Archivi Blog

LE 33 COMPETENZE DIGITALI CHE OGNI INSEGNANTE DOVREBBE AVERE NEL 21° SECOLO. E TU QUANTE NE HAI?

computer scuolaATTENZIONE: Se il post vi sembra troppo lungo e anche un po’ noioso, magari pure scarsamente interessante per chi di professione non fa l’insegnante, saltate direttamente alle mie riflessioni semiserie sull’argomento, dopo il b-quote. Grazie!

Riporto da Tuttoprof (sul sito originale potete trovare anche gli strumenti per raggiungere queste 33 abilità … e credetemi, ne abbiamo tutti bisogno!):

1- Creare e modificare un audio digitale

2- Utilizzare social bookmarking per condividere le risorse con e tra gli studenti

3- Utilizzare blog e wiki per creare piattaforme online per gli studenti

4- Sfruttare le immagini digitali per usarle in classe

5- Utilizzare i contenuti video per coinvolgere gli studenti

6- Utilizzare infografica per stimolare visivamente studenti

7- Utilizzare i siti di social networking per il collegamento con i colleghi e crescere professionalmente

8- Creare e distribuire presentazioni asincrone e sessioni di formazione

9- Compilare un portfolio digitale per il loro personale sviluppo

10- Avere conoscenza della sicurezza on-line

11- Essere in grado di individuare le opere copiate nei compiti assegnati agli studenti

12- Saper catturare video e immagini per tutorial

13- Curare contenuti web per l’apprendimento in classe

14- Utilizzare e fornire agli studenti strumenti di gestione delle attività per organizzare il proprio lavoro e pianificare il loro apprendimento

15- Utilizzare il software- sondaggi per creare un rilevamento in tempo reale in classe

16- Comprendere le questioni relative al diritto d’autore e l’uso equo di materiali on-line

17- Esplorare giochi per computer per scopi pedagogici

18- Utilizzare strumenti di valutazione digitali per creare quiz

19- Utilizzare strumenti di collaborazione per la costruzione e la modifica del testo

20- Trovare e valutare contenuti autentici basati sul web

21- Usare dispositivi portatili come i tablets

22- Identificare risorse on-line sicure per gli studenti che navigano

23- Utilizzare gli strumenti digitali per la gestione del tempo

24- Imparare i diversi modi di utilizzare YouTube in classe

25- Utilizzare strumenti per condividere contenuti interessanti con gli studenti

26- Annotare pagine web e parti di testo da condividere con la classe

27- Usare organizzatori grafici e stampabili on-line

28- Usare note adesive per catturare idee interessanti

29- Utilizzare strumenti di condivisione per creare e condividere tutorial

30- Utlizzare strumenti di messaggistica di gruppo per progetti di lavoro collaborativo

31- Eseguire ricerca efficace con il minor tempo possibile

32- Svolgere una relazione utilizzando strumenti digitali

33- Utilizzare gli strumenti di file sharing per condividere on-line documenti e file con gli studenti

LE MIE OSSERVAZIONI PUNTO PER PUNTO:

1. Non ce l’ho ma posso sempre imparare
2. Non sapevo cosa fossero ‘sti social bookmarking, Wikipedia mi è venuto in aiuto ma non ci ho capito molto. Di primo acchito direi che non dovrebbe essere irraggiungibile come competenza
3. Se non ce l’ho io che sono laprofonline!
4. Non ne vedo l’utilità per le materie che insegno comunque si può fare
5. Lo faccio spesso
6. Secondo me gli studenti sono stimolati visivamente da altre cose … però non la trovo una competenza impossibile
7. Con i colleghi collaboro e scambio opinioni per e-mail. Più che sufficiente. Meglio una chiacchierata al bar davanti a un caffè
8. Parlate di videolezioni che è più comprensibile, caspita! Non l’ho mai sperimentato ma non la trovo indispensabile come competenza curricolare, tutt’al più al bisogno (per allievi che fanno assenza prolungate, la scuola in ospedale … cose che già si fanno)
9. Il portfolio si può anche creare, digitale o meno. Bisogna poi capirne le reali potenzialità perché ho l’impressione che sarebbe un qualcosa che ha portato via tantissimo tempo e di cui nessuno fa uso
10. Se ne occupino le famiglie. Perché ci devo pensare io?
11. Sono in grado, sono in grado … il difficile è coglierli in flagrante
12. Per ora non catturo niente … un domani, chissà?
13. Curo, curo … l’importante è che se ne curino gli studenti, altrimenti a che serve?
14. In che senso? 🙄
15. In tempo reale in classe? E con quali strumenti? Dovremmo avere almeno un tablet ciascuno: che ne dice il ministro Giannini?
16. Questa mi sembra difficilissima! Sul web parlare di diritti d’autore mi sembra un’utopia
17. Magari questa competenza la lascio a chi insegna nella primaria e secondaria di I grado (una in meno!)
18. strumenti di valutazione digitali per creare quiz? mi sembra che qui ci sia un problema di traduzione (Fonte: Educational Technology and Mobile Learning)
19. strumenti di collaborazione in che senso? 🙄
20. Come cercare un ago nel pagliaio
21. Sempre che lo Stato ce ne fornisca uno gratis …
22. Nel mare magnum del web mi sembra difficile ma si può provare
23. Guarda, la gestione del tempo è già difficile senza strumenti digitali …
24. Cosa c’è da imparare?
25. Lo faccio già, da molti anni
26. idem
27. Che parolone! Dire mappe concettuali è da analfabeti informatici?
28. Io faccio un uso spropositato di post it, anche se poi catturano poco la mia attenzione. Dite che quelli digitali abbiano maggior successo?
29. Questa non mi sembra difficile …
30. Per poi dire: l’ortografia è un optional, l’importante è capirsi
31. Questa è da un milione di dollari … se devi anche valutare l’attendibilità dei dati, la loro completezza, fruibilità, trasferibilità …
32. Questo già lo fanno … sono esperti nel copia-incolla
33. Vabbè, ma allora laprofonline che ci sta a fare? 😉

LE MIE CONCLUSIONE.
Dunque, a occhio e croce sono già in possesso di una decina di questa abilità. Mi consola il fatto che di questo XXI secolo è trascorsa solo una minima parte. Ho ancora 986 anni davanti per completare l’acquisizione delle rimanenti competenze. 😆

Annunci

SMS E SOCIAL NETWORK ABBASSANO LA MEDIA DEGLI STUDENTI

cellulareInteressante il sondaggio proposto da un docente di Fisica su 300 studenti della provincia di Pordenone. Il professor Ruggero Da Ros ne ha concluso che i “drogati” di cellulare e pc hanno una media più bassa rispetto agli studenti che li usano con parsimonia.

«In media gli studenti passano 5 ore al giorno con il cellulare o davanti a un video – Da Ros commenta così i risultati del test -. Escludendo 104 minuti dedicati alla televisione, che sembra non incidano sul profitto, chi ha 6 decimi di media dedica 5 ore al giorno al cellulare e al computer». I più bravi, quelli che ottengono la media di 8 decimi, invece, dedicano meno tempo agli sms e ai social network: «Massimo 2 ore: 180 minuti in meno fanno la differenza».
Ovviamente le eccezioni non mancano: dal test emerge che il 5% di studenti che hanno una media scolastica molto bassa non è schiavo della tecnologia. Diciamo che manca loro solo la voglia di studiare, anche in assenza di distrazioni.

Tradotto in cifre, quelli che si accontentano del 6 inviano circa 100 sms (qualcuno, però, arriva anche a 200) al giorno contro i 25 dei compagni più brillanti. Mentre il ministero dell’Istruzione preme per introdurre o espandere l’uso della tecnologia a scuola, dal sondaggio emerge una cattiva abitudine dei ragazzi che studiano con il cellulare e il computer accesi sulla scrivania e, tra messaggini e chat, perdono la concentrazione. Siamo sicuri che un maggior utilizzo della tecnologia anche sui banchi di scuola giovi al loro profitto?

[fonte: Messaggero Veneto]

INVENTATA LA PENNA CHE CORREGGE GLI ERRORI

calligrafia
Una volta, ai tempi in cui frequentavo la scuola elementare, era permesso scrivere con la matita, almeno finché si raggiungeva una padronanza della grafia tale da non incorrere troppo spesso negli errori. Poi si passava direttamente alla penna stilografica – vietatissima la biro – e si adoperava la gomma rotonda di colore azzurro per cancellare. Naturalmente non poteva mancare la carta assorbente da mettere sotto il palmo della mano sinistra (o comunque quella non utilizzata per scrivere) per non rovinare il foglio del quaderno, specie nel caso di ipersudorazione (che affliggeva la mia povera compagna di banco) e per asciugare lo scritto di tanto in tanto, evitando così di pasticciare con l’inchiostro e rovinare le belle pagine. Anche le righe dei quaderni erano differenti: si passava dal rigo A a quello B in terza elementare, per poi utilizzare la rigatura “normale” dalla quarta in poi. Naturalmente i quaderni dovevano avere i margini ben segnati che non andavano mai superati. Nel qual caso, si veniva tacciati di sciatteria, incapaci di tenere decentemente un quaderno.

I tempi sono decisamente cambiati. Ora, a quanto pare, le maestre non sono così rigorose. La differente rigatura dei quaderni esiste sempre (stando ai bei quadernetti esposti negli scaffali delle cartolerie) ma non serve ad abituare i bambini alla calligrafia. Stando all’etimologia, infatti, la parola indica una “bella grafia“, dal greco kalòs (bello) e graphia (dal verbo gràphein che significa scrivere). Quindi i ragazzi d’oggi utilizzano solo la grafia, spesso a stento decifrabile. Il kalòs lo lasciano nel vocabolario di greco.

Non dimentichiamo, poi, che oggigiorno la videoscrittura è di gran lunga preferita. Certo, per i compiti in classe gli studenti si devono ancora servire di carta e penna, ma già quando svolgono qualche compito a casa spesso utilizzano il computer. Non parliamo, poi, delle ricerche: il copia-incolla, infatti, a mano è decisamente impossibile da realizzare, tutt’al più possono copiare ma diventa un lavoro troppo faticoso.

E che dire degli errori? Usando il pc ed impostando la correzione automatica l’ortografia è salva, o quasi. Infatti, non capisco per quale motivo c’è chi si ostina a non approfittare di tutti i vantaggi della videoscrittura, giustificazione del paragrafo compresa. Lo vedo ogniqualvolta devo correggere le tesine di quinta e mi arrabbio perché non solo non ascoltano le mie indicazioni, ma devo pure rispiegare tutto.

penna che corregge gli erroriPare, però, stia per finire l’incubo degli errori ortografici che hanno un peso notevole sulla valutazione delle prove scritte. Una coppia di Salisburgo, Falk e Mandy Wolsky, proprietari di una start-up, hanno inventato la Lernstift, una penna hi-tech che vibra in tempo reale ogni qual volta «avverte» che si sta scrivendo qualcosa di sbagliato, che sia una lettera singola o una parola intera. L’oggetto, in verità, non è bello a vedersi: di colore bianco e verde, si presenta come una penna quasi normale, dotata, però, di sensori che emettono un ronzio al minimo accenno di errore riscontrato, sia per quanto riguarda la calligrafia (e bisognerebbe capire cosa s’intenda) sia per quanto concerne l’ortografia.

La penna è ancora da perfezionare e per ora ne è stato prodotto solo un prototipo. La cosa bizzarra è che i due inventori giustificano così la loro scoperta: si tratta di «uno strumento educativo unico ed efficace, per rendere l’apprendimento davvero divertente. Grazie a questa invenzione speriamo così di aiutare i bambini a scrivere meglio e soprattutto ad imparare a farlo più in fretta». Il tutto, dopo aver visto gli sforzi del figlio per imparare a scrivere.

Una volta i genitori si sedevano accanto al proprio figlio e lo aiutavano a superare le sue difficoltà. Senza contare che le maestre stesse facevano scrivere cento volte una parola con la grafia corretta in caso di errore. Insomma, il bambino si sforzava di migliorare la propria scrittura, anche se l’apprendimento non poteva essere definito “divertente”. Sicuramente la penna Lernstift non ha nulla di educativo, almeno a parer mio. E’ soltanto uno strumento in più per aggirare l’ostacolo e i nostri ragazzi, abituati ad avere la strada spianata in tutto, non ne hanno davvero bisogno.

Non so se questa invenzione avrà un seguito. Spero che Falk e Mandy Wolsky non diventino ispiratori di una penna che corregga gli errori di traduzione nelle versioni di Latino o Greco. Come se non bastassero gli iPhone.

[fonte: Il Corriere]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: