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ESAME DI STATO 2014: USCITE LE MATERIE DELLA SECONDA PROVA SCRITTA E I COMMISSARI ESTERNI

esame maturità 2014Come da copione per i licei: Greco al classico, Matematica allo scientifico, Lingua straniera al linguistico, Pedagogia al pedagogico.
Poche variazioni per gli istituti tecnici: Economia aziendale ai Ragionieri (come lo scorso anno), Estimo ai Geometri, Alimenti e alimentazione all’istituto professionale per i servizi alberghieri e della ristorazione (idem).

Queste alcune delle materie scelte per la seconda prova scritta degli Esami di Stato 2014 e contenute nel decreto firmato dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza.

Il decreto individua, tra l’altro, anche le materie assegnate ai commissari esterni.

Le prove scritte dell’Esame di Stato dell’anno scolastico 2013/2014 si terranno mercoledì 18 giugno 2014 (prima prova) e giovedì 19 giugno 2014 (seconda prova).

LINK per accedere a tutte le altre informazioni.

[immagine da questo sito]

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STANZIATI 15 MILIONI PER WIFI IN 1.554 SCUOLE SUPERIORI … MA INTANTO LE SCUOLE CADONO A PEZZI

lavagna multimediale
Il decreto legge 104/2013 “L’istruzione riparte” (convertito dalla legge 128) ha stanziato 15 milioni per impianti wireless nelle scuole. 1.554 scuole italiane (istituti secondari di II grado) beneficeranno dei milioni stanziati dal decreto: 5 milioni per il 2013 e 10 milioni per il 2014.

Continua il programma di digitalizzazione della scuola, già iniziato dal governo Berlusconi, grazie all’interessamento dell’ex ministro Renato Brunetta (ne ho parlato QUI), proseguito dall’ex ministro Francesco Profumo (ne ho parlato QUI) e portato avanti con grande sollecitudine e convinzione dall’attuale ministro del MIUR Maria Chiara Carrozza.

La digitalizzazione della scuola italiana stenta a decollare: il registro elettronico, tanto per fare un esempio, che a detta dell’ex ministro Profumo avrebbe dovuto essere in dotazione in tutte le classi scolastiche di medie e superiori, di fatto non è presente in tutte le scuole. Molti istituti, tra l’altro, devono ancora ultimare la cablatura, senza la quale non è possibile l’accesso ad internet in ogni aula.

In Europa la situazione è molto diversa. L’Italia, secondo l’Eurispes, impiegherà quindici anni per mettersi alla pari con gli altri Paesi europei. Troppo poche le risorse stanziate: solo 5 euro a studente, considerati i 30 milioni già stanziati.
Secondo i ricercatori, nel nostro Paese si contano 416 «Cl@ssi 2.0»: 124 classi, 240 docenti e 2.400 studenti nella scuola primaria; 156 classi, 1.400 docenti e 3.300 studenti nella secondaria di primo grado; 136 classi, 1.360 docenti e 2.900 studenti nella secondaria di secondo grado.

Grande interesse ha suscitato l’introduzione in aula della LIM (lavagna multimediale), ma le richieste superano di gran lunga i fondi che lo Stato è disposto a stanziare: ad oggi si contano 70mila lavagne interattive in 1.200 classi e solo 36 scuole sono coinvolte nelle nuove sperimentazioni didattiche. Circa 80mila sono gli insegnanti che hanno partecipato ad attività formative sull’uso di questo supporto digitale. Ma ne servirebbero un numero dieci volte maggiore per accontentare tutti.

Intervenendo mercoledì al Convegno «Educare alla Rete», in occasione della Giornata europea della protezione dei dati personali 2014, il ministro Maria Chiara Carrozza, riferendosi all’educazione digitale, l’ha paragonata a «un’educazione civica che si rinnova», aggiungendo che «la scuola deve cambiare la sua struttura seguendo il nuovo modo in cui il sapere si trasmette». Per i docenti, questo non dovrebbe essere «un elemento aggiuntivo, ma parte della propria professionalità».

Belle parole e buoni propositi. Intendiamoci, io non sono contraria alla digitalizzazione della scuola (non sarei una prof on line, altrimenti!), però penso che le priorità siano altre.

Secondo il recente Rapporto su sicurezza, qualità e accessibilità a scuola, una scuola su sette ha lesioni strutturali evidenti, presenti soprattutto sulle facciate. Muffe, infiltrazioni, aule con intonaci staccati sono la norma nel 20% degli edifici. Il 39% di questi non prevede alcun piano di manutenzione adeguato e il degrado crescente è testimoniato dal fatto che solo nel 2012 era il 21% a non prevederlo.
Non è tutto: nonostante il numero consistente di alunni disabili (207.244) che frequentano le scuole della nostra penisola, il 27% degli istituti non è dotato di rampe d’accesso, il 35% degli edifici scolastici non ha l’ascensore, nel 23% dei casi non è presente il bagno per disabili, il 44% delle aule non ha banchi adattabili ad una carrozzina, il 57% non ha attrezzature didattiche o tecnologiche per permettere una partecipazione valida degli studenti con disabilità alle lezioni. Non c’è spazio per carrozzine nei laboratori, nelle biblioteche, nelle mense.

Allora, vista la situazione mi chiedo: non potremmo fare a meno di registri digitali, LIM, WiFi in tutte le aule e dirottare i milioni stanziati per la digitalizzazione delle scuole verso la manutenzione, ordinaria e straordinaria, degli edifici scolastici? In fondo, stiamo parlando solo di sicurezza … che se ne fa uno studente della LIM quando il soffitto rischia di piombargli addosso?

Senza contare che non vedo di quale utilità possa essere il tablet sul banco se poi in bagno manca la carta igienica. A meno che non si voglia seguire l’esempio dello spot che ha come protagonista la povera Emma.

[fonti: Tuttoscuola, L’olandese Volante e Corriere; immagine da questo sito]

Col greco antico…

Grazie a Francesco C.90 che ha segnalato questo interessante post da divulgare il più possibile.

Un mondo fatto di carta

Il ministro Carrozza dichiara ieri all’ANSA che è “un’illusione pensare che si capisca il mondo con il greco antico. E’ bene studiare le materie classiche”, ma serve una seconda lingua (riferendosi all’inglese).

Io vedo sempre più che è un’illusione credere di avere dei ministri validi per l’istruzione. Ci hanno demolito in tutti i modi. Ci hanno fatto dare miliardi di esami in più per dichiararci idonei ad affrontare il tfa dopo aver chiuso per anni le SSIS. Ci hanno detto (ci HA detto), nella stessa dichiarazione, che prima di indire un nuovo TFA bisogna calcolare quanti professori servano per non averne in sovrannumero, tralasciando di dire che l’esubero c’è già.

Io credo che l’attuale ministro dell’istruzione sia competente e capace. Non posso dunque credere che si sia spiegata male, dicendo che è un’illusione pensare di capire il mondo con il greco antico. Non posso credere, anche se vorrei sperarlo, che…

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IL CALENDARIO SCOLASTICO 2013/14 REGIONE PER REGIONE

 

Le vacanze sono ormai agli sgoccioli ed è tempo di pensare al nuovo anno scolastico che pare non iniziare sotto i migliori auspici. In molte regioni, infatti, il taglio degli organici ha causato non pochi problemi e suscitato molte polemiche.

Non sarà, dunque, un inizio anno tranquillo ma i calendari regionali sono usciti. I primi a rimettere piede in aula saranno gli studenti altoatesini, che inizieranno il 5 settembre, ma la maggior parte delle scuole riapriranno i battenti tra l’11 e il 16.

Quest’anno c’è una novità: l’inserimento delle feste ebraiche e greco-ortodosse.
Il ministro dell’istruzione Maria Chiara Carrozza inaugurerà l’anno scolastico a Casal di Principe. La scelta è stata dettata dalla volontà di essere presente su una scuola e in un luogo significativi per enfatizzare l’importanza dell’avvio dell’anno e anche l’importanza per il governo di stare vicino a chi opera in un territorio particolarmente complesso.

Il calendario delle festività, in conformità alle disposizioni vigenti, relative all’anno scolastico 2013/2014, è il seguente:

tutte le domeniche;
il 1° novembre, festa di tutti i Santi;
l’8 dicembre, Immacolata Concezione;
il 25 dicembre, Natale;
il 26 dicembre, Santo Stefano
il 1° gennaio, Capodanno;
il 6 gennaio, Epifania;
il giorno di lunedì dopo Pasqua;
il 25 aprile, Anniversario della Liberazione;
il 1° maggio, festa del Lavoro;
il 2 giugno, festa nazionale della Repubblica;
la festa del Santo Patrono.

PER VEDERE TUTTI I CALENDARI REGIONALI PER L’A.S. 2013/14 CLICCA QUI.

Io pubblico qui di seguito quello del Friuli – Venezia Giulia, la mia regione.

Inizio lezioni: 12/09/2013

Ponte di Ognissanti: 1-­2/11/2013

Vacanze di Natale: dal 23/12/2013 al 04/01/2014

Carnevale: 3­-4­-5/03/2014

Vacanze di Pasqua: dal 17/04/2014­ al 22/04/2014

Ponte del 25 aprile: 26/04/2014

Fine anno scolastico: 11/06/2014

PUBBLICATO IL RAPPORTO INVALSI 2013

invalsiForse ai test InValsi ci stiamo abituando. Quest’anno, anche se non sono mancate le solite contestazioni da parte di studenti (quelli delle superiori, ovviamente) e insegnanti, sono quasi passati inosservati. Forse più che abitudine è rassegnazione: i test non ci piacciono ma sono diventati una prassi nell’attività delle scuole di ogni ordine e grado.

Quali sono i risultati di quest’anno? Si potrebbe dire i soliti: confermata la maggior preparazione degli studenti del Nord rispetto a quelli del Sud, sebbene alcuni cenni di miglioramento si notino in alcune regioni come Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata. I più bravi studiano nelle scuole della Provincia Autonoma di Trento, del Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche e Piemonte.

La rilevazione ha coinvolto 13.232 scuole, 141.784 classi e 2 milioni 862mila studenti. Com’è noto, le prove sono state somministrate al secondo e quinto anno della scuola primaria, nella prima e terza classe (prova d’esame) della scuola secondaria di I grado e agli studenti che nello scorso anno scolastico hanno frequentato la seconda classe della secondaria di II grado. Le materie oggetto di indagine sono state, come di consueto, italiano e matematica.

Nelle prove di italiano gli studenti si sono dimostrati più preparati nell’analisi dei testi narrativi, piuttosto che nell’ambito dei testi espositivi e in quelli di tipo «non continuo o misto», in cui viene richiesto anche di interpretare dati e grafici funzionali all’esposizione dei contenuti del testo. I risultati peggiori riguardano i quesiti «grammaticali».

Nell’ambito dei test proposti per la matematica, gli alunni nel complesso si sono dimostrati più abili con i «numeri» e i «dati e previsioni», manifestando maggiori difficoltà nell’ambito «spazio e figure» e in quello «relazioni e funzioni».

carrozzaInteressante il commento del ministro Maria Chiara Carrozza, per la prima volta alle prese con i test InValsi. Presentando a Roma, presso l’Istituto tecnico industriale Galileo Galilei, il Rapporto nazionale sulle prove Invalsi 2012-2013, il ministro ha dichiarato che bisogna «uscire da una logica di ‘guerre di religione’ sulla valutazione», non si tratta del «giudizio di Dio». Aggiungendo: «Non si comprende la valutazione se non la si lega alla conoscenza: alla consapevolezza di limiti, potenzialità. E’ alla luce di questa ‘filosofia della valutazione’, legata alla necessità di conoscere quello che facciamo e come lo facciamo, che dobbiamo vedere le prove Invalsi».

Mi sembra un buon punto di partenza. Forse abbiamo trovato chi è disposto ad ascoltare la voce degli insegnanti, non contrari alla valutazione in sé, ma a quella dell’InValsi, contestata anche da esperti di chiara fama, Giorgio Israel in testa.

Un piccolo passo avanti ma non facciamoci troppe illusioni.

PER LEGGERE IL RAPPORTO COMPLETO CLICCA QUI.

PER LEGGERE LE MIE PERSONALI RIFLESSIONI SUI TEST INVALSI CLICCA QUI

[Fonti: Corriere e Tuttoscuola; immagine da questo sito]

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