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MATURANDI D’OGGI

Gli strafalcioni, per carità, sono sempre esistiti. Vuoi l’emozione, vuoi lo studio matto e disperatissimo dell’ultimo momento che non produce nulla di buono, anzi, rende ancor più confuse le idee, all’esame di maturità (ora chiamato “di Stato”) per gli studenti di ieri e di oggi le figuracce sembrano essere un rito sacro cui non si può rinunciare.

Ricordo un vecchio professore che, ad un corso di aggiornamento, parlando del modo di prendere appunti e delle abbreviazioni più usate, riferì l’orrore provato davanti a una candidata che insisteva a citare un certo Nino Biperio senza rendersi conto che quella X (di Bixio, naturalmente) non era affatto un PER.
Più recentemente mi è toccato sentire all’esame di una mia quinta, in veste di commissario interno, che Pirandello era uno scrittore lombardo. 😦 Quella volta la figuraccia del mio allievo aveva fatto vergognare più me di lui.
Poi c’è anche chi, non sapendo rispondere, s’inventa che un dato argomento non è stato proprio affrontato. Ad esempio, l’allieva che a una domanda che riguardava i Patti Lateranensi, cercò di cavarsela dicendo che il programma di storia non comprendeva gli anni del secondo dopoguerra. 😦 Quando il professore le fece notare che il Concordato fu stipulato tra il Regno d’Italia e la Santa Sede l’11 febbraio 1929, la ragazza sbuffando replicò che lei aveva l’esonero dall’insegnamento della religione cattolica. 😦 😦
Indimenticabile, poi, facendo l’analisi della lirica dannunziana La pioggia nel pineto, la risposta alla mia domanda su chi fosse realmente Ermione: “L’amica di Harry Potter”.

Con il passare del tempo, tuttavia, ho l’impressione che gli studenti, arrivati all’esame finale dopo cinque anni faticosissimi (forse più per noi insegnanti che per loro), non siano preda di amnesie e lapsus dovuti all’emotività, almeno non tutti. Molti, sempre secondo il mio parere, escono dal liceo con il loro bel diploma pur ignorando molte cose. E questa mia supposizione sembra trovare conferma nei nuovi mostri che si sono venuti a creare durante gli orali dell’esame di Stato ancora in corso.

Vediamoli in sintesi:

1. “Gabriele D’Annunzio è un estetista” (ma è un classico, non passerà mai di moda)
2. I Promessi Sposi di Manzoni si concludono con la morte di uno dei due (non si sa se Renzo o Lucia ma almeno uno ci rimette le penne)
3. Durante la Seconda guerra mondiale esistevano le navicelle spaziali ❓
4. A Hiroshima nel 1945 ci fu un grande terremoto che provocò il crollo di un’importante centrale nucleare (vabbè confondere Hiroshima con Fukushima ma collocare una catastrofe nucleare avvenuta nel 2011 più di sessant’anni prima …)
4. Tra i protagonisti della Seconda guerra mondiale ci fu anche Napoleone (voleva essere immortale, lo sappiamo…)
5. Il Rinascimento si colloca nel dopoguerra (forse lo studente pensava al boom economico?)
6. L’urlo di Munch è stato dipinto da Van Gogh (infatti, Munch è quello che grida…)
7. I muscoli sotto sforzo producono latte (vabbè che si dice “far venire il latte alle ginocchia”… sì, ai commissari d’esame)
8. Il Vello d’oro è un muscolo del nostro corpo (chissà che fatica deve aver fatto Giasone per estirparlo…)
9. La capitale dell’Inghilterra è Berlino (forse l’assonanza con Brexit ha ingannato il malcapitato)
10. La Germania di Tacito parla di Hitler (Hitler – Germania, binomio indissolubile… anche a 2000 anni di distanza)

[LINK della fonte]

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ESAME DI STATO: COME CALCOLARE IL VOTO FINALE


Le regole sono invariate rispetto all’anno scorso ma vale la pena riproporle.

Il voto finale della maturità si ottiene sommando le valutazioni conseguite nelle singole prove ai crediti ottenuti nel triennio di scuola superiore. Il punteggio viene espresso in centesimi ed il voto minimo è 60/100, che corrisponde alla sufficienza.

Vediamo nel dettaglio.

CREDITI FORMATIVI: il punteggio ottenuto può andare da un minimo di 10 a un massimo di 25 punti.

PROVE SCRITTE: ad ogni prova (tre in tutto: la prima prova di italiano, uguale per tutti gli istituti; la seconda differenziata e scelta dal ministero; la terza, che può essere di diversa tipologia, verte di norma su quattro-cinque materie dell’ultimo anno e viene predisposta da ciascuna commissione) viene assegnato un punteggio massimo di 15 punti (10/15 corrisponde alla sufficienza; un voto inferiore non preclude, tuttavia, l’ammissione al colloquio). Quindi, il massimo punteggio ottenibile per le tre prove è di 45 punti.

COLLOQUIO ORALE: il punteggio massimo ottenibile è 30 punti; la sufficienza è fissata a 20. Inizia, come è noto, dall’esposizione di un argomento a scelta (“tesina”) che di norma deve partire da una materia fra quelle comprese nel piano di studi e deve far parte dei programmi del quinto anno. Tuttavia, c’è una certa elasticità. Soprattutto negli ultimi anni non si parla espilcitamente di “tesina” che può essere presentata anche alla commissione, benché sia meglio consegnare solo la mappa concettuale (si risparmia tempo non dovendo curare l’impaginazione e la grafica del testo).

I PUNTI BONUS: possono essere assegnati dalla commissione e vanno da un minimo di 1 punto a un massimo di 5 punti.
Per ottenere il bonus queste sono le condizioni:

1. essere stati ammessi all’esame di Stato con almeno 15 punti di credito
2. aver ottenuto almeno 70 punti complessivi fra prove scritte e colloquio orale

L’attribuzione o meno del bonus è comunque a discrezione della commissione che ha la possibilità – non l’obbligo – di premiare gli studenti meritevoli.

LA LODE: la commissione può decidere di premiare gli studenti eccellenti a patto che:

1. siano stati ammessi all’Esame di Stato con 25 punti di credito (il massimo), abbiano ottenuto 45 punti alle prove scritte e 30 punti all’orale, senza usufruire del bonus;
2. abbiano ottenuto almeno l’8 in tutte le materie e in condotta negli scrutini finali della terza, quarta e quinta superiore. Vale a dire che per meritare la lode i maturandi devono aver conseguito la media del 9 durante il triennio, senza avere in pagella nessun voto inferiore all’8.

Ecco il tutto sintetizzato nella seguente tabella:

dal sito studenti.it

dal sito studenti.it

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COME ARRIVARE IN FORMA ALL’ESAME DI STATO

esame oraleAvendo un’esperienza più che ventennale nell’insegnamento, so che la maggior parte degli studenti arriva all’esame stressatissima. Il perché è presto spiegato: l’ultimo anno è di certo il più impegnativo e fin da settembre noi insegnanti abbiamo la pessima abitudine di ricordarglielo. D’altra parte, è per il loro bene, no? Peccato che gli allievi si stressino più a pensare che a fare. In altre parole, all’esame pensano molto facendo molto poco, o comunque impegnandosi in modo non costante.

Arrivati a maggio, un buon motivo di stress è la consapevolezza di essere ammessi all’Esame di Stato con una valutazione almeno sufficiente in tutte le discipline. Chi si pone questo problema spesso si mette in testa che tanto “non ce la può fare” (ovviamente sto parlando di quegli studenti che hanno delle difficoltà in qualche materia), di conseguenza viene vanificato qualsiasi sforzo per migliorare. Si entra, quindi, in un circolo vizioso da cui è difficile uscire: nonostante la buona volontà per colmare le lacune, ci si ammazza di studio spesso senza ottenere risultati. Sicché ci si convince sempre più che “tanto non serve a niente”.

Spesso i ragazzi trascurano il fisico pensando alla mente. Ma veniamo al discorso iniziale: come si fa ad affrontare serenamente il l’esame.
Prima di tutto bisognerebbe arrivarci con la coscienza tranquilla, ma viste le premesse, non sempre lo è. Poi bisogna evitare di stressarsi all’infinito e infliggersi reclusioni forzate che altro non sono che autopunizioni. Non si sa perché, ma pare che più tempo si passa a casa maggiori saranno le possibilità di fare bella figura all’esame. Ma anche questo ragionamento è errato: quella che conta è la qualità del tempo che si dedica allo studio, non la quantità. A casa ci sono mille distrazioni, tanto vale uscire per distrarsi. Una passeggiata con gli amici, un po’ di shopping –senza pensare per forza a quali abiti indossare per l’esame, perché così facendo vi rovinereste anche il piacere dello shopping!-, un salto in palestra o una corsa per mantenere il fisico in esercizio e liberare la mente dai pensieri, possono essere delle soluzioni.

Un altro problema, a parte lo stress, è l’affaticamento mentale. Se all’esame i ragazzi arrivano affaticati significa che non si sono concessi un po’ di riposo. E mi riferisco non solo alle ore di studio, ma anche alle ore sottratte al sonno per motivi vari: la televisione, il computer, i messaggini con il cellulare … Uno studente di diciotto anni dovrebbe dormire almeno sette-otto ore per notte e so che ciò non sempre accade. L’abitudine di far tardi a tutti i costi è deleteria. Poi succede che subentra l’insonnia: più tempo si sta alzati, dedicandosi ad attività che tengono ben svegli, meno ore di sonno ci si potrà concedere. Una volta finite le lezioni, si dovrebbe evitare di recuperare il sonno perso dormendo fino alle undici o a mezzogiorno. Pure questo comportamento è sbagliato perché, visto che a scuola ci si va alla mattina, gli studenti sono abituati ad essere attivi nella prima parte della giornata. Alzarsi tardi significa “mangiarsi” una bella fetta della giornata e non riuscire ad organizzare al meglio il tempo che rimane.
Dormire bene si può e si deve, ma se ciò non fosse possibile per motivi vari, una tisana a base di camomilla e melissa può essere la soluzione. In erboristeria o in farmacia se ne trovano di svariati tipi.

Ciò che si deve evitare, se non strettamente necessario, –nel caso di un fisico debilitato per altre ragioni- è l’uso di integratori alimentari. Se l’alimentazione è corretta, non servono. Tanto meno possono essere utili gli integratori per la memoria: a diciotto anni la memoria funziona benissimo e un integratore non è una pozione magica che fa venire in mente ciò che nella testa non c’è. Vale a dire: se non si studia abbastanza, non c’è fosforo che tenga. Tuttavia, qualche goccia di ginko biloba può essere utile. Sempre meglio, però, chiedere consiglio al medico di famiglia o ad un farmacista fidato.

Ma cosa s’intende per “buona alimentazione”? Innanzitutto un buon equilibrio tra le varie componenti: proteine, vitamine e carboidrati. Bisognerebbe evitare, in particolar modo, di sovrabbondare in carboidrati e proteine, trascurando le vitamine. Ad esempio, se si mangia la carne a pranzo, è meglio non consumarla alla sera. Stesso discorso vale per i carboidrati: non si trovano esclusivamente nel pane e nella pasta, come spesso si è portati a credere. I carboidrati sono degli zuccheri e la nostra dieta ne è piena, a cominciare dalla colazione. Spesso è trascurata dagli studenti, che vanno sempre di fretta, ma è indispensabile per affrontare la giornata. Una brioche o un panino, qualche fetta biscottata con la marmellata, dei biscotti non devono mai mancare, ovviamente non tutti assieme! Se non piace il caffè o il the, il latte è un alimento che sulla tavola della colazione non può mancare. Con un po’ di cacao è delizioso, se accompagnato ai cereali è un pasto energetico quanto basta. Ma se non si tollera il latte o non lo si gradisce, uno jogurt è un ottimo sostituto, accompagnato da un po’ di frutta. A pranzo e a cena la frutta non è indispensabile; molti dietologi sostengono che rallenti la digestione, quindi è meglio consumarla nello spuntino pomeridiano, oltre che a colazione. Anche un buon gelato alla frutta, però, costituisce un’ottima merenda.
Per la memoria l’ideale sarebbe il pesce ma mi rendo conto che la sua cottura richiede più tempo e pazienza, nonché maggior abilità culinaria che a volte alle mamme mancano, soprattutto il primo. Tuttavia, anche i bastoncini di pesce surgelati vanno benissimo. Ovviamente, essendo fritti, è bene non esagerare.

Non entro nel merito della questione del tempo che dev’essere dedicato allo studio perché quello dipende esclusivamente dagli studenti e dalla loro capacità di concentrazione: è inutile legarsi alla sedia per sei ore di fila quando è scientificamente dimostrato che l’attenzione cala dopo i primi venti minuti. Non significa, ovviamente, che si debba studiare solo venti minuti per ora, ma che ci si debba concedere delle pause e si alternino, possibilmente, argomenti più semplici e quelli più complessi. Anche questa distinzione, tuttavia, è personale: sono i ragazzi stessi a dover distinguere le materie in cui hanno più facilità nello studio e quelle che trovano particolarmente ostiche.

Infine, un consiglio: non studiare fino all’ultimo. Per gli scritti durante l’anno gli studenti avrebbero dovuto fare un bel po’ di allenamento. La terza prova spaventa un po’, è vero, ma è impensabile ripetere il programma di cinque o sei materie in poche settimane. Il giorno prima del colloquio è utile fare solo un ripasso, tanto quello che c’è in testa ormai è esattamente ciò che ci può stare. Per questo è buona norma iniziare a studiare per tempo le materie che non si digeriscono; all’ultimo si rischierebbe solo una … indigestione.
Per quanto riguarda la tesina, ovvero l’argomento scelto per iniziare il colloquio, è bene misurare il tempo, armati di cronometro, per non rischiare di essere interrotti (il tempo concesso è di appena dieci-quindici minuti) sul più bello e senza aver modo di concludere.

Assolutamente vietato fare tardi la notte prima degli scritti e del colloquio o, cosa anche peggiore, alzarsi all’alba. Si rischia soltanto di presentarsi davanti alla commissione mezzo addormentati, con le borse sotto gli occhi e quell’aria da sopravvissuti che non preannuncia nulla di buono. Bere dieci caffè per tenersi svegli, invece, servirà solo ad arrivare all’esame nervosi e probabilmente con qualche tic che nessuno mai aveva sospettato di possedere. Per esempio, se lo studente si siede al tavolo della commissione con le gambe che “ballano” di continuo, procurerà ai commissari un fastidioso traballamento che di certo non li metterà di buon umore. Poi, non bisogna sottovalutare il fatto che quando il candidato appare tranquillo –anche se non lo è affatto!- dà l’idea di essere preparato e di non temere nulla. Se poi nel colloquio si “perderà”, i commissari potranno pensare che l’emozione, anche se ben nascosta, ha fatto dei brutti scherzi. In certi casi, infatti, la verità non è mai quella che appare … come sosteneva il “nostro” Pirandello.

[ho parzialmente integrato ed adattato questo mio vecchio post]

FRANCIA: DIETA PER I MATURANDI CON BONUS PUNTEGGIO. LA PROPOSTA COSTA CARA A DUKAN

Pierre Dukan è un noto nutrizionista francese salito agli onori della cronaca grazie alla sposa di William d’Inghilterra, Kate Middleton. La graziosa consorte del principe, arrivata all’altare vistosamente magra, aveva svelato (o meglio, la madre l’aveva fatto al posto suo) di essere ricorsa alla dieta Dukan. Il regime alimentare consigliato dal nutrizionista è, però, caldamente sconsigliato dai medici in quanto presuppone una dieta iperproteica, non sana per l’organismo. (ne ho parlato QUI)

In questi giorni Pierre Dukan è nuovamente protagonista della cronaca in quanto, tempo fa, aveva proposto di premiare con un bonus, da sommare al punteggio finale, i maturandi che si sarebbero impegnati a perdere peso in vista dell’esame. La proposta, in verità piuttosto una provocazione, sarebbe scaturita dalla presenza di un alto numero di adolescenti francesi in sovrappeso o addirittura obeso.

Dopo la reazione negativa dei pediatri, che considerano la dieta dissociata propagandata da Dukan pericolosa per le adolescenti, anche il ministero dell’Educazione ha bocciato la proposta: «La maturità serve a giudicare le conoscenze degli allievi, non il loro stato di salute». Per questo motivo il nutrizionista dovrà comparire di fronte la Commissione Etica che giudicherà il suo operato che, secondo i medici d’Oltralpe, non sarebbe deontologicamente corretto.

A Dukan viene contestata non solo la violazione dell’articolo 13 del codice deontologico secondo il quale «un medico deve fare attenzione alle ripercussioni sul pubblico di ciò che dice». Visto che le sue diete sono seguitissime e attorno ad esse il giro d’affari è di svariati milioni di euro l’anno, secondo i colleghi la sua attività violerebbe anche l’articolo 19 che sostiene che la medicina «non deve essere praticata come un commercio». Che sia tutta invidia?

Tornando alla proposta di premiare gli allievi che si mettono a dieta in previsione della maturità e che dimostrano di aver perso del peso, io la ritengo assolutamente discriminante. Anche nella scuola italiana è previsto un punteggio da attribuire come credito formativo, ma tutti gli studenti, secondo me, dovrebbero avere le stesse opportunità. Chi è già magro, qualora venisse approvata la proposta di Dukan, sarebbe penalizzato. Proprio per questo motivo non sono favorevole nemmeno all’attribuzione del credito per gli studenti donatori di sangue: non tutti possono esserlo, per motivi di salute, o vogliono, nel caso in cui si sia particolarmente sensibili e si rischi di stare male (c’è chi sviene per un prelievo, non dimentichiamolo).

Insomma, Dukan in Francia sarebbe già stato bocciato. E qui da noi, una proposta del genere sarebbe accettabile?

[notizia da Vanity Fair]

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