COME ARRIVARE IN FORMA ALL’ESAME DI STATO

esame oraleAvendo un’esperienza più che ventennale nell’insegnamento, so che la maggior parte degli studenti arriva all’esame stressatissima. Il perché è presto spiegato: l’ultimo anno è di certo il più impegnativo e fin da settembre noi insegnanti abbiamo la pessima abitudine di ricordarglielo. D’altra parte, è per il loro bene, no? Peccato che gli allievi si stressino più a pensare che a fare. In altre parole, all’esame pensano molto facendo molto poco, o comunque impegnandosi in modo non costante.

Arrivati a maggio, un buon motivo di stress è la consapevolezza di essere ammessi all’Esame di Stato con una valutazione almeno sufficiente in tutte le discipline. Chi si pone questo problema spesso si mette in testa che tanto “non ce la può fare” (ovviamente sto parlando di quegli studenti che hanno delle difficoltà in qualche materia), di conseguenza viene vanificato qualsiasi sforzo per migliorare. Si entra, quindi, in un circolo vizioso da cui è difficile uscire: nonostante la buona volontà per colmare le lacune, ci si ammazza di studio spesso senza ottenere risultati. Sicché ci si convince sempre più che “tanto non serve a niente”.

Spesso i ragazzi trascurano il fisico pensando alla mente. Ma veniamo al discorso iniziale: come si fa ad affrontare serenamente il l’esame.
Prima di tutto bisognerebbe arrivarci con la coscienza tranquilla, ma viste le premesse, non sempre lo è. Poi bisogna evitare di stressarsi all’infinito e infliggersi reclusioni forzate che altro non sono che autopunizioni. Non si sa perché, ma pare che più tempo si passa a casa maggiori saranno le possibilità di fare bella figura all’esame. Ma anche questo ragionamento è errato: quella che conta è la qualità del tempo che si dedica allo studio, non la quantità. A casa ci sono mille distrazioni, tanto vale uscire per distrarsi. Una passeggiata con gli amici, un po’ di shopping –senza pensare per forza a quali abiti indossare per l’esame, perché così facendo vi rovinereste anche il piacere dello shopping!-, un salto in palestra o una corsa per mantenere il fisico in esercizio e liberare la mente dai pensieri, possono essere delle soluzioni.

Un altro problema, a parte lo stress, è l’affaticamento mentale. Se all’esame i ragazzi arrivano affaticati significa che non si sono concessi un po’ di riposo. E mi riferisco non solo alle ore di studio, ma anche alle ore sottratte al sonno per motivi vari: la televisione, il computer, i messaggini con il cellulare … Uno studente di diciotto anni dovrebbe dormire almeno sette-otto ore per notte e so che ciò non sempre accade. L’abitudine di far tardi a tutti i costi è deleteria. Poi succede che subentra l’insonnia: più tempo si sta alzati, dedicandosi ad attività che tengono ben svegli, meno ore di sonno ci si potrà concedere. Una volta finite le lezioni, si dovrebbe evitare di recuperare il sonno perso dormendo fino alle undici o a mezzogiorno. Pure questo comportamento è sbagliato perché, visto che a scuola ci si va alla mattina, gli studenti sono abituati ad essere attivi nella prima parte della giornata. Alzarsi tardi significa “mangiarsi” una bella fetta della giornata e non riuscire ad organizzare al meglio il tempo che rimane.
Dormire bene si può e si deve, ma se ciò non fosse possibile per motivi vari, una tisana a base di camomilla e melissa può essere la soluzione. In erboristeria o in farmacia se ne trovano di svariati tipi.

Ciò che si deve evitare, se non strettamente necessario, –nel caso di un fisico debilitato per altre ragioni- è l’uso di integratori alimentari. Se l’alimentazione è corretta, non servono. Tanto meno possono essere utili gli integratori per la memoria: a diciotto anni la memoria funziona benissimo e un integratore non è una pozione magica che fa venire in mente ciò che nella testa non c’è. Vale a dire: se non si studia abbastanza, non c’è fosforo che tenga. Tuttavia, qualche goccia di ginko biloba può essere utile. Sempre meglio, però, chiedere consiglio al medico di famiglia o ad un farmacista fidato.

Ma cosa s’intende per “buona alimentazione”? Innanzitutto un buon equilibrio tra le varie componenti: proteine, vitamine e carboidrati. Bisognerebbe evitare, in particolar modo, di sovrabbondare in carboidrati e proteine, trascurando le vitamine. Ad esempio, se si mangia la carne a pranzo, è meglio non consumarla alla sera. Stesso discorso vale per i carboidrati: non si trovano esclusivamente nel pane e nella pasta, come spesso si è portati a credere. I carboidrati sono degli zuccheri e la nostra dieta ne è piena, a cominciare dalla colazione. Spesso è trascurata dagli studenti, che vanno sempre di fretta, ma è indispensabile per affrontare la giornata. Una brioche o un panino, qualche fetta biscottata con la marmellata, dei biscotti non devono mai mancare, ovviamente non tutti assieme! Se non piace il caffè o il the, il latte è un alimento che sulla tavola della colazione non può mancare. Con un po’ di cacao è delizioso, se accompagnato ai cereali è un pasto energetico quanto basta. Ma se non si tollera il latte o non lo si gradisce, uno jogurt è un ottimo sostituto, accompagnato da un po’ di frutta. A pranzo e a cena la frutta non è indispensabile; molti dietologi sostengono che rallenti la digestione, quindi è meglio consumarla nello spuntino pomeridiano, oltre che a colazione. Anche un buon gelato alla frutta, però, costituisce un’ottima merenda.
Per la memoria l’ideale sarebbe il pesce ma mi rendo conto che la sua cottura richiede più tempo e pazienza, nonché maggior abilità culinaria che a volte alle mamme mancano, soprattutto il primo. Tuttavia, anche i bastoncini di pesce surgelati vanno benissimo. Ovviamente, essendo fritti, è bene non esagerare.

Non entro nel merito della questione del tempo che dev’essere dedicato allo studio perché quello dipende esclusivamente dagli studenti e dalla loro capacità di concentrazione: è inutile legarsi alla sedia per sei ore di fila quando è scientificamente dimostrato che l’attenzione cala dopo i primi venti minuti. Non significa, ovviamente, che si debba studiare solo venti minuti per ora, ma che ci si debba concedere delle pause e si alternino, possibilmente, argomenti più semplici e quelli più complessi. Anche questa distinzione, tuttavia, è personale: sono i ragazzi stessi a dover distinguere le materie in cui hanno più facilità nello studio e quelle che trovano particolarmente ostiche.

Infine, un consiglio: non studiare fino all’ultimo. Per gli scritti durante l’anno gli studenti avrebbero dovuto fare un bel po’ di allenamento. La terza prova spaventa un po’, è vero, ma è impensabile ripetere il programma di cinque o sei materie in poche settimane. Il giorno prima del colloquio è utile fare solo un ripasso, tanto quello che c’è in testa ormai è esattamente ciò che ci può stare. Per questo è buona norma iniziare a studiare per tempo le materie che non si digeriscono; all’ultimo si rischierebbe solo una … indigestione.
Per quanto riguarda la tesina, ovvero l’argomento scelto per iniziare il colloquio, è bene misurare il tempo, armati di cronometro, per non rischiare di essere interrotti (il tempo concesso è di appena dieci-quindici minuti) sul più bello e senza aver modo di concludere.

Assolutamente vietato fare tardi la notte prima degli scritti e del colloquio o, cosa anche peggiore, alzarsi all’alba. Si rischia soltanto di presentarsi davanti alla commissione mezzo addormentati, con le borse sotto gli occhi e quell’aria da sopravvissuti che non preannuncia nulla di buono. Bere dieci caffè per tenersi svegli, invece, servirà solo ad arrivare all’esame nervosi e probabilmente con qualche tic che nessuno mai aveva sospettato di possedere. Per esempio, se lo studente si siede al tavolo della commissione con le gambe che “ballano” di continuo, procurerà ai commissari un fastidioso traballamento che di certo non li metterà di buon umore. Poi, non bisogna sottovalutare il fatto che quando il candidato appare tranquillo –anche se non lo è affatto!- dà l’idea di essere preparato e di non temere nulla. Se poi nel colloquio si “perderà”, i commissari potranno pensare che l’emozione, anche se ben nascosta, ha fatto dei brutti scherzi. In certi casi, infatti, la verità non è mai quella che appare … come sosteneva il “nostro” Pirandello.

[ho parzialmente integrato ed adattato questo mio vecchio post]

Informazioni su marisamoles

Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 29 maggio 2012, in Esame di Stato, studenti con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 10 commenti.

  1. Ho appena inoltrato questo articolo a mia figlia che, soprattutto per quanto riguarda il riposo, non ci sente da quell’orecchio.

    Giorni fa l’ho obbligata a dormire di più e i voti sono prontamente tornati ai massimi splendori, ma ha subito ricominciato a tirar tardi.

    Un po’ è una sgobbona e una perfezionista, questo è vero, ma un po’ si deconcentra pure perché siamo chiari, una prospettiva di 8, 9 ore legati a una sedia spompa. Lei pretende troppo da se stessa, poi si sente male e perde tutto quello che ha fatto. Le ho detto mille volte che è meglio che studi da 8 e prenda 8, piuttosto che abbia una preparazione da 10 e poi prenda 7 perché affronta interrogazioni e verifiche con la mente obnubilata.

    Infine, bisognerebbe anche uscire dalla logica del voto, ma questo è un altro discorso…

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    • Il riposo è necessario altrimenti non si rende. Tua figlia deve capire, poi, che tutto ciò che impara ora le servirà per l’esame (non potrà di certo ristudiare tutto in pochi giorni a giugno!). Quindi, tutto ciò che impara con sacrificio, togliendosi il sonno e per prendere un buon voto (uscire dalla logica del quale è davvero impossibile per gli studenti!) è destinato a scomparire dalla sua testa. L’apprendimento permanente ha bisogno dei suoi tempi. C’è da aggiungere che, andando avanti così, all’esame arriverà come uno straccetto, compromettendone i risultati.
      Avevo un’allieva così ma in quinta si è data una calmata (aiutata, però, anche da uno psicanalista per altri problemi) e all’esame è stata bravissima, mantenendo la calma.

      Credo che né io né te abbiamo molte possibilità per convincerla. Sarebbe il caso che la consigliassero i suoi insegnanti … magari già lo fanno ma forse non ascolta nemmeno loro.

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      • Lo fanno ma lo fanno malissimo, aggravando la situazione. Le abbassano i voti come punizione per essere ansiosa, a prescindere dal fatto che lo sia o meno, aumentando ansia e frustrazione.

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      • In questo modo direi che non l’aiutano proprio. 😦

        Queste cose mi fanno incazzare: il voto è la misurazione di una prestazione, serve a stabilire quali obiettivi sono stati raggiunti e quali no, in che modo, se lo studio è mnemonico o c’è un apporto personale, se c’è un approfondimento o un raccordo spontaneo con i contenuti appresi in altre discipline .. insomma, deve essere il più oggettivo possibile, non serve per punire o premiare nessuno.
        Una cosa che non sopporto è che qualcuno dei colleghi, dando i voti allo scrutinio, si giustifica dicendo: potrebbe avere 8 ma s’impegna per 7 quindi gli metto 6. Ma che ragionamento è?

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      • E tu pensa ai ragazzi che hanno questi insegnanti… io, francamente, non sopporto neanche quelli che dicono che non valutano la prestazione ma l’impegno.

        Insomma, se uno è cretino ma passa le giornate sui libri prende otto, se uno è brillante e impara senza sforzo piglia sei: viva l’Italia!

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      • E non è detto che all’università vada meglio…
        Ricordo un’imbecille di docente che, durante l’esame, m’interrompeva di continuo. E non si può dire che fosse stanca o nervosa visto che ero stata l’unica a presentarmi quel giorno (era il 2 maggio, ancora me lo ricordo anche perché il giorno prima era festa e avevo litigato con mio marito – allora fidanzato – perché mi aveva praticamente obbligata a pranzare dai suoi mentre io volevo stare a casa a studiare). Alla fine la stupida mi fa: “Signorina, se non l’avessi interrotta avrebbe meritato 30 ma visto che l’ho interrotta le darò 28”. 😯
        Ho accettato, anche se mi dava fastidio perché avevo studiato davvero tanto, solo per non rivedere la sua brutta faccia.

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      • E ce lo diceva pure!

        Ma tu potevi chiederglielo perché t’aveva interrotta? Forse era un esame anche comportamentale, voleva vedere se avevi grinta ed eri capace di zittirla?

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      • Che ti devo dire? quando hai vent’anni subisci, soprattutto da parte di persone come quella che sapeva bene come mettere in soggezione la gente. Poi, diciamolo, non era nemmeno tanto preparata, diceva delle stupidaggini e io, nonostante avessi seguito tutto il corso, ho studiato praticamente solo dai libri (una dozzina, tra parentesi). Era l’esame di storia della critica letteraria e mi ricordo ancora adesso una buona parte di ciò che ho studiato.

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      • Le persone non preparate sono le peggiori… che poi certe sono talmente ignoranti da non rendersi neanche conto di quanto lo siano!

        Sai come si dice? Vorrei che tu diventassi intelligente per un minuto, solo per capire quanto sei idiota!

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