto CLIL
• Nel dicembre 2011 ho partecipato ad un corso di formazione a Cambridge (U.K.) nell’ambito del progetto Euroskills che si propone di sviluppare le competenze professionali per la cooperazione transnazionale e di contribuire all’innovazione dei sistemi di istruzione e formazione e al miglioramento della loro qualità.

COLLABORAZIONE ai PROGETTI d’ISTITUTO

• Ho collaborato a numerosi Progetti sia nell’ambito prettamente didattico sia in ambiti sociali (Educazione Interculturale, Educazione alla Salute, Continuità Scuola Media – Scuola Superiore relativamente all’accoglienza degli allievi neoiscritti, Ri-orientamento)

I MIEI INTERESSI

Anche se il lavoro e la famiglia assorbono la maggior parte del mio tempo, mi piace andare a teatro, ascoltare musica di vario tipo (preferibilmente italiana), leggere (con maggior assiduità in estate), fare lunghe camminate o semplici esercizi ginnici in casa.
La mia più grande passione è la scrittura. Il mio lavoro m’impone l’esercizio continuo e nel passato ho scritto qualche breve saggio di argomento storico o letterario.
Mi cimento, comunque, anche nella scrittura per diletto. Ho completato la stesura di uno scritto sui personaggi femminili dei poemi epici, ma non si tratta di un saggio, piuttosto di una “lettura semiseria” di alcuni passi tratti dall’Iliade, Odissea ed Eneide, sullo stile di Luciano De Crescenzo che leggo sempre con piacere e stimo molto come scrittore. Dopo aver tentato inutilmente di contattarlo, ho mandato alcuni brani del libro ad un altro autore che amo molto, Luca Goldoni, che mi ha subito telefonato spronandomi a coltivare la mia passione e a cercare qualche Editore interessato alla pubblicazione. Un po’ per mancanza di tempo, un po’ perché per me la scrittura è uno strumento anti – stress e non rincorro particolari sogni di celebrità, non l’ho ancora fatto.
Attualmente sto scrivendo un romanzo ma la scuola (e il mio blog primario!) mi impegna sempre tanto, quindi procedo molto lentamente nella stesura.

Da febbraio 2014 collaboro con il blog del Corriere.it “Scuola di Vita”. QUI potete trovare i miei articoli.

[ultima modifica: 13 febbraio 2014]

  1. Gentile Marisa.

    Premetto che il mio linguaggio sia molto limitato a causa della mia nazionalità (in quanto “non-italiana”) e per ciò mi trovo a cominciare questo mio commento con le scuse di rigore (e chiedendo anticipatamente delle attenuanti)
    A dir la verità era da tempo che la cercavo. Mi spiego.
    Dal primo giorno che mi trovo nella terra del Bel Paese ho avuto l’ambizione di imparare la sua lingua (e farlo bene). Purtroppo sono un autodidatta (non avendo la possibilità di frequentare una scuola in Italia) avendo una età avanzata.
    Ma se come non voglio limitarmi ad un linguaggio di tipo “io essere straniero e volere fare lavoro”( 😆 ) ho avuto sempre l’incubo di chiedere alcune domande (anche perché come si può fermare una professoressa a farli semplicemente una domanda? potrei essere catalogato “aggressore”). Ovviamente che ci sono i amici (italiani). Purtroppo, col tutta la loro volontà, li vedevo delle più volte imbarazzati nel rispondermi. Ed io non mi accontento delle risposte “Beh…. è cosi la nostra lingua”, oppure “Non lo so…. si sente dal parlare”. Ogni lingua ha le sue regole. Ed io non so dove trovarli.

    Ora.
    Non so se le mie domande saranno cosi tanto puerile a tal punto che potrebbero annoiare e sopratutto non essere quello che lei si aspetta sul suo eccellentissimo blog (confido di aver già letto alcuni articoli come sul apostrofo o il troncamento). Ma se mi è permesso di chiederli li sarei molto gratto. Aspetto con ansia la sua risposta.
    Grazie.

    P.S. Non si faccia ingannare dalla mia ortografia impeccabile. E’ soltanto il risultato della ortografia automatica del “plugin” aggiornato (grazie Firefox).

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    • Caro Valentino,

      ma non ci davamo del tu?!?
      Scusa se ci ho messo un po’ a rispondere ma volevo trovare qualche link utile per migliorare il tuo italiano (già ottimo, comunque!). QUI trovi delle indicazioni per accedere ad altri siti e QUI c’è un corso on line. Credo che potrai trovare molte delle risposte alle tue domande. Ma puoi chiedere a me tutto ciò che vuoi. Sto aggiornando di continuo le Pagine sull’Italiano … questo perché sono molti i dubbi grammaticali e ortografici che affliggono gli Italiani, mica solo gli stranieri!

      Comunque, l’Italiano non è tra le lingue più semplici (intendo occidentali, naturalmente) e i tuoi amici dicono bene “Beh…. è cosi la nostra lingua”, oppure “Non lo so…. si sente dal parlare”. E’ vero che ci sono molte regole ma anche molte eccezioni. Per quanto riguarda l’ortografia (a proposito, spero di non offenderti se dico che quel plugin non è molto efficace … ci sono degli errori nel tuo testo, ma sei bravo lo stesso), credo sia un problema di tutte le lingue. Forse dovrebbe esserlo meno per l’italiano visto che non ci sono tante differenze tra la grafia e la pronuncia; ce ne sono di più in Inglese, in Francese o in Tedesco.

      A presto.

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  2. Ecco……

    E’ proprio qui uno dei punti dolenti. Cioè, è vero di averci dato del tu prima, ma poi….. trovandomi inaspettatamente davanti ad una professoressa mi è sembrato un po ineducato* a continuare di darci del tu. Il problema pero, esisteva in quanto anche la parola “egregio” mi sembra un po forzata. Troppo da direttore di istituto bancario. Allora come potevo chiamarla? Signora? Mmmmm….. troppo da vecchia (e non lo siamo, no?). Come vede non sapevo come interpellarla.

    Come forse lo sa, la mia nazionalità è rumeno (anche se, alcuni di noi preferiscono ad essere chiamati romeni, perché apparteniamo alla Romania, e non Rumania). E (come di sicuro lo sa) siamo latini anche noi (orgogliosamente). Lingua molto assomigliante a quella italiana (quindi facile da apprendere). Talmente facile che – per chi vuole parlare superficialmente – non ci vuole più di 2-3 settimane di dimora. Ma soltanto per chi vuole parlare superficialmente. Vede cara Marisa, come dicevo prima, io non sono uno che si limita. Ho cominciato fin dal principio ad approfondire il linguaggio. Mi sono anche iscritto alla biblioteca comunale (Casale sul Sile)**. Tutto a posto finché ho preteso di scrivere io stesso (in italiano).

    Apriti cielo.
    Regole che prima (leggendoli) li ignoravo, ora mi trovavo obbligato a tenerli in considerazione. Le più difficili (tuttora oggi) per me sono le doppie consonanti in una parola (tipo “tutto” e non “tuto”, “troppo”, e non “tropo”)***.
    Come dicevo, i miei amici mi dicono che “si sente dal parlare”. Sarà, ma io non distinguo la differenza. Almeno non ancora. Cosa devo fare per capire? Devo forse registrarli (lavoro titanico) ed ascoltarli, fino allo sfinimento? C’è qualche regola che può aiutarmi?

    Poi, ce ne avrei ancora delle domande, ma non voglio annoiarla con : i miei commenti dal inizio.
    Grazie.

    P.S. Il fatto che mi corregge, non mi offende affatto. In fondo, se non lo farebbe resterei …… un ignorante, no?

    * ineducato, perché avendo una educazione costruita principalmente dai miei nonni che non erano che dei semplici contadini con grande rispetto per la scuola (ed i suoi maestri). Quindi, dare del tu ad un professore, maestro, etc, etc, per me equivale a mettermi alla pari con quella persona. E non può essere.
    ** avreì voluto leggere Edmondo di Amicis (anche) in italiano. Oppure il mio preferito, Carlo Goldoni nel dialetto venexian (mica facile, non go capio nient’ 😆 ). Vabbè…. ho dovuto accontentarmi delle cronache galattiche e robotiche di Asimoov.
    *** difficile per me, in quanto (anche se assomigliante) nella lingua rumena sono pochissime le parole con le doppie consonanti. Quindi mi è difficile trovarli anche l’utilità.

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    • Caro Valentino,

      se continui a darmi del Lei non ti rispondo più! 🙂
      Il bello del web è che ci si incontra, senza conoscersi, si chiacchiera e talvolta si diventa amici. Non importa quanti anni abbiamo o qual è la nostra professione: siamo tutti amanti di questo modo di comunicare che sono i blog o i forum. Io scrivo e tu leggi, ma, ogni volta che commenti, scrivi anche tu e io leggo. Quindi, siamo, come si usa dire qui da noi, “sulla stessa barca”. Non ci deve essere alcuna barriera nella comunicazione altrimenti perderemmo la spontaneità che caratterizza questo modo di comunicare. Chiaro? 😯

      Detto questo, torniamo al topic. So che una delle difficoltà maggiori della nostra lingua è rappresentata dall’uso delle doppie. Ma è una difficoltà che hanno molti Italiani, non solo gli stranieri. Avere la comune origine neolatina, in ambito linguistico, non aiuta. Infatti, l’Italiano è l’unica lingua neolatina ad avere tante doppie. Se poi consideriamo il rumeno, essendo stata l’attuale Romania una delle ultime conquiste degli antichi Romani, ed essendo il territorio piuttosto orientale, è evidente che la lingua Latina non ha influenzato il rumeno quanto le altre lingue occidentali; inoltre il rumeno ha subito, a livello di evoluzione linguistica, l’influenza del greco-bizantino e delle lingue slave. Infatti, pur conoscendo il latino e avendo studiato altre lingue romanze, come il francese e lo spagnolo, se mi trovo di fronte ad un testo rumeno, riesco a distinguere solo poche parole che hanno la comune origine latina.

      Tornando al discorso delle doppie, di solito servono per distinguere parole simili graficamente (ad esempio, palla-pala, fatto-fato, ecco-eco …) oppure derivano da gruppi di consonanti latine come ct che diventa tt (actum – atto), o anche dall’incontro tra una consonante e una i semivocale (hodie-oggi). Insomma, la cosa è un po’ complessa e rischio di annoiarti. Ma ho trovato un sito che mi pare interessante: questo il LINK.

      Tu, se vuoi, dai sempre un’occhiata alle pagine di questo blog perché quasi quotidianamente le aggiorno e puoi trovare delle informazioni utili.

      Leggere è la cosa più importante per imparare una lingua… magari il venexian non è proprio semplice, così come non ti consiglierei la lettura di Camilleri e del suo Commissario Montalbano, in dialetto siciliano. 🙄

      Alla prossima.

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  3. Scusami ma…. potresti ripetermi il Link (o dovrei chiamarlo collegamento ipertestuale?) che mi hai lasciato nel ultimo commento? Non riesco a collegarmi.
    Grazie

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  4. Cara Marisa.

    Prima vorrei ringraziarti per il link (va bene “il link?” 😕 ) consigliato. Molto istruttivo e facile da intendere ed imparare. Ma vorrei anche scusarmi per dover ancora annoiarti con le mie puerile domande. Potresti dirmi la differenza tra “i” e “gli”? Oppure quella tra “con” e “col”? Poi, perché “famiglia” si scrive con la “gl” e “familiare” invece no? Grazie (e ancora scusa).

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    • Caro Valentino,

      non ti devi scusare, sono qui per rispondere alle tue domande (per ora, ma con il tempo forse qualcun altro mi chiederà qualcosa 😉 ) e non mi annoi affatto.

      L’articolo determinativo ha più forme: il – lo (maschile singolare), la (femminile singolare), i – gli (maschile plurale), le (femm. pl.). Come puoi intuire, al sing. il corrisponde il plurale i e al sing. lo corrisponde il pl. gli. La norma d’uso è questa: l’articolo lo (al plurale gli) si usa con i nomi che iniziano per vocale (l’affare [lo affare, ma tra la o dell’articolo e la a d’inizio parola c’è l’elisione] – gli affari), con la z (lo zaino – gli zaini), con la x (ma sono poche le parole italiane che iniziano con la x, perlopiù di origine straniera o dal greco antico), con la s impura, ovvero seguita da consonante (lo scolaro – gli scolari) e con gn (lo gnomo – gli gnomi).

      Con è una preposizione che indica unione. Col è poco usato e sta al posto di con il . Quindi, mentre devi usare con + la in presenza di parole femminili (con la gonna e non col gonna), puoi dire con il libro oppure col libro. Il plurale di col è coi.

      Molte parole in italiano nel passaggio dal latino hanno modificato alcuni suoni ma hanno mantenuto la “forma” latina in alcuni derivati. In latino c’era familia e la l è diventata gl. Ma nelle parole derivate si è mantenuta la l. Oggi si tende ad accettare tutte e due le varianti: famigliare e familiare ma per me è comunque più corretto familiare.

      Alla prossima. 🙂

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  5. Cara Marisa.
    Recentemente in un altro blog, sono stato accusato di non sapere usare i articoli e di aver insultato. Ora, tu sai che io non mi vergogno della mia ignoranza e che provo a fare da necessità virtù. Ma nello stesso tempo, da autodidatta che sono, ci provo a migliorare. Quindi, posso permettermi di esporti il mio discorso e di correggermi spiegando dove ho sbagliato e per quale motivo la persona se debba aver sentita offesa? Grazie in anticipo.

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    • Caro Valentino,

      per me sei bravo e gli errori, se ci sono, non devono mettere in secondo piano il tuo pensiero, sincero e profondo. Quando la gente non vuol capire, non capisce o dà un’interpretazione personale a ciò che altri dicono, arrivando anche ad accusarli ingiustamente. Tu non ti devi preoccupare, secondo me, ma sei vuoi, puoi mandarmi il testo del tuo discorso via e-mail all’indirizzo: marisamolesblog@gmail.com. Sarò felice di aiutarti.

      Buona giornata.

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  6. Salve, sono capitata per caso in questo blog mentre cercavo un prof online a cui chiedere dei consigli . Non so se sono capitata nel posto giusto ,e se questo blog sia aggiornato .. In ogni caso provo a chiedere !
    Io sono una studentessa universitaria in lingue che deve sostenere l’esame di letteratura italiana . L’esame tratta lo svolgimento di un saggio breve tra le tracce indicate inerenti a 4 libri .E’ già due volte che provo questo esame . Il mio ultimo esame è stato giudicato povero di contenuto e con errori grammaticali ,quali l’uso della virgola e accenti . Le scrivo per chiederle se ha dei consigli da darmi per la stesura di un saggio .
    Una delle tracce d’esame riguardava le similitudini e differenze dei personaggi del libro “Due di Due” di Andrea De Carlo . Io sto cercando di esercitarmi sullo svolgimento di questa traccia ma mi blocco nel momento dello svolgimento perchè temo di non sapere come dovrebbe essere una buona analisi di un testo/saggio breve . Quando penso alle similitudini e differenze dei personaggi mi concentro sull’aspetto caratteriale e sulle scelte che hanno portato alle loro azioni..mi domando se dovrei concentrarmi su altro da aggiungere ..
    Spero in una sua risposta e che non l’ho annoiata !
    Grazie
    Complimenti per il blog

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    • Ciao Elisa. Scusa se ho tardato a rispondere ma in questo periodo il blog è un po’ trascurato (ne ho altri due, quindi lavoro sempre ma penso meno alla scuola 😉 )
      Sul saggio breve, se s’intende la tipologia B dell’esame di stato, puoi trovare delle indicazioni QUI. Il libro di De Carlo non l’ho letto e non saprei aiutarti. Generalmente nella tipologia B dell’ESC non viene richiesta l’analisi di un testo letterario ma si parte da una tematica e, all’interno delle varie tracce, si possono trovare dei testi poetici o in prosa di autori diversi da utilizzare per il saggio. Ma credo che tu sappia queste cose perché hai senz’altro fatto l’esame di maturità recentemente …
      Pensa che io mi sono laureata in Lettere e non ho mai fatto un esame scritto. 😦

      Grazie per l’apprezzamento. Buon lavoro e passa a trovarmi quando vuoi.

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  7. Grazie per la cortese risposta 🙂 Utili le indicazioni .:)
    .Io ho chiaro come devo procedere per la stesura del mio lavoro, ma poi tendo ad essere un po scarsa con le idee.. Dovrei sicuramente leggere molto, ma siccome non ho tempo credo che la soluzione ormai sia di esercitarmi a scrivere il più possibile 🙂
    Saluti e grazie!

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  8. Salve , ho un problema con i verbi , malgrado abbia cercato altre spiegazioni su internet , si sono rivelate tutte inconcludenti .
    Questo è ciò che è scritto sul mio libro :
    I verbi possono esprimer una condizione , un modo di essere , uno stato di cose , come negli esempi che seguono :

    La città sembrava deserta

    Marco è diventato grande

    Giuseppe non sta bene

    Il sentiero sarà ripido e lungo

    Ora consultando altri testi

    ora gli esempi sopra citati sembrano tutti uguali e non riesco a trovare differenza tra una frase che esprime una condizione , un modo di essere , uno stato di cose , c’è un modo per identificare le diverse tipologie ?
    Mi scuso per il mio dubbio elementare ma ho consultato molti testi e siti internet prima di fare questa figura barbina .Ti ringrazio per il tempo che hai dedicato nel leggere queste mie righe sperando in una tua risposta ti auguro una buona serata

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  9. su che sito la posso trovare?

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  10. Auguri per il nuovo Anno Scolastico!

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  1. Pingback: WORK IN PROGRESS « laprofonline

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