Prima prova scritta: Il saggio breve

MATERIALI PER IL NUOVO ESAME DI STATO
IL TEMA DI TIPOLOGIA B:
REDAZIONE DI UN SAGGIO BREVE
a cura di:
Giovanna Saglia e Ida Sembenotti
GENNAIO-FEBBRAIO 2002

Che cos’è un “Saggio breve”?
È una ricerca o un’indagine scritta, sostenuta da uno studio documentario, di carattere specifico, di limitata estensione, in cui l’autore analizza criticamente un particolare problema, un evento, un personaggio, ecc. riconducibili a vari ambiti (scientifico, storico, artistico, politico, sociale, ecc.)

Collocazione editoriale
A seconda dell’impostazione e dei contenuti, un saggio breve può essere pubblicato su una rivista specialistica, anche di alto livello culturale, o su una rivista (settimanale o mensile) rivolta ad un largo pubblico. È tuttavia molto facile leggere saggi brevi di tipo divulgativo anche sulla Terza pagina o sugli inserti dei quotidiani. Che cos’è la Terza pagina? È la pagina dedicata a temi culturali, e continua a chiamarsi così anche se ormai non è più collocata alla pagina 3 del
quotidiano, ma spesso occupa tutto il foglio centrale. A volte non esiste nemmeno più come pagina a sé stante e gli articoli di carattere culturale sono dispersi in varie pagine specializzate (spettacoli, libri, moda, viaggi, inchieste, ecc.).
Vedi Tabella A.

Lo stile
Indipendentemente dalla collocazione editoriale, un saggio breve può essere caratterizzato da uno stile espositivo o argomentativo. Vedi Tabella C.

TABELLA A
Il saggio breve
Aspetti del testo Saggio divulgativo Saggio specialistico

Scopo e destinatario: Divulgare informazioni ad un largo pubblico. Fornire informazioni ad un pubblico specializzato.

Collocazione editoriale: Quotidiani (Terza pagina o inserto culturale), settimanali, riviste femminili, giornali scolastici, ecc. (Focus, Airone, Donna moderna,Gente viaggi, Panorama, L’Espresso, ecc,). Riviste specializzate (Le Scienze, Economia e storia, Quaderni di storia, Psicologia e società, Lettere italiane, Diritto e giurisprudenza, La nuova ecologia, ecc.).

Titolo: Deve sintetizzare il contenuto del testo; meglio se è ad effetto, in stile nominale e incisivo.
Deve sintetizzare il contenuto del testo; senza perdere di vista la rigorosità dello stile.

Lessico e stile: Lessico chiaro, comprensibile ad un pubblico di cultura medio-bassa; stile informale, vivace, brillante, creativo e personale.
Lessico settoriale, specifico e tecnico adatto ad un pubblico di cultura medio-alta; stile formale e rigoroso, ma anche personale e creativo.
Esposizione Rigorosamente in terza persona; si possono usare espressioni che coinvolgano l’interlocutore e domande retoriche.
Rigorosamente in terza persona; non sono consigliabili abbellimenti retorici.

Utilizzo dei documenti e delle conoscenze personali
I documenti e i dati forniti, utilizzati tenendo presenti il titolo scelto e l’impostazione del saggio, andranno integrati dalle conoscenze personali. I documenti e i dati forniti vanno utilizzati con il massimo rigore scientifico, dando prova di possedere solide conoscenze personali.

TABELLA B
Operazioni preliminari alla stesura del testo

1 Definire il campo Data l’ampiezza degli argomenti solitamente proposti dal tema di tipologia B, è necessario decidere con precisione di che cosa si intende parlare, cogliendo la specificità dell’argomento stesso, attraverso l’analisi delle parole chiave. L’apparente genericità degli argomenti non deve indurre a darne interpretazioni riduttive o di comodo.

2 Leggere i dati e i documenti forniti, valutando critica-mente le proprie conoscenze
Pur non essendo necessario utilizzare tutti i documenti forniti, non è consentito prescindere dagli stessi. L’attento esame di tutti i documenti messi a disposizione e la profondità delle conoscenze personali sull’argomento consentiranno di scegliere fra saggio breve di tipo divulgativo o specialistico.

3 Decidere la tipologia del testo e la sua collocazione editoriale
Espositivo-informativo o argomentativo (vedi Tabelle C e D) a seconda del grado delle conoscenze personali e della complessità/difficoltà dell’argomento proposto.
Per la collocazione editoriale vedi Tabella A.

4 Stabilire la tesi (se il testo è di tipo argomentativo)
In base ai documenti, che vanno letti con molta attenzione, e alle conoscenze personali, bisogna stabilire una tesi chiara, che dovrà guidare la stesura dell’intero elaborato ma non necessariamente essere esplicitata fin dall’inizio. Vedi “Attacco” in Tabella C.

5 Predisporre la scaletta (per testi sia argomentativi che espositivo-informativi)
Per rendere più convincente il testo è opportuno prevedere per ogni punto della scaletta uno o più documenti, anche fotografici, scelti fra quelli forniti o dati reperibili fra le proprie conoscenze personali. Per il testo argomentativo distribuire nei punti opportuni le illustrazioni, le citazioni, gli esempi, ecc. ritenuti più efficaci per difendere la propria tesi o per confutare eventuali antitesi.

TABELLA C
Il testo
ASPETTI DEL TESTO TESTO ESPOSITIVO-INFORMATIVO TESTO ARGOMENTATIVO

Carattere del testo
Prevale l’oggettività. Prevale la soggettività.
Scopo Informare. Informare e convincere.

Elementi costitutivi
Fatti e dati concreti, elenchi, definizioni, confronti, esempi (reali o possibili), citazioni, ecc. utili ad illustrare il tema trattato.
Fatti e dati concreti, elenchi, definizioni, confronti, esempi (reali o possibili), citazioni, ecc. che possano provare con efficacia la tesi sostenuta.

Utilizzo delle informazioni
Tutti gli elementi informativi usati servono a rendere oggettiva la comunicazione.
Tutti gli elementi informativi usati servono a sostenere l’argomentazione e a confermare la validità della tesi sostenuta.

Elementi soggettivi
Dovrebbero essere evitati. Opinioni, commenti, interpretazioni, valutazioni svolgono un ruolo significativo.

Attacco (o incipit)
Serve per “agganciare” il lettore, per convincerlo a leggere tutto il saggio. Va curato con molta attenzione. Può già contenere la tesi da dimostrare. In ogni caso è opportuno che costituisca un’introduzione chiara ed efficace al tema su cui si intende prendere posizione.

Conclusione
Non è indispensabile. Vanno in ogni caso evitati i luoghi comuni e le affermazioni ovvie. Meglio che manchi piuttosto che non aggiunga nulla di significativo.
È indispensabile. Deve costituire la sintesi chiara ed efficace di tutto il ragionamento sostenuto. Se si è impostato il testo come un percorso di concatenamenti logici che conducono alla tesi, essa può essere enunciata per la prima volta nel paragrafo conclusivo.

Stile Chiaro, lineare e concreto. Non è opportuno creare una prosa ad effetto.
È consentita una maggiore varietà di espressione per facilitare la comprensione dei passaggi logici che sostengono la tesi.

TABELLA D
Elementi irrinunciabili, da inserire nella “bella copia”
1. Argomento scelto: riportare esattamente la dicitura
2. Titolo ed eventuali sottotitolo e occhiello
3. Dichiarazione dell’ambito editoriale e collocazione di stampa
4. Eventuali note a fondo pagina e didascalie di illustrazioni, tabelle, fotografie, ecc. inserite nel testo
N.B. Argomento, titolo e dichiarazione dovranno precedere lo svolgimento. Le note e le didascalie vanno poste alla fine.

Un tema di tipologia B svolto sotto forma di SAGGIO BREVE
Come è noto, il nuovo Esame di Stato prevede per la Prima prova quattro tipologie di tema, di cui la B consiste nella redazione di un saggio breve o di un articolo di giornale su uno degli argomenti proposti, appartenenti a quattro diversi ambiti. Qui di seguito viene proposto come esempio un saggio breve su un argomento riconducibile all’ambito n. 2 (socio-economico).

2. AMBITO SOCIO-ECONOMICO
ARGOMENTO: I giovani in famiglia e nella società
Documento I
Più o meno consapevolmente, quando ci chiediamo se vi sia un futuro per i giovani d’oggi,
intendiamo il termine «futuro» in un senso più profondo della semplice determinazione temporale: esso designa per noi non soltanto ciò che accade dopo oggi, ma soprattutto ciò che può accadere di nuovo e di migliore rispetto ad oggi. Attendere il futuro, prepararsi al futuro, interrogarsi sul futuro, implica sempre un giudizio, un’interpretazione del presente: futuro non è, propriamente, la ripetizione del presente, ma la sua innovazione in senso positivo, almeno per quegli aspetti per cui il presente è sinonimo di monotonia, di banalità, di grigiore, di insoddisfazione.
Uno dei motivi più immediati e più pressanti di sfiducia concerne la prospettiva dell’inserimento giovanile nel mondo dei lavoro. Una riflessione sulla condizione giovanile attuale deve, innanzitutto, prendere atto di un dato incontestabile: tutta una serie di congiunture economiche, a livello nazionale e mondiale, ha portato ad un quadro occupazionale allarmante. «Non sono cifre tratte dal cappello di un prestigiatore: nei prossimi vent’anni la disoccupazione rimarrà uno dei più gravi problemi del mondo; sarà necessario creare un miliardo di posti di lavoro, e di questo miliardo l’81% nei Paesi in via di sviluppo»: così, recentemente, si esprimeva il Direttore generale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL).
Augusto Cavadi, Nuova secondaria n. 5, 1986.

Documento II
Incapaci di sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda dei figli, i genitori minimizzano e dimostrano di non voler credere alle proporzioni che i figli vorrebbero dare ai loro problemi.(…) A rendere difficile il dialogo, sono soprattutto il divario generazionale e culturale, l’incapacità di ascoltare, il predominio dei massmedia nella vita familiare. Lo sbalzo di età si manifesta in diversità di opinioni e interessi in contrapposti atteggiamenti verso la vita e la società. È l’eterna lotta fra chi vuole far valere il bagaglio della propria esperienza e chi vuole camminare da solo, a costo di ruzzolare e scivolare lungo il percorso. Gli uni dimenticano che a loro tempo hanno scalpitato e invocato autonomia, gli altri, impazienti, non riconoscono valore a una esperienza che per loro sa di muffa.
Lo scontro generazionale si traduce inevitabilmente in una contrapposizione culturale, di mentalità.
«I genitori, avendo vissuto condizioni di vita diverse – scrivono Fiorella e Lina, due sorelle del Trentino – non sono rimasti al passo con i tempi, la loro mentalità un po’ quadrata non si è lasciata penetrare da tutti i cambiamenti ideologici e dallo sviluppo industriale di quest’ultimo decennio, giudicano il comportamento dei giovani in maniera abbastanza superficiale e condannano senza cercare di capire».
La difficoltà di capire il mondo d’oggi e il nuovo modo di vivere dei figli rende i genitori pessimisti e apprensivi. (…) I genitori, in un tentativo di giustificazione, si nascondono dietro il paravento dell’amore e dell’affetto. Sostengono che ogni presa di posizione nasce da preoccupazione e si ispira al desiderio di costruire la felicità dei giovani. Ma è proprio questa tutela che i figli non sopportano.
Sergio Giordani, Dimensioni nuove, 1983

Documento III
Oggi lo scenario sta cambiando rapidamente, e anche violentemente, specie all’interno di quel complicato universo che si chiama convivenza familiare. Ma niente drammi: ora il mutamento nel rapporto genitori-figli non conosce (o quasi) l’antica contestazione generale che si traduceva in mutismi e incomprensioni, scenate e separazioni. La cosiddetta «generazione dei senza padri» è tramontata; adesso i figli – adolescenti o già adulti – riscoprono l’amore per i genitori, con la consapevolezza di doversi confrontare con un sentimento difficile, eppure essenziale, una conquista fatta anche di frustrazioni e provvisorie sconfitte, senza la quale, però, tutte le altre relazioni umane (siano esse sessuali, affettive o sociali) non potrebbero esprimersi compiutamente. (…)
Essere padri e madri oggi significa abbandonare le certezze e avere un unico segreto pedagogico: la sperimentazione quotidiana, basata sulla consapevolezza dei propri errori e di qualche, forse insignificante, successo.
Marisa Rusconi L’Espresso, giugno 1985

Facendo riferimento a quanto è stato precedentemente detto (Tabella D), mostriamo qui di seguito un modello di svolgimento.
Argomento: I giovani in famiglia e nella società
Titolo: Giovani problematici
Destinazione editoriale: “Il Venerdì” (inserto settimanale de “La Repubblica”)
Scaletta (che non è indispensabile trascrivere in bella copia):
1) Introduzione e spiegazione del concetto inserito nel titolo;
2) Documenti n.2 e n.3: divario tra genitori e figli;
3) Documento n. 2: concetto d’amore nei genitori
4) Documento n. 1: effetti del disagio giovanile su vita sociale e lavorativa
5) Conclusione
1) Scontri generazionali, violenze, lessico incomprensibile e comportamenti antisociali: è questo l’identikit dei giovani contemporanei? L’interrogativo nasce spontaneo negli adulti che, preoccupati, si chiedono se il mondo, creato con sacrificio, andrà in mano a degli sbandati senza ideali e senza rispetto. Quotidiani, riviste e talk-show vogliono farci conoscere dei giovani in preda a profonde crisi, che trascorrono tutto il loro tempo inseguendo dei miti o imitando personaggi di discutibile valore, e talvolta assumono stupefacenti o addirittura compiono gesti tragici, come è stato, fra gli eventi di cronaca degli ultimi mesi, il duplice delitto di Novi Ligure. Ma puntare il faro solo in una direzione ci induce a rilevare soprattutto la negatività; contrasti ed incomprensioni sono problemi comuni ad ogni “cambio” generazionale.
2) La causa dell’eterna lotta tra adulti e giovani, come sostiene lo studioso Sergio Giordani in “Dimensioni nuove” del 1983, è da ricondurre alla diversità di opinioni e di interessi, ai contrapposti atteggiamenti verso la vita e la società.
Mostra un diverso aspetto della questione l’articolo di Marisa Rusconi pubblicato sul settimanale “L’Espresso”, giugno 1985, nel quale la giornalista afferma che è mutato il rapporto genitori-figli e che non esiste più l’antica contestazione in cui si alternavano mutismi e scenate, incomprensioni e separazioni. Secondo la Rusconi, infatti, i giovani moderni riscoprono la positività del confronto: parlano, gridano e vogliono amore da quegli adulti ai quali spetta un aspro ruolo:
dare certezze o almeno risposte ad individui talvolta forti ma spesso bisognosi. “Schiaffeggiati” da questa realtà, i genitori dovrebbero abbandonare le certezze che contraddistinguevano un passato neppure tanto lontano, rendendosi conto che il “padre padrone” non esiste più. Il loro primo dovere consiste oggi nell’analizzare sé stessi, per divenire consapevoli dei propri errori e per impegnarsi a svolgere quotidianamente un compito difficile ma necessario: essere ricettori delle crisi, porgendo ai figli una mano salda e allo stesso tempo affettuosa. Il film di Nanni Moretti “La stanza del figlio”, vincitore dell’ultima edizione del Festival di Cannes, mette in luce con sorprendente lucidità proprio questa duplice esigenza.
3) Come precisa Sergio Giordani, l’amore e l’affetto non possono costituire il paravento e la giustificazione di ogni comportamento, perché è proprio il desiderio di tutelare i figli e di costruire la loro felicità che i giovani non riescono né a capire né ad accettare. L’affetto deve essere contorno del rapporto genitori-figli: sempre presente, non deve oltrepassare i limiti entro i quali ognuno ha diritto di fare le proprie scelte. Invece l’apprensione porta spesso gli adulti a soffocare le
esigenze dei figli e a limitarne le libertà, volendo progettare una vita non loro.
4) Confusione, sfiducia, tendenza a vivere il presente in maniera monotona e superficiale: sono questi gli atteggiamenti che frequentemente concorrono a causare i problemi che colpiscono i giovani. Ad essi, afferma il professor Augusto Cavadi sul mensile scolastico “Nuova secondaria” (n.5 del 1986), si aggiunge la difficoltà che i ragazzi incontrano ad inserirsi nel mondo del lavoro. Egli spiega che il quadro occupazionale, a livello nazionale e mondiale, è allarmante. Tali considerazioni sono condivise anche dal Direttore generale dell’Organizzazione Internazionale del lavoro (OIL) il quale sottolinea che nei prossimi vent’anni la disoccupazione rimarrà uno dei problemi più gravi del mondo, quindi sarà necessario creare posti di lavoro, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.
5) Risolvere i conflitti tra genitori e figli risulta sempre più complicato ed è difficile dare suggerimenti universalmente utili, poiché ogni famiglia ha le sue particolarità e ogni individuo ha le proprie esigenze. Tuttavia si può affermare che fossilizzarsi su idee e comportamenti tradizionali non aiuta a migliorare i rapporti interpersonali, in una società in continua e rapida evoluzione sul piano economico, tecnologico e scientifico, ma sostanzialmente poco disposta alla riflessione e povera di spiritualità. Solo se ciascuno accetterà di mettersi in discussione per migliorare sé stesso, si potrà sperare di raggiungere un livello di comunicazione più autentico e profondo, non solo fra coetanei, ma anche fra generazioni diverse.

Commento:
Qualche osservazione sull’esempio sopra riportato (liberamente tratto da un tema svolto in una quarta classe di Istituto Tecnico).
􀀹 L’autrice distribuisce opportunamente i riferimenti al materiale documentario nei vari punti della scaletta che viene poi fedelmente rispettata nella composizione del saggio. La scaletta e i numeri che precedono ciascun paragrafo, non essendo esplicitamente richiesti, sono stati trascritti in bella copia solo per ottemperare ad una precisa richiesta della docente ed hanno quindi una funzione meramente didattica.
􀀹 L’incipit ad effetto è adeguato alla collocazione editoriale scelta. La rivista di tipo divulgativo giustifica l’intonazione piuttosto forte, che non sarebbe altrettanto adatta ad una pubblicazione specialistica.
􀀹 Le citazioni dei documenti sono correttamente eseguite. A questo proposito si ricordano i criteri da seguire per le varie citazioni bibliografiche:
Testi: Nome dell’autore, Titolo dell’opera, Casa editrice, luogo di edizione, anno della prima pubblicazione.
Articoli: Nome dell’autore, Titolo dell’articolo, in + “titolo della rivista o del giornale” , anno e numero del fascicolo oppure data di pubblicazione.
􀀹 È apprezzabile lo sforzo di qualificare il più possibile gli autori dei documenti citati, specificando professione o ruoli.
Se mancano precise informazioni, è “consentito” lavorare di fantasia, cercando di capire chi è l’autore dei documenti dal tipo di pubblicazione da cui sono ricavati. Ad esempio A. Cavadi è definito “professore” perché scrive su “Nuova secondaria”, che è una rivista scolastica. Tali indicazioni potrebbero anche non essere oggettivamente corrette (ad esempio Marisa Rusconi potrebbe non essere una giornalista ma una psicologa o una sociologa). Tuttavia è
importante qualificare gli autori, sia per rendere autorevole la testimonianza sia per dare al saggio una intonazione professionale.
􀀹 Attraverso la citazione di un fatto di cronaca e di un film, l’autrice dimostra di saper utilizzare appropriatamente le sue personali conoscenze, che si integrano e si armonizzano con i documenti a disposizione.
􀀹 La validità del saggio è data anche dalla capacità di chi scrive di comunicare un proprio pensiero, attraverso un discorso logico che si dipana in maniera consequenziale utilizzando i documenti come supporto e non come “materia prima”. Non sarebbe, infatti, né consigliabile né opportuno costruire il proprio pezzo limitandosi a smontare e a rimontare in un diverso ordine il materiale fornito.
􀀹 Lo stile utilizzato si adatta al tipo di saggio scelto come modello (di tipo divulgativo). La sintassi e il lessico sono semplici e chiari, anche grazie alla concretezza del messaggio.
􀀹 Il titolo scelto riflette solo in parte il contenuto del saggio, che attribuisce grande importanza non solo alle difficoltà esistenziali dei giovani, ma anche alla inadeguatezza dei genitori. Senza trasformare radicalmente il titolo, si
potrebbe completarlo nel seguente modo: “Giovani problematici o genitori inadeguati?”

Elenco dei possibili elementi da tenere presenti nella valutazione:
CONTENUTO
􀂙 Corrispondenza fra l’argomento scelto e il contenuto del pezzo
􀂙 Efficacia del titolo nel sintetizzare il contenuto
􀂙 Abilità nell’utilizzare i documenti
􀂙 Qualità delle conoscenze personali
􀂙 Profondità e originalità dell’analisi
FORMA
􀂙 Articolazione della scaletta
􀂙 Stile coerente con la tipologia del testo scelto
􀂙 Correttezza formale (ortografia, grammatica, sintassi, lessico,ecc.)

APPENDICE
Nelle pagine seguenti presentiamo una parte del materiale che in questi ultimi anni abbiamo prodotto per le esercitazioni in classe o come promemoria da fornire agli studenti per la stesura delle loro composizioni. Si tratta di piccoli contributi
operativi che in genere gli studenti apprezzano e per questo motivo abbiamo deciso di aggiungerli al nostro lavoro.

ALCUNI CONNETTIVI ed espressioni che creano rapporti fra i diversi paragrafi di un testo
• Ma, però, invece, eppure, tuttavia, d’altra parte, d’altronde, al contrario, così, in altri casi, del resto, in realtà, sta di
fatto che, pertanto, perciò, infatti, anche, pure, non va dimenticato che…, a ciò si aggiunga che…., in conseguenza
• In altre prole, in altri termini, cioè, si potrebbe anche dire che…,
• Poi, inoltre, in seguito, quindi, infine; in [primo/secondo/terzo] luogo, in conclusione, in definitiva, per prima cosa,
innanzi tutto, senza contare che… È anche vero che ….,
• È [perciò/ dunque/ pertanto] evidente che…., va [quindi/inoltre/infine/perciò] [detto/riconosciuto/ammesso] che….,
• Fatta questa [premessa/considerazione/riflessione]…, ciò non toglie che…., ciò non impedisce di
[dire/ammettere/aggiungere] che…, tutto ciò premesso,…., a tutto ciò si aggiunga che/il fatto che …
• Ciò nonostante, eppure, come già si è detto,
• Da quanto è stato fin qui [detto/dimostrato/sostenuto/spiegato/illustrato] risulta evidente che…
• Pur non potendo negare che…., va anche [detto/ammesso/riconosciuto/aggiunto] che…
• Per quanto poi[riguarda/concerne]…, [tuttavia/poi/inoltre/però/perciò] si deve [poi/dunque/pertanto/quindi/infine]
[ammettere/affermare/riconoscere/accettare] che…

ALCUNE SCELTE LESSICALI per introdurre nel testo i documenti sotto forma di interventi dei loro autori
Espressioni che si possono usare in alternativa al verbo “dire”:
♦ Sottolineare/ osservare/ far notare/ evidenziare/ mettere in evidenza/ mettere l’accento su…/ rilevare/ illustrare/ dichiarare/ chiarire/ precisare/ affermare/ scrivere/ raccontare/ rivelare/ riferire/ far notare/ far osservare/ constatare/ ricordare/ sostenere (o dimostrare)/ spiegare/ far capire/ intervenire per…/ farsi interprete di un’idea (o di una teoria)
♦ Trattare/ dibattere/ discutere/ affrontare/ esaminare/ analizzare/ valutare [un problema/ un tema/ una questione/ un argomento/ un aspetto di un problema]
♦ Esprimere (o esporre) il proprio parere (o la propria opinione)/ riflettere (o invitare a riflettere) su …./
♦ Citare/ analizzare/ esaminare/ valutare (positivamente, negativamente, ecc.)/ considerare (o giudicare) valido (o assurdo, interessante ecc.)
♦ Pensare/ ritenere/ parlare (o intervenire) da uomo di scienza (o da politico)/ farsi forte della propria fama di studioso (o scienziato, poeta, filosofo, ecc.)/ intervenire con autorevolezza (o con competenza) su …
♦ Dimostrare/ convincere/ argomentare/ risultare particolarmente convincenti quando …/ ottenere il massimo consenso del pubblico [nel momento in cui…/ affermando che…]/ entusiasmare il pubblico affermando che…
♦ Dichiararsi d’accordo con/ dichiararsi dello stesso parere di/ condividere l’opinione di / convenire (o concordare) con… nel dire (o affermare, sostenere, ecc.) che …/ difendere la posizione di …/ far propria l’opinione di …
♦ Esprimere perplessità (o dubbi) su …./ non nascondere le difficoltà relative a … / dichiararsi perplesso su/ interrogarsi su/ mostrare di non credere che ../
♦ Aggiungere/ insistere/ continuare/ ribadire/ rispondere/ dedurre/ concludere
♦ Ipotizzare/ avanzare un’ipotesi/ sostenere una teoria/ esprimere un’idea
♦ Polemizzare con ../ controbattere/ contestare/ replicare/ ribattere/ obiettare/ criticare/ ironizzare/ negare validità a…./prendere le distanze da …/ dissociarsi da…/ demolire l’ipotesi di…/ assumere una posizione contraria a quella di …/
Dovendo parlare di un convegno o di una mostra, è possibile utilizzare le seguenti espressioni:
♦ Ad un convegno (o congresso e simili): si partecipa/ si prende parte/ si interviene/ si è invitati/ si assiste.
♦ Ad un convegno si discute/ si dibatte/ si riflette/ si ragiona/ si fa il punto su …/ si dimostra/ si prende posizione su…
♦ Un convegno è promosso/ organizzato/ presieduto da…/ si tiene a…/ prende avvio/ ha inizio/ si apre (o si chiude)
il…/ si articola/ si sviluppa in momenti/ affronta un tema/ un problema/ un argomento/ promuove la conoscenza di…/ la sensibilità verso…
♦ Una mostra, una rassegna è promossa/ organizzata/ si tiene a…/ si inaugura/ si apre (o si chiude) il…/ si articola/ si
sviluppa in momenti/ sezioni/ percorsi.

[LINK della Fonte]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 19 MAGGIO 2012

Utile, a mio avviso, anche questo post.

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  1. Complimenti per la completezza dell’articolo e per i suggerimenti! Prenderò spunto ! Grazie infinite

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