Archivi Blog

“LUCIANO E LA MATURITÀ DEL FUTURO” di CRISTINA dell’ACQUA

lucianoUna collega con cui “cinguetto” volentieri da qualche tempo ha scritto un bel commento sul testo di Luciano di Samosata (ca.120-post 180 d.C.) proposto come seconda prova dell’esame di Stato per i maturandi del liceo classico. Il titolo stesso, “L’ignoranza acceca gli uomini”, offre ottimi spunti di riflessione:

Il messaggio è forte – osserva dell’Acqua –: la conoscenza è la strada per costruirsi uno spirito critico. Allora perché accontentarsi della traduzione di un testo così ricco e non pensare, per il futuro, a una prova che preveda anche un commento “maturo” da parte degli studenti.

La prof.ssa Cristina dell’Acqua, oltre a tradurre e commentare in modo impeccabile il brano in cui gli studenti si dovevano cimentare, ha riportato, nell’articolo pubblicato sul sito educationduepuntozero.it, una bella riflessione, concernente la tipologia della prova proposta, che parte da un’osservazione:

[…] il messaggio di Luciano è notevole: le calunnie sono pericolose, minano il giudizio personale e persino i rapporti affettivi. […] l’ignoranza è il motore degli eventi, essa è la fonte primaria dei mali per gli uomini. Solo dalla conoscenza e dal senso critico possono venire azioni autonome.
La scelta di questo testo contiene un dono che si può trasformare in “possesso” per i maturandi e vederlo “solo” come una prova di traduzione la trovo un’occasione sprecata
. (PER LEGGERE L’INTERO ARTICOLO CLICCATE QUI)

Pur riferendosi alla seconda prova dell’esame di Stato per il liceo classico, trovo la riflessione di Cristina utile anche a chi, come me, insegna Latino allo scientifico.
Ma a questo argomento dedicherò un altro post, per non portare via la “scena” alla collega Cristina. 🙂

BUONA LETTURA!

Annunci

I FIGLI HANNO GLI ESAMI DI MATURITA’? CARI GENITORI, FATEVI CORAGGIO

maturita genitori

Il mio ultimo articolo pubblicato il 16 giugno sul Blog “Scuola di Vita” del Corriere.it.
Vi invito, come al solito, a continuare la lettura sul sito del Corriere.it.

logo_blog-scuola-di-vita

Ormai siamo agli sgoccioli: il tempo che separa gli studenti dalla prima prova d’esame è davvero poco. Chi è alle prese con un figlio o una figlia che deve sostenere la maturità avrà vita dura nelle prossime settimane.

Cosa possono fare, allora, una mamma o un papà per far sentire la propria vicinanza al maturando? Dovrei dire nulla, anche perché qualsiasi cosa diciate, non sarete ascoltati, qualunque cosa facciate, sarà sbagliata (per loro). Ma se siete genitori alle prese con degli adolescenti (l’esame mica per caso ora si chiama di Stato e non più di maturità …) la cosa non vi stupirà. Rimane il fatto che ogni buon genitore si sente in dovere di dire o fare qualcosa, di supportare, consolare e spronare i figli, se è il caso.

L’ansia che assale i maturandi, anche quelli più bravi, è dovuta al pensiero di non farcela. I meno bravi si porranno lo stesso problema e la paura di fallire vanificherà qualsiasi sforzo per migliorare. Il rischio è quello di entrate in un circolo vizioso da cui è difficile uscire: nonostante la buona volontà per colmare le lacune, ci si ammazza di studio spesso senza ottenere risultati. Sicché ci si convince sempre più che “tanto non serve a niente”.

I genitori allora eviteranno la solita frase di rito “te l’avevo detto io che ti dovevi impegnare di più prima” e, senza sdrammatizzare del tutto per convincere i figli che tanto l’esame è un proforma, che una volta ammessi la promozione è assicurata (cosa, tra l’altro, falsissima, purtroppo), cercheranno di rendersi utili magari proponendo un ripasso assieme. Ad esempio, si può proporre al figlio di ascoltare l’argomento scelto per iniziare il colloquio, misurando il tempo, con il cronometro in mano, perché non rischi di essere interrotto (il tempo concesso è di appena dieci-quindici minuti) sul più bello e senza aver modo di concludere.
Sarà molto difficile trovare la collaborazione dall’altra parte, molto più facile vedersi la porta sbattuta in faccia, ma non prendetevela, almeno avete fatto un tentativo.

CONTINUA A LEGGERE >>>

[immagine dal sito linkato; logo blog “Scuola di Vita” © Corriere.it]

ESAME DI STATO 2014: UN AIUTO PER LA TESINA? CI PENSA GIANO

gianoGiano, il dio romano protettore degli inizi e dei passaggi, nelle attività umane e in quelle naturali, a cui dobbiamo il nome del primo mese del calendario, da qualche anno è diventato il protettore anche dei maturandi.

Dietro la maschera bifronte si nasconde, tuttavia, uno staff in carne ed ossa: docenti e ricercatori dell’Università Luiss di Roma. L’idea è venuta nel 2008 a Umberto Vairano, già docente di statistica e calcolo delle probabilità nell’ateneo, appassionato di letteratura, con alle spalle anche diversi anni di insegnamento nelle scuole, e un’esperienza egli uffici del Centro europeo dell’Educazione (antesignano dell’Invalsi).

Lo staff, cui si sono rivolti, in 6 anni di attività, tre milioni di ragazzi, risponde alle e-mail dei maturandi e dispensa consigli in particolare sulla tesina.
Giano è un database che contiene vari tipi di materiali: video, scritti, libri, fotografie. Il tutto ordinato per temi e argomenti in un catalogo multimediale, con titoli di tesine e possibili collegamenti tra argomenti e discipline che il professore spiega e i ragazzi possono usare per produrre i loro lavori da presentare alla commissione dì’esame.

Gli studenti interessati possono trovare QUI materiali e informazioni.

[fonte: Corriere.it]

ESAME DI STATO 2014: USCITE LE MATERIE DELLA SECONDA PROVA SCRITTA E I COMMISSARI ESTERNI

esame maturità 2014Come da copione per i licei: Greco al classico, Matematica allo scientifico, Lingua straniera al linguistico, Pedagogia al pedagogico.
Poche variazioni per gli istituti tecnici: Economia aziendale ai Ragionieri (come lo scorso anno), Estimo ai Geometri, Alimenti e alimentazione all’istituto professionale per i servizi alberghieri e della ristorazione (idem).

Queste alcune delle materie scelte per la seconda prova scritta degli Esami di Stato 2014 e contenute nel decreto firmato dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza.

Il decreto individua, tra l’altro, anche le materie assegnate ai commissari esterni.

Le prove scritte dell’Esame di Stato dell’anno scolastico 2013/2014 si terranno mercoledì 18 giugno 2014 (prima prova) e giovedì 19 giugno 2014 (seconda prova).

LINK per accedere a tutte le altre informazioni.

[immagine da questo sito]

VERSO L’ESAME DI STATO: CHE COSA RESTERÀ DI QUESTI CINQUE ANNI?

Studente-disperato
Svogliati, indifferenti, con la testa fra le nuvole, assenti (ora che sono maggiorenni, via libera alle giustificazioni senza falsificare firme!), annoiati, afflitti da chissà quali pensieri, insofferenti … ce ne sarebbero di cose da dire ma mi fermo qui. Questo è il ritratto dei ragazzi che fra pochi mesi affronteranno l’Esame di Stato. La maturità, come si diceva una volta. Ed è un bene che questo esame non si chiami più così: di maturità i 18enni di oggi ne dimostrano davvero pochina.

Fin da settembre hanno subito le prediche dei prof: questo è l’ultimo anno, avrete la maturità, dovrete impegnarvi molto, quello che studierete nei prossimi mesi dovrete ricordarlo a giugno. Raccomandazioni, non minacce. Ma loro sembravano impassibili. Sono ancora impassibili. Pare proprio che l’esame non sia un fatto che li riguardi.

C’è una spiegazione logica a tutto questo?
Sono innamorati? Troppo presi dall’esame di guida per prendersi la patente (altra conquista della maggiore età!)? Stufi di vedere le stesse facce da cinque anni, di varcare il medesimo portone ogni mattina? Oppure c’è dell’altro?

Forse c’è il pensiero dei test d’ammissione all’università. Qualcuno lo ha confessato.
Invece di pensare alla tesina da presentare alla commissione, questi si preparano (sempre che lo facciano, magari è solo un pensiero fisso nella loro testa e si affidano alla Divina Provvidenza per l’esito positivo …) per i test che devono superare per essere ammessi alle facoltà a numero chiuso.

Qualcuno ha detto: meglio superare l’esame con un voto così così piuttosto che perdere l’occasione di entrare nella facoltà prescelta.
Tanto non c’è neppure il bonus …

Ma vi pare logico tutto ciò?

Con tanta amarezza mi chiedo: che cosa resterà, non solo nella loro mente ma anche, e soprattutto, nel loro cuore, di questi cinque anni?

[immagine da questo sito]

UNIVERSITA’: ON LINE LE NUOVE GRADUATORIE CON L’AMMISSIONE DEGLI ESCLUSI GRAZIE AL BONUS

Come già annunciato nell’ottobre scorso, sono on line le nuove graduatorie per l’ammissione alle facoltà universitarie con accesso programmato (leggi: con test d’ammissione).

Grazie al riconoscimento del bonus maturità, 2811 studenti, per le Facoltà di Medicina, Odontoiatria, Architettura e Veterinaria, esclusi in un primo tempo, hanno la possibilità di iscriversi ai corsi anche se l’Anno Accademico è già iniziato.
Le iscrizioni in sovrannumero saranno accettate dagli Atenei entro il 31 gennaio 2014, a partire dal 19 dicembre. Chi rinuncia per quest’anno, potrà iscriversi per il prossimo, sempre come soprannumerario, secondo le modalità previste da ciascuna università.

Secondo i dati forniti dal sito Alpha Test, un bonus maturità può valere fino a 10mila posti. Infatti, una studentessa che a settembre non era stata ammessa ai corsi universitari, essendosi piazzata al 21840esimo posto, grazie al punteggio premio è balzata alla posizione 12254.

ULTERIORI INFORMAZIONI QUI.

ANCORA SUI TEST INVALSI E SUL CHEATING

cheating-on-test-
Dei test InValsi non si smette mai di parlare. Anche quando le aule scolastiche sono deserte, è oggetto di discussione sul web, in particolare sul social network.

Quasi 38 mila post sono stati pubblicati su Twitter e i profili pubblici di Facebook, con un picco il giorno della somministrazione dei test all’esame di terza media, ovvero il 17 giugno. E in questi commenti emerge l’amara verità: in occasione di questi test, ritenuti perlopiù difficili e inutili, tre ragazzi su quattro hanno ammesso di aver copiato, come si evince dalla tabella sottostante.

test invalsi cheating

La cosa curiosa, se vogliamo dir così, è che in alcuni casi gli studenti affermano che siano gli stessi insegnanti a dare degli “aiutini”, con una percentuale persino maggiore al nord rispetto al centro-sud.

La domanda da porsi è: perché i docenti aiutano gli alunni in una prova d’esame? La risposta non è difficile: per fare bella figura. Ovviamente il tutto rischiando di essere scoperti, nel qual caso si farebbe una pessima figura.

Io credo che, a parte il costo enorme, i test InValsi dovrebbero essere eliminati dagli esami di Stato (e invece si parla di renderli obbligatori anche per i maturandi) perché, se l’obiettivo è quello di arrivare ad una valutazione su scala nazionale dei diversi istituti, i risultati, falsati dalla pratica del cheating, non sono affidabili.

Per lo stesso motivo ritengo che queste prove elaborate dall’Istituto Nazionale per la Valutazione siano inadeguate per stabilire i meriti delle singole scuole. Mi spiego: qualora i test diventino uno strumento meritocratico, la pratica del cheating rischierebbe di dilagare. E non possiamo far leva sull’onestà dei docenti perché potrebbe anche verificarsi il caso in cui gli stessi dirigenti, per poter ottenere maggiori finanziamenti, lascino intendere che i test debbano ottenere dei buoni risultati. Senza contare che, sulla base delle “classifiche” che si verrebbero a creare, le scuole migliori ne trarrebbero degli indiscutibili vantaggi in termini di iscrizioni.

Il quadro forse può sembrare catastrofico. Io spero vivamente di sbagliarmi ma siamo in Italia, che cos’altro ci potremmo aspettare?

[LINK della fonte (da cui è stata copiata anche la tabella); immagine sotto il titolo da questo sito]

ARTICOLO CORRELATO: A PROPOSITO DI MERITOCRAZIA E CHEATING

SEGNALO ANCHE QUESTO INTERESSANTE ARTICOLO DI GIANNI MEREGHETTI PER ILSUSSIDIARIO.NET

ESAME DI STATO 2013: OGGI LA TERZA PROVA. MA NON CHIAMATELA QUIZZONE

Da quando, con la riforma dell’esame di maturità – che oggi si chiama Esame di Stato -, varata nel 1997, è stata introdotta la terza prova scritta, essa viene, tanto volgarmente quanto semplicisticamente, chiamata “quizzone“. In realtà è tutt’altro che un quiz, almeno nella maggior parte dei casi. Ma vediamo, per chi non ne fosse ancora informato, di che cosa si tratta.

La terza prova scritta, a differenza delle prime due che sono ministeriali (la prima è uguale per tutte le scuole secondarie di II grado d’Italia), è preparata dalla Commissione esaminatrice (costituita da tre commissari esterni, tre interni e un Presidente) che decide anche la tipologia degli esercizi da sottoporre agli studenti.
Esiste, è vero, la possibilità di predisporre dei quesiti a risposta multipla (da 30 a 40), ma la maggior parte delle commissioni propende per i questiti che richiedono una risposta sintetica. Possono essere proposti, inoltre, dei problemi scientifici a soluzione rapida (non più di 2), oppure, a seconda degli indirizzi di studio, si può richiedere la realizzazione di un progetto.

Insomma, tutt’altro che quizzone. Le discipline coinvolte possono essere quattro o cinque e il numero dei quesiti varia da un minimo di 10 a un massimo di 15. Generalmente la Terza prova è costruita prendendo spunto dalle simulazioni che vengono svolte dagli allievi durante l’anno scolastico, ma non si tratta di una regola ferrea. Ogni decisione, infatti, spetta ai membri della commissione che preparano le domande da sottoporre ai maturandi la mattina stessa della prova e non anticipano le materie oggetto d’esame.

Da anni si parla di sostituire questa prova con un test a risposta multipla di tipo anglosassone simile a quello dell’Invalsi che viene proposto per l’esame di terza media. L’obiettivo primario sarebbe quello di per avere un sistema di valutazione omogeneo per tutto il Paese. Forse il progetto andrà in porto con l’anno scolastico 2014-15.

Le commissioni hanno lavorato tutta la giornata per la correzione delle prove perché fra un paio di giorni inizieranno gli orali. Non rimane, quindi, che quest’ultimo sforzo e poi … tutti in vacanza, finalmente!

ESAME DI STATO 2013: APPELLO DELL’ANP AL MINISTRO CARROZZA PER PROTEGGERE GLI ESAMI DAGLI SMARTPHONE

esame-di-maturitaL’esame di Stato (per le scuole secondarie di II grado) è ormai vicino: si inizierà il 19 giugno con la prima prova scritta. Come ogni anno, assisteremo inermi alla pubblicazione, sul web, dei risultati, con le prove ancora in pieno svolgimento, grazie all’abilità di alcuni studenti ben veloci a trasmettere via telefonino la fotografia delle tracce o dei quesiti proposti.

Ma alla destrezza dei ragazzi inevitabilmente si aggiunge la noncuranza dei commissari o dei docenti delegati alla sorveglianza. Sono perfettamente consapevole che i furbetti, in quanto tali, applicano ogni strategia per non essere scoperti anche da chi cerca di prestare assidua sorveglianza. Però è anche vero che, senza la complicità dei siti web specializzati, ben pronti a pubblicare le soluzioni, il fenomeno sarebbe almeno in parte arginato.

Come ogni anno, l’ANP (Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola), unitamente al Gruppo di Firenze, rivolge un appello al ministro del MIUR perché gli esami di Stato nelle scuole superiori si svolgano in assoluta regolarità, a tutela della credibilità della scuola e nell’interesse dei tanti studenti che si impegnano con correttezza e serietà e per salvaguardare la stessa funzione educativa della scuola.

In particolare, nella lettera indirizzata alla professoressa Maria Chiara Carrozza, neoministro del MIUR, si sottolineano i seguenti punti:

1. Ricordare in modo circostanziato i doveri di sorveglianza che incombono ai commissari e i provvedimenti da prendere nel caso di studenti sorpresi a copiare.
2. Rafforzare tali indicazioni con l’adozione di strumenti giuridicamente più vincolanti degli attuali (secondo alcune pronunce giudiziarie, la mancanza di una normativa primaria in merito renderebbe illegittima l’adozione di sanzioni).
3. Valutare la possibilità di disporre l’utilizzo nelle sedi d’esame di apparecchiature elettroniche atte a rilevare la presenza di cellulari accesi, anche in stand-by. Tali apparecchiature, di basso costo, non emettono radio-frequenze (che potrebbero interferire con le comunicazioni), essendo soltanto rilevatori passivi delle frequenze emesse dai cellulari.
4. Prendere tutte le iniziative consentite dalle norme per contrastare l’attività dei siti che offrono il loro aiuto a chi vuole copiare e che comunque pubblicano le soluzioni delle prove d’esame durante l’orario in cui si svolgono, valutando ad esempio la possibilità di stabilire uno specifico divieto in tal senso e di rafforzare le possibilità di intervento della Polizia postale.

[per leggere l’intero testo CLICCA QUI]

Osservazioni condivisibili, certamente. Ma chissà perché ho l’impressione che anche questo appello non sortirà alcun effetto.

In realtà, il ministero lo scorso anno ha diffuso una nota (n. 3172 del 24 maggio 2012) che presumibilmente rimane in vigore, in cui si evidenzia il divieto di utilizzare, durante le prove d’esame, telefoni cellulari di qualsiasi tipo (comprese le apparecchiature in grado di inviare fotografie e immagini), nonché dispositivi a luce infrarossa o ultravioletta di ogni genere nonché l’uso di apparecchiature elettroniche portatili di tipo “palmare” o personal computer portatili di qualsiasi genere, in grado di collegarsi all’esterno degli edifici scolastici tramite connessioni “wireless”, comunemente diffusi nelle scuole, o alla normale rete telefonica con protocolli UMTS, GPRS o GSM o BLUETOOTH. Nella stessa nota vengono contemplati anche i provvedimenti da attuare contro i trasgressori: per coloro che fossero sorpresi ad utilizzarli è prevista, secondo le norme vigenti in materia di pubblici esami, la esclusione da tutte le prove.

Peccato, però, che, anche quando qualche maturando è stato sorpreso con il cellulare o altro dispositivo acceso, gli eventuali ricorsi al TAR siano stati accolti. In particolare, lo scorso anno un istituto scolastico, dopo la riammissione di un candidato espulso (che poi ha superato le prove e ottenuto il diploma), ha interpellato il Consiglio di Stato che ha chiarito che l’ipotesi di espulsione è prevista solo se il candidato è colto in flagranza di utilizzo. Da parte sua la commissione valutatrice aveva difeso il proprio operato in quanto, sebbene il candidato non fosse stato colto in flagrante, non aveva ottemperato ad un preciso obbligo, quello di consegnare il cellulare prima dell’inizio della prova. (leggi QUI la notizia)

La questione è, quindi, controversa. A parte il fatto che la normativa prevede che i candidati non si presentino con il telefonino e altri dispositivi nei locali scolastici dove devono sostenere l’esame. Ne consegue che il cellulare non dovrebbe proprio varcare la soglia dell’istituto e ciò basterebbe a contraddire il parere del Consiglio di Stato. Tuttavia, è plausibile che, nell’agitazione pre-esame, qualcuno se lo porti dietro e in questo caso è necessario consegnarlo ai commissari. Diciamo che, almeno su questo, si chiude un occhio.

La fiducia, però, non paga. L’unica possibilità che rimane per arginare il fenomeno è fare ricorso alla Polizia Postale oppure fornire a tutte le scuole le opportune apparecchiature che schermino l’istituto durante le prove. Come, appunto, chiede l’ANP.

VE LO RACCONTO IO “IL” VERGA

stupidario maturitàRaduno insieme i tre grandi romanzieri, accomunati da un’unica infelice sorte; quella di comparire nei programmi d’esame insieme alla lettura integrale delle loro opere. Il Verga con I Malavoglia, Svevo con La coscienza di Zeno e Pirandello, solitamente, con Il fu Mattia Pascal.
Trattandosi di prosatori, lo studio dei loro testi, nonché la loro interpretazione, risulta abbastanza abbordabile dagli studenti.

Ho detto “abbastanza”, sia ben chiaro.

L’elegante termine “pizzoso” riferito a Verga ha origine dall’esclamazione che sgorga spontanea ogniqualvolta gli studenti sentono nominare I Malavoglia: “Uffa, che pizza!”.
Giovanni verga era “un siciliano mal ambientato a Milano perché siciliano”: così se ne torna a casa “dove si sente molto più importante e si mette a scrivere cose sulla vita dei pescatori poveri che non potranno mai, per colpa dell’ostrica e del suo ideale, diventare ricchi e nobili come lui”.

Nei Malavoglia l’argomento di particolare difficoltà è quello dei “lupini”. Tutti li nominano, ma cosa siano nessun lo sa:

-Commissaria: “Che cos’è la Provvidenza nei malavoglia?”
-Esaminanda: “Barca”
-Commissaria: “Ssssì…E poi? Chi c’era sulla Provvidenza?”
-Esaminanda: “Bastianazzo”
-Commissaria: “Va bene, ma cosa trasportava la Provvidenza oltre Bastianazzo?”
-Esaminanda: “Lupini”
-Commissaria: “(Sospiro) Allora?! Che succede?”
-Esaminanda: “Naufragio”
-Commissaria: “Oh! E Bastianazzo?”
-Esaminanda: “Annega”
-Commissaria: “E i lupini?”
-Esaminanda: “Morti tutti”

Un altro diciottenne invece affermò trionfante che sulla Provvidenza “c’era un carico di lupare”, svelando in tal modo gli oscuri traffici del boss ‘Ntoni, il quale aveva un figlio che si chiamava Bastianazzo “perché era grande e grosso come un bastione”.
Come dei Promessi Sposi, anche dei Malavoglia è richiesta all’esame la lettura completa; ma pure in questo caso gli studenti barano. Si comprano un “bignamino”, leggiucchiano qualche riassunto qua e là apprendendo superficialmente. E i risultati si vedono.
Un giorno che, stanca di sentirmi ripetere sempre le stesse cose, domandai di essere edotta sul personaggio dei Malavoglia nomato Piedipapera, venni scambiata per una tipa in vena di scherzi: “Ma prof.! Mi sta prendendo in giro, lo so! Piedipapera è un personaggio dei Puffi!”. Accennando invece in classe a Tigre reale, storia della passione morbosa tra una donna sensuale e un giovane senza nerbo, mi capitò di sentirmi porre la domanda: “Ma come facevano, se lui era senza nerbo?”

Tratto dallo “Stupidario della maturità” di Mitì Vigliero Lami LINK

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: