Archivi Blog

L’amicizia su Facebook non si chiede: si negozia. Il racconto del rapporto tra genitori e figli in un ambiente connesso

Articolo molto interessante e utile.

i media-mondo: la mutazione nella connessione

imgres-1

La relazione tra genitori e figli è sempre complessa. Tanto più in un contesto comunicativo che vede la diffusione nella realtà quotidiana di strumenti di connessione permanente e lo sviluppo di una narrazione nei media informativi su giovani e Internet spesso suggestiva e fuorviante. Il fatto ad esempio di pensarli come “nativi digitali” porta a raccontarli come una generazione che ha come dato naturale una competenze per il digitale che noi non abbiamo, come una specie frutto di un adattamento darwiniano all’ambiente online. Il che si traduce spesso in una deresponsabilizzazione del mondo degli adulti che interviene solo quando si trova di fronte ad evidenti storture: cyberbullismo, sexting, hate speech, ecc.

Tutti concetti, tra l’altro, che trattiamo in modo a-problematico e non come fattori culturali di una relazione consistente tra online e offline che incide su un’unica vita, quella dei nostri figli (dovremmo provare a rileggere il sexting

View original post 809 altre parole

Annunci

Grande Costanza, grandissima B.Bianchi!

Non posso che associarmi al grido di Diemme: Grande Costanza, grandissima B. Bianchi!

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

Genitore Mamma

Oggi Costanza Miriano ha pubblicato su fb quest’immagine con questo commento:

Voglio diventare amica di questa genitore 1 che ha così coraggiosamente firmato il documento scolastico del prodotto del suo concepimento.

Bellissima l’ironia sul modo “politically correct” di chiamare un figlio “prodotto del concepimento”: ma che vadano a c….

Evviva la mamma “conservatrice”, e via col sostegno a chi del politically correct ha piene le tasche!

PS: Post scritto in trenta secondi mentre stavo uscendo, mi riservo di tornarci su per aggiornamenti successivi  😉

View original post

PIACENZA: SESSO IN CAMBIO DELLA SUFFICIENZA. DOCENTE ARRESTATO

Adescava le sue allieve minorenni attraverso Facebook e chiedeva loro incontri sessuali in cambio della sufficienza o voti migliori. In almeno un caso gli è andata male ma nell’altro, in cui è implicata un’allieva minorenne, ha ottenuto anche un rapporto sessuale completo. Non solo: cambiava spesso l’account utilizzato per chattare, facendolo modificare anche all’alunna minorenne, per non essere scoperto. Ma è stato tradito dall’atteggiamento troppo, diciamo così, conciliante nei confronti delle allieve carine rispetto agli altri componenti della classe.

Il fatto è successo a Piacenza ed ha come teatro un istituto tecnico commerciale. Il docente di Informatica, accusato di atti sessuali con minorenne (di meno di 16 anni) con l’aggravante dell’affidamento per motivi di istruzione. Ad aggravare ulteriormente la sua posizione un’altra accusa, di tentata violenza sessuale nei confronti della ragazzina che non ha ceduto alle sue advances e che, rea di essersi confidata con le compagne, è stata minacciata, sempre via Facebook, se non avesse smentito il fatto e dichiarato di avere interpretato male le richieste del professore.

Il docente, però, è stato scoperto, grazie anche alle indagini della Polizia Postale, arrestato e condotto in carcere.

Il fatto in sé è deprecabile e testimonia che a volte l’amicizia tra allievi ed insegnanti sul social network più famoso al mondo è caldamente sconsigliata.

[LINK della fonte]

FRIULI: DIRIGENTE SCOLASTICO VIETA AMICIZIE TRA PROF E STUDENTI SU FACEBOOK

Ad una prima lettura si potrebbe anche sorridere. La notizia interessa il Dirigente Scolastico dell’ISIS “Malignani” di Cervigano del Friuli. In una circolare diffusa in tutte le sedi della Bassa Friulana che dipendono dall’ISIS, Aldo Durì tuona contro le amicizie che allievi e prof stingono su Facebook e che non sono sfuggite al suo occhio indagatore, intento a preservare il buon nome dell’istituto che dirige.

Nell’era dei Social Network, considerando anche l’aumento continuo di iscritti al più popolare di essi, Facebook appunto, si dovrebbe essere in grado di distinguere fra amicizie reali e quelle virtuali. In significato stesso della parola “amicizia” viene ormai tradito a favore di una conoscenza virtuale che, specialmente se interessa centinaia di persone, non rende merito al significato della parola che ha la stessa radice di “amare“. Difficilmente si amano, credo, tante persone e tutte allo stesso modo. Soprattutto, lo scopo dei Social Network è quello di condividere tra persone che si conoscono davvero e altre incontrate via Internet le stesse passioni, interessi, curiosità. Poi, si sa, i giovani ne fanno un uso smodato anche quando potrebbero benissimo uscire ed incontrarsi, con le stesse persone con cui chattano, al bar sotto casa. Ma questo è un altro discorso.

Insomma, il rigore del preside Durì pare spropositato. Specialmente il tono da anatema che assume quando dice: «Trovo insopportabile e disdicevole – spiega – vedere mescolate, nei profili di alcuni insegnanti sui social network, le amicizie più diverse. Tra i contatti convivono adulti, parenti, adolescenti e studenti che frequentano le classi di quegli stessi insegnanti. Dal punto di vista deontologico è una cosa oscena. Ci sono distanze che vanno rispettate così come la diversità dei ruoli che è necessario mantenere in classe e fuori dalla scuola».

Ora, se consideriamo il vero senso dell’amicizia, potrebbe aver ragione. Ma sappiamo che quella virtuale è un’altra cosa. Non credo che scambiarsi innocenti messaggi (certo, senza rivelare, da parte dei docenti, i testi delle verifiche o anticipare le interrogazioni, cosa non solo scorretta ma anche discriminante) o condividere dei files possa essere cosa “oscena e disdicevole” o possa in qualche modo confondere i ruoli.
Se è vero che «il professore non è l’amico e non deve essere un confidente ma è soprattutto un docente», secondo me non è su FB che si mette a rischio quella figura quasi “genitoriale” (così afferma Durì) o comunque professionale che ogni docente è tenuto a rispettare.

Tuttavia, seguitando nella lettura dell’articolo pubblicato sul Messaggero Veneto, vien da pensare che abbia le sue buone ragioni. Il preside, infatti, rivela di aver scoperto che proprio su FB alcuni docenti avrebbero imprudentemente criticato l’operato di colleghi e della dirigenza. Nel qual caso, com’è ovvio, tali critiche sarebbero state condivise con gli allievi “amici”.

Osserva Durì: «Si sono verificati episodi a dir poco spiacevoli. Una persona non può scendere dalla cattedra e dare giudizi inopportuni pubblicamente sul preside e sui colleghi. Da un punto di vista deontologico è inaccettabile. Questo mi ha spinto ad intervenire con urgenza. Invito i docenti ad un utilizzo estremamente cauto dell’accesso ai social network diffusi nel web, che sia soprattutto rispettoso delle norme deontologiche professionali e del ruolo di educatore che ogni insegnante riveste. Sconsiglio nel modo più fermo l’apertura del proprio profilo ad amicizie eterogenee, che comprendano contatti privati con alunni, tanto più se minori. Rapporti di amicizia con studenti sono ammissibili solo nell’ambito di gruppi espressamente dedicati all’effettuazione di progetti o ricerche o attività scolastiche».

Be’, se le cose stanno così non gli si può dar torto ed è giusto che il dirigente abbia messo in guardia i suoi insegnanti con tono perentorio: «Nel momento in cui un professore, a causa di una condotta non conforme alle richieste della scuola, metta a rischio il prestigio dell’istituzione e la sua autorevolezza professionale creando rapporti ambigui, confusi e inopportuni dal punto di vista educativo con i ragazzi, ne risponderà personalmente».

A questo punto vien da pensare che certi docenti abbiano stretto “amicizia” con dei loro pari … in quanto a maturità, intendo.

AGGIORNAMENTO DEL POST, 30 MARZO 2012

In seguito alle dichiarazioni del DS Durì sulle amicizie tra allievi e docenti via Facebook, gli studenti del Malignani hanno indetto un’assemblea invitando anche il dirigente.
Da parte loro, i ragazzi ritengono «che ci sia una fondamentale differenza tra il nostro modo di intendere la parola “amicizia” e quello che pensa il preside. Il rapporto che si crea sui social network tra docente e alunno è uno scambio didattico, non un’amicizia. Facebook è un mezzo tramite il quale, al di fuori della scuola, se abbiamo un dubbio possiamo risolverlo assieme al docente

I professori sono divisi: c’è chi appoggia il preside e chi, invece, ritiene che condividere l’amicizia su FB con i propri studenti non implichi essere “amici” e che a volte il social network possa essere un utile strumento per diffondere materiali didattici, continuando comunque a mantenere le distanze. Un docente dell’istituto, che preferisce rimanere anonimo, osserva: «C’è anche chi ha scoperto qualche difficoltà scolastica degli alunni. Non si può giudicare le persone in base ai contatti».

Non cambia idea il preside Durì ma apre uno spiraglio: «Se Facebook diventa una comunità educativa per lo scambio di materiale e lezioni, ben venga. Io critico il suo uso improprio».

Pare, comunque, che il casus belli, ovvero la diffusione tramite FB di critiche, mosse da alcuni docenti, alla dirigenza e ai colleghi non sia stato trattato. Ma in fondo era un’assemblea studentesca mica un collegio dei docenti.

[fonte: Messaggero Veneto]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: