Romanticismo e Risorgimento

In Italia il Romanticismo e il Risorgimento costituiscono un binomio inscindibile. L’aggettivo “romantico” è praticamente sinonimo di “patriottico”.
Nei primi romantici, come Manzoni (di cui ricordiamo l’ode Marzo 1821) o Berchet, la lotta per l’indipendenza dell’Italia fu un fatto politico, morale e letterario. Il rapporto tra Romanticismo e Risorgimento si coglie anche sul piano sociale, in quanto il Romanticismo fu essenzialmente la cultura letteraria di quella emergente classe borghese che aspirava, in Italia, ad una struttura statale unitaria.

Questa identità tra cultura romantica e classe borghese viene chiarita da Giovanni Berchet nella Lettera semiseria di Grisostomo a suo figlio, in cui, dopo aver affermato che tutti gli uomini sono disposti per natura ad intendere la poesia, distingue tre ceti sociali: quello degli “ottentotti”, cioè la plebe, quello dei “parigini”, ovvero i “raffinati” ed il “popolo”, tutti gli altri individui in grado di saper leggere ed ascoltare. A questo terzo ceto sociale, cioè alla classe borghese, è rivolta la poesia romantica.

La poesia, quindi, diventa un bene non più riservato a pochi, come volevano Leopardi e Giordani, influenzati ancora dalle tesi di Foscolo, ma nemmeno concesso a tutti, bensì elargito al ceto intermedio in cui si identifica la classe dirigente.
Rivolto a tale pubblico, lo scrittore romantico deve modificare radicalmente stile e lingua, deve parlare in una lingua più vicina al parlato, che risvegli in esso il sentimento patriottico.

POLITICA E LETTERATURA

La comune aspirazione ad un Risorgimento nazionale fa sì che gli scrittori romantici in Italia vedano nella letteratura uno strumento di battaglia politica e sociale. Questa convinzione è già presente negli intellettuali che fondano Il Conciliatore, un giornale che viene pubblicato a Milano tra il 1818 e il ’19, il cui capo-redattore è Silvio Pellico.

Da qui nasce la polemica contro i classicisti che, rifacendosi a modelli classici, hanno dato vita ad una letteratura ripetitrice di idee, di affetti e di moduli ormai morti. La letteratura del Risorgimento è, per Berchet, “poesia dei vivi” che ha come fonte primaria il vero e la storia.

Fanno parte di questo tipo di letteratura alcuni generi come il romanzo storico, la lirica patriottica, la ballata storica e i libri di memorie.
Anche sul piano letterario, come su quello politico, si formano due “scuole”, battezzate da de Sanctis “Scuola Liberale” e “Scuola Democratica”. Il primo gruppo, di cui fanno parte Gioberti e Balbo, dà alla letteratura un valore pedagogico, per l’educazione delle masse. Del secondo gruppo fanno parte Cattaneo, Ferrari, Montanelli e Pisacane, capeggiati da Mazzini. Questi uomini politici, pur vedendo nella letteratura uno strumento di propaganda politica, non producono opere che siano specificatamente letterarie.

LA LIRICA PATRIOTTICA

Il Risorgimento influisce sulla letteratura non solo perché propone agli scrittori specifici contenuti politici, ma perché determina alcuni tratti formali. Ad esempio, la tendenza alla rappresentazione della Storia, al fine di risvegliare negli Italiani la memoria delle glorie passate e spronarli all’azione.

Già Manzoni aveva composto delle tragedie come Il Conte di Carmagnola e l’Adelchi, in cui i fatti storici fossero da esempio per gli Italiani che aspiravano all’unità nazionale.
Il maggior lirico patriottico è Giovanni Berchet (1783-1851), milanese, tra i fondatori de Il Conciliatore. Egli vive in prima persona i moti del ’21 ed è costretto all’esilio. Tornato in Italia nel ’47, si stabilisce a Torino dove muore nel 1951. La sua poesia è tutta patriottica, dal poemetto I profughi di Praga alle Romanze del 1822, fino ad un altro poemetto, Fantasie (1826), in cui immagina che un esule, lontano dall’Italia, alterni ricordi della grandezza passata – Il giuramento di Pontida, che rievoca la lotta dei Comuni della lega Lombarda contro l’imperatore Federico Barbarossa -, con i sogni rivelatori della miseria presente.
Per questi temi storici Berchet riprende i metri della canzonetta e dell’ode, con una nuova musicalità e un linguaggio poetico nuovo e realistico.

Tra i minori si può ricordare Arnaldo Fusinato, di Schio (1817-1888), che oscilla tra il patriottismo, il moralismo ed il sentimentalismo. Sua la poesia Le ultime ore di Venezia che racconta la capitolazione della città lagunare avvenuta nel ’49.

PRINCIPI DELLA POETICA ROMANTICA

Alla polemica anti-illuministica in ambito filosofico-culturale corrisponde una polemica anticlassicista in ambito letterario.

 Rifiuto della mitologia classica ed esaltazione della modernità
 Rivalutazione delle tradizioni letterarie colte ma anche popolari
 Riaffermazione dell’origine medievale e della natura cristiana della poesia moderna
 Poesia romantica è poesia cristiana e quindi spirituale, tenebrosa e malinconica
 Irrequietezza in contrapposizione alla serenità della poesia classica
 Storicità dell’arte e soggettività del gusto contrapposti al concetto classicistico dell’immortalità dell’arte e della natura (arte è imitazione della natura)
 Modernità contrapposta all’arcaicità della poesia classica. L’arte risorgimentale in Italia è espressione di questa modernità
 Concetto di letteratura popolare adeguata alle istanze del nuovo pubblico più ampio ( Berchet)
 Canone dell’originalità in contrapposizione al concetto classicista di arte come imitazione della natura
 Fonti della poesia romantica sono l’ispirazione, l’entusiasmo e la genialità del poeta stesso
 Fantasia è componente fondamentale dell’arte in contrapposizione al classicismo che esalta il razionalismo
 Tematiche sentimentali, ideale d’uomo sensibile che vive intensamente, in contrapposizione all’ideale classico di saggezza e controllo delle proprie passioni.

PRINCIPI STRUTTURALI

 La poesia romantica rompe l’armonia e la regolarità del verso classico
 Rifiuto del sistema dei generi e delle norme classiche a favore della libertà espressiva
 Contestazione delle unità aristoteliche per la tragedia
 Si privilegiano le manifestazioni e le forme della poesia popolare (ballata, romanza ecc…)
 Tematiche e linguaggi adatti al grande pubblico

CRONOLOGIA RELATIVA AL ROMANTICISMO IN EUROPA

1798 – 1804
Germania –

gruppo romantico si costituisce attorno alla rivista “Athenaeum” (Schlegel, Novalis, Tieck … – gruppo di Jena)

1804 – 1806
Germania –

gruppo romantico si costituisce ad Heidelberg
Inghilterra –

Scuola Romantica Inglese (Wordsworth e Coleridge, cui seguono Byron, Shelley e Keats)

1813
Francia –

diffusione del saggio “De l’Allemagne” di Madame de Staël (influenzerà la cultura europea meridionale)

1823
Francia –

costituzione della Scuola Romantica (Nodier, De Musset, Hugo …)
Italia –

costituzione gruppo romantico attorno alla rivista “Il Conciliatore” (polemica tra classicisti e romantici in conseguenza della pubblicazione del saggio di M.me de Staël)

ORIENTAMENTO DELLA CULTURA ROMANTICA (sintesi per tirare le fila)

– reazione anti-illuministica
– filosofia dell’Idealismo in cui si riscontrano, oltre che elementi di opposizione, anche elementi di continuità con l’Illuminismo
– esaltazione della spiritualità e della religiosità
– esaltazione della fantasia e del sentimento
– esaltazione dello storicismo e rivalutazione delle epoche passate (vedi Berchet e D’Azeglio)
– esaltazione del progresso e del nazionalismo e patriottismo (in Italia c’è uno stretto legame tra Romanticismo e Risorgimento)

A queste linee di fondo, tuttavia, si appongono delle contraddizioni: ragione-sentimento, progresso-regresso, democrazia-reazionismo.

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