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UN MILIONE (E PIÙ) DI GRAZIE!


Cari lettori, abituali e di passaggio, ho il piacere di annunciare che questo blog, nato il 5 luglio 2011, ha superato un milione di visualizzazioni (attualmente siamo arrivati a quota 1.002.415).

Il post che sto scrivendo, dunque, ha un duplice scopo: quello di festeggiare il 6° compleanno e quello di celebrare, se così si può dire, l’importante traguardo. A dire il vero, entrambi i fatti sono passati inosservati, anche perché questo è un periodo un po’ complicato per me. Tuttavia, voglio condividere con voi la gioia del traguardo e, anche se negli ultimi tempi ho trascurato un po’ il blog e anche i lettori abituali si sono allontanati, sono molto orgogliosa di essere riuscita a portare avanti questo progetto che riguarda anche molte pagine (quindi non solo articoli pubblicati periodicamente) di grande interesse e utilità per tutti i lettori, in particolar modo gli studenti. Purtroppo, però, le pagine passano sempre in secondo piano, dato che non sono immediatamente visibili sulla homepage e anche chi mi segue e riceve le notifiche per e-mail non viene avvisato circa la pubblicazione delle “pagine”.

Ad ogni modo invito tutti a leggere qualcosina, a seconda dell’interesse di ognuno, sulla lingua e la letteratura italiana e latina. Oppure potete leggere qualcuna delle mie “Pagine d’Epica” se ancora non l’avete fatto. A breve aprirò una nuova sezione sulla Storia, sempre un poi’ trascurata a scuola…

Grazie mille e buona estate a tutti.

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DAREDEVIL SELFIE IN GITA SCOLASTICA: IL DIRIGENTE ANNULLA I VIAGGI DI ISTRUZIONE


Un modo sciocco per sfidare la morte. Una moda insensata sempre più diffusa. Si chiama daredevil selfie e consiste nel farsi un autoscatto (esiste ancora, sapete, questo termine nel dizionario!) in situazioni pericolose. C’è chi lo fa sui binari con il treno in arrivo, chi si immortala al volante percorrendo l’autostrada a velocità folle, chi mentre prende al volo lo skilift e chi con un’arma puntata alla tempia, stile roulette russa, sfida la sorte. Solo qualche esempio, il tutto all’unico scopo di guadagnarsi qualche like sui social network. Perché, va da sé, questi selfie poi vanno rigorosamente condivisi. Prodezze da ammirare, insomma.

Ma se il daredevil selfie viene scoperto da un dirigente scolastico e riguarda il comportamento degli studenti in viaggio con la scuola, allora sono guai. Se il dirigente in questione si chiama Aldo Durì, i guai sono molto seri.

Il dirigente Durì è a capo dell’Isis di Cervignano del Friuli (Udine) e fa spesso parlare di sé sui quotidiani locali per la sua rigidità e rigore. In passato aveva imposto un dressing code (su cui concordo al 100%) che metteva al bando bermuda e canotte, sconsigliando l’uso degli infradito. Poco gradita a questo dirigente anche l’amicizia tra docenti e studenti su Facebook (e anche su questo concordo), se non vietata almeno sconsigliata. Più recentemente ha puntato il dito sull’uso sconsiderato di WhatsApp da parte delle famiglie: secondo Durì, i gruppi nati su WhatsApp permettono che «alcuni docenti siano accusati delle più diverse malefatte senza potersi difendere in un confronto franco e leale. In questo modo si crea un clima avvelenato, che non favorisce la convivenza all’interno delle classi e neppure i rapporti tra scuola e famiglia». Da qui l’appello a non veicolare in questo modo maldicenze varie in favore di un dialogo più costruttivo tra le componenti scolastiche.

Insomma, questo preside che forse non tutti vorrebbero avere ma che senza ombra di dubbio sta tentando di mettere un po’ d’ordine nel suo istituto, ultimamente ha dovuto fare i conti con un daredevil selfie scattato da uno studente in viaggio di istruzione all’estero. Il ragazzo si è immortalato mentre era seduto sul davanzale della finestra della camera d’albergo, situata al quarto piano, con le gambe a penzoloni. Non solo, pare che altri compagni si siano cimentati nella “prodezza” di scavalcare le finestre delle camere in cui erano alloggiati per raggiungere i compagni nelle stanze vicine. Questa prodezza, immancabilmente postata sui social, ha però ottenuto prodotto un effetto molto diverso dai like collezionati: Durì ha infatti vietato le “gite”, ammettendo solo uscite in giornata senza pernottamento. Questo perché, sottolinea il dirigente, «i professori accompagnatori si assumono una responsabilità da far tremare i polsi: in caso di incidente sono loro a dovere dimostrare di aver vigilato e di aver fatto tutto per impedire l’incidente e sono, ovviamente, responsabili dei minori loro affidati».

Ecco, per me Durì merita un monumento. E se i genitori protestano, possono anche mettersi in discussione, una volta tanto: potrebbero educare meglio i loro figli, renderli maggiormente responsabili, far capire loro che ci sono mode stupide, oltreché rischiose, da cui è meglio tenersi alla larga.

Il dirigente dell’Isis di Cervignano non ha mai nascosto di essere contrario ai viaggi di istruzione perché se è vero che «in tanti casi hanno un reale valore culturale e si inseriscono coerentemente nel percorso formativo, in altri casi di istruttivo hanno solo il pretesto e si riducono a viaggi turistici in comitiva con la scuola, che ormai svolge le funzioni di un’agenzia di viaggio.» Durì ha anche dichiarato di aver tentato di «porre un argine a questa deriva, riconducendo queste uscite a un contesto educativo rigoroso». Evidentemente aspettava l’occasione giusta per dire basta. Gli si è presentata su un piatto d’argento, come si suol dire, grazie al daredevil selfie e a qualche studente decisamente indisciplinato. Peccato che poi ne facciano le spese anche tanti allievi che hanno la testa ben piantata sul collo. Ma si sa, la scuola è una comunità e la responsabilità di uno o pochi ricade su tutti.

[fonte: Messaggero Veneto; immagine da questo sito]

Analisi del 2014 by WordPress

Come ogni anno, WordPress mi ha inviato il report sull’attività del blog nell’anno appena concluso. Mi piace condividere con voi quest’analisi, ringraziando tutti i lettori e commentatori assidui che hanno contribuito a rendere “grande” e speciale questo piccolo spazio.

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

Il Museo del Louvre riceve 8,5 milioni di visitatori ogni anno. Questo blog è stato visto circa 180.000 volte nel 2014. Se fosse un’esposizione al Louvre, ci vorrebbero circa 8 anni perché lo vedessero altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

REGISTRO ELETTRONICO: IL RISCHIO HACKER NON CANCELLA I VANTAGGI PER PROF E FAMIGLIE

scrutiniIl mio nuovo post pubblicato sul blog del Corriere.it “Scuola di Vita” tratta un argomento di grande attualità: il registro elettronico. Purtroppo le notizie da cui ho preso spunto non sono edificanti ma, prendendo in esame i “vizi” e le “virtù” del registro on line, a conti fatti, a mio parere, non è da bocciare, anzi.
La prima parte introduce l’argomento e indica la normativa di riferimento. Quindi se siete curiosi di sapere quali sono i vantaggi offerti dal registro digitale ai professori, alle famiglie e agli studenti, vi invito a continuare la lettura sul sito del Corriere.it.

logo_blog-scuola-di-vita

Ci sono due notizie che in questi giorni hanno calamitato l’attenzione di noi prof, e non solo, in relazione al registro elettronico. Una riguarda degli studenti, perlopiù minorenni, che hanno violato il sistema di sicurezza riuscendo a modificarsi i voti a loro piacimento. L’altra, invece, tratta il caso di un docente che si rifiuta ostinatamente di utilizzare il registro elettronico adottato nella sua scuola su delibera del Collegio dei Docenti. Il Dirigente Scolastico le ha provate tutte per vincere la resistenza dell’insegnante, senza alcun esito. Niente da fare: lui è convinto di adempiere ai suoi obblighi compilando e aggiornando diligentemente un registro cartaceo che ha acquistato di tasca sua.

Due facce della stessa medaglia ma il rischio della manomissione del registro da parte degli studenti e le resistenze dei docenti (il caso citato non è affatto isolato e l’analfabetismo informatico dei prof è cosa nota) possono essere considerati motivi sufficienti per bocciare la tecnologia in aula?

Vorrei iniziare dal primo caso. Certamente non voglio difendere il collega ma è doveroso sottolineare che l’obbligo di adottare il registro elettronico, preannunciato a suo tempo dall’ex ministro Profumo nell’ambito del più ampio progetto di dematerializzazione che interessa tutta la Pubblica Amministrazione (legge n. 135/2012), di fatto non è applicabile. Il MIUR, infatti, ha dovuto fare un passo indietro perché non ha i fondi da destinare alla digitalizzazione delle scuole, anche se dei passi avanti notevoli sono stati compiuti in ambito burocratico (per esempio, l’invio dei plichi telematici per le prove scritte dell’esame di Stato, le istanze on line per la partecipazione dei docenti alle commissioni d’esame, le iscrizioni scolastiche da parte delle famiglie …).

Diverse scuole, tuttavia, hanno imparato l’arte di arrangiarsi attingendo al Fis e ai contributi volontari delle famiglie – sempre più scarsi, in verità – onde creare i presupposti per l’adozione del registro elettronico. Non si tratta, infatti, di acquistare solamente il software. Perché il sistema funzioni è indispensabile che le scuole siano dotate di una rete wireless a banda larga efficiente, ovvero, come si legge nel documento #labuonascuola pubblicizzato dal governo, ultralarga, e di un numero adeguato di computer a disposizione dei docenti.

Purtroppo i costi dell’operazione sono altissimi perché, oltre ai dispositivi da fornire, dobbiamo anche tener conto delle tariffe delle linee telefoniche – ADSL. Dati recenti attestano un costo mensile superiore ai 7 euro per studente, anche se questa cifra personalmente mi pare esagerata. Ad ogni modo, l’adozione del registro elettronico senza aiuti da parte dello Stato non può essere un’imposizione proprio per i motivi esposti sopra.

Un altro problema non trascurabile è relativo alla validità legale dei dati caricati on line. In questo caso, è necessario che il D.S. dia delle garanzie a tutela dei docenti e preveda una serie di norme molto rigide cui attenersi.

Nel liceo in cui insegno, ad esempio, la firma sul registro elettronico è autenticata nel momento in cui, all’inizio della lezione, il professore inserisce i suoi dati che possono essere modificati – errori e omissioni sono sempre possibili – nell’arco delle 24 ore. Anche l’inserimento dei voti è regolamentato: deve essere tempestivo, comunque non oltre le 24 ore, e nel caso di errori è necessario inoltrare richiesta scritta al D.S. per modificarli, operazione che deve essere autorizzata e da effettuare in tempi stabiliti.
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[immagine dal sito linkato; logo blog “Scuola di Vita” © Corriere.it]

Fidenia: un social learning per le esigenze di docenti, studenti e genitori

Molto interessante.

Insegnanti 2.0

fideniaFidenia , nuovissimo prodotto in ambito digitale, nasce con un obiettivo giustamente ambizioso, quello di diventare il “ social learning ” di riferimento in ambito nazionale.
Realizzato da un giovane team tecnico che ha studiato attentamente le esigenze di docenti, studenti e genitori, Fidenia ha una grafica pulita e di piacevole impatto: una volta registrati gratuitamente (come docente, studente o genitore) si entra infatti nella home in cui compare la bacheca personale e la possibilità di accedere ad una serie di utilissimi servizi chiaramente indicati nelle barre in alto o in quelle laterali.
Le opzioni offerte dal social sono numerosissime:
– pubblicare uno stato, un file, un’immagine o creare una domanda
– selezionare la visibilità dei propri post (pubblica, solo collegamenti, personalizza)
– creare un corso o un gruppo
– stabilire collegamenti con altri iscritti
– aggiungere risorse (cartella, file, link, pagina)
– inserire un evento nel proprio calendario personale

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REPETITA IUVANT … ANCHE CON TRECCANI

Lo sapevate che su you tube potete trovare delle lezioni di ripasso su vari argomenti di studio? Si tratta di un’iniziativa a cura dell’enciclopedia più famosa d’Italia: la Treccani.

Le videolezioni, di durata variabile, riguardano il Latino, l’Italiano e la Storia, un aiuto rivolto agli studenti che frequentano le scuole secondarie di secondo grado.

Repetita Treccani non è utile solo per gli studenti ma anche per i docenti che hanno la fortuna di poter utilizzare la LIM in classe.

L’amicizia su Facebook non si chiede: si negozia. Il racconto del rapporto tra genitori e figli in un ambiente connesso

Articolo molto interessante e utile.

i media-mondo: la mutazione nella connessione

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La relazione tra genitori e figli è sempre complessa. Tanto più in un contesto comunicativo che vede la diffusione nella realtà quotidiana di strumenti di connessione permanente e lo sviluppo di una narrazione nei media informativi su giovani e Internet spesso suggestiva e fuorviante. Il fatto ad esempio di pensarli come “nativi digitali” porta a raccontarli come una generazione che ha come dato naturale una competenze per il digitale che noi non abbiamo, come una specie frutto di un adattamento darwiniano all’ambiente online. Il che si traduce spesso in una deresponsabilizzazione del mondo degli adulti che interviene solo quando si trova di fronte ad evidenti storture: cyberbullismo, sexting, hate speech, ecc.

Tutti concetti, tra l’altro, che trattiamo in modo a-problematico e non come fattori culturali di una relazione consistente tra online e offline che incide su un’unica vita, quella dei nostri figli (dovremmo provare a rileggere il sexting

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VALUTIAMO I PROF, MA CON SERIETÀ

Questionario-Valutazione

Il mio nuovo articolo pubblicato sul Blog “Scuola di Vita” del Corriere.it, ripropone una riflessione sulla valutazione degli insegnanti, argomento su cui mi sono già espressa molte volte, specie in riferimento all’utilizzo dei test InValsi come strumento meritocratico, su cui non concordo.
Questa volta la riflessione parte da una petizione on line proposta da uno studente che ritiene indispensabile che siano proprio gli allievi a valutare il lavoro dei docenti. A tale riguardo avevo già espresso anni fa la mia contrarietà in quanto reputo il giudizio degli studenti non affidabile. In questo articolo spiego in modo dettagliato il perché.
Vi invito, come al solito, a continuare la lettura sul sito del Corriere.it.

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Ho già espresso il mio pensiero sulla valutazione degli insegnanti e non mi ripeterò. Vorrei, però, approfondire il discorso partendo da una proposta che proviene da una petizione online la cui motivazione è questa:

«I professori valutano noi studenti e perché noi non dovremmo valutare i nostri professori? La proposta è chiara e semplice: ogni anno gli studenti dovranno compilare un questionario cartaceo o online anonimo nel quale esprimeranno per ogni docente un voto che va da 1 a 10. In base al risultato ottenuto il docente verrà penalizzato o premiato sui futuri concorsi. In questo modo gli alunni potranno valutare con efficacia il lavoro dei propri professori e servirà da stimolo per invitare i docenti ad un lavoro più proficuo».

Innanzitutto non si capisce che cosa voglia dire il promotore con il docente verrà penalizzato o premiato sui futuri concorsi. Si vogliono solo valutare i precari?

In generale, poi, sono contraria a questo tipo di valutazione esclusiva perché verrebbe in tal modo messa in dubbio la loro professionalità attraverso il giudizio non sempre equo degli allievi. E non sto dicendo che ragazzi di quattordici o diciotto anni non siano in grado di giudicare, sto pensando alla loro obiettività.

È naturale che un docente «odiato» da qualcuno, anche se preparato professionalmente e in grado di svolgere al meglio il proprio lavoro potrebbe risultare un «fannullone», per usare un’espressione tanto diffusa nell’ambito della pubblica amministrazione tutta, o un incapace.

Dall’altro lato, un insegnante molto permissivo, che fa rilassare gli allievi concedendo pause durante le ore, che non interroga mai perché ha altro da fare, tipo leggere il giornale o mandare sms alla fidanzata, che fa un compito a quadrimestre invece di tre, facendo una sorveglianza per nulla assidua, e lo porta corretto tre mesi dopo, che regala i voti e che inventa pure il programma svolto e lo fa firmare agli allievi tranquillizzandoli che poi non darà il debito a nessuno, costui, signori miei, sarebbe un ottimo docente, avrebbe dei voti altissimi e, beandosi del successo ottenuto, a fine anno inviterebbe pure i ragazzi a mangiare la pizza.

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[immagine dal sito linkato; logo blog “Scuola di Vita” © Corriere.it]

LE 33 COMPETENZE DIGITALI CHE OGNI INSEGNANTE DOVREBBE AVERE NEL 21° SECOLO. E TU QUANTE NE HAI?

computer scuolaATTENZIONE: Se il post vi sembra troppo lungo e anche un po’ noioso, magari pure scarsamente interessante per chi di professione non fa l’insegnante, saltate direttamente alle mie riflessioni semiserie sull’argomento, dopo il b-quote. Grazie!

Riporto da Tuttoprof (sul sito originale potete trovare anche gli strumenti per raggiungere queste 33 abilità … e credetemi, ne abbiamo tutti bisogno!):

1- Creare e modificare un audio digitale

2- Utilizzare social bookmarking per condividere le risorse con e tra gli studenti

3- Utilizzare blog e wiki per creare piattaforme online per gli studenti

4- Sfruttare le immagini digitali per usarle in classe

5- Utilizzare i contenuti video per coinvolgere gli studenti

6- Utilizzare infografica per stimolare visivamente studenti

7- Utilizzare i siti di social networking per il collegamento con i colleghi e crescere professionalmente

8- Creare e distribuire presentazioni asincrone e sessioni di formazione

9- Compilare un portfolio digitale per il loro personale sviluppo

10- Avere conoscenza della sicurezza on-line

11- Essere in grado di individuare le opere copiate nei compiti assegnati agli studenti

12- Saper catturare video e immagini per tutorial

13- Curare contenuti web per l’apprendimento in classe

14- Utilizzare e fornire agli studenti strumenti di gestione delle attività per organizzare il proprio lavoro e pianificare il loro apprendimento

15- Utilizzare il software- sondaggi per creare un rilevamento in tempo reale in classe

16- Comprendere le questioni relative al diritto d’autore e l’uso equo di materiali on-line

17- Esplorare giochi per computer per scopi pedagogici

18- Utilizzare strumenti di valutazione digitali per creare quiz

19- Utilizzare strumenti di collaborazione per la costruzione e la modifica del testo

20- Trovare e valutare contenuti autentici basati sul web

21- Usare dispositivi portatili come i tablets

22- Identificare risorse on-line sicure per gli studenti che navigano

23- Utilizzare gli strumenti digitali per la gestione del tempo

24- Imparare i diversi modi di utilizzare YouTube in classe

25- Utilizzare strumenti per condividere contenuti interessanti con gli studenti

26- Annotare pagine web e parti di testo da condividere con la classe

27- Usare organizzatori grafici e stampabili on-line

28- Usare note adesive per catturare idee interessanti

29- Utilizzare strumenti di condivisione per creare e condividere tutorial

30- Utlizzare strumenti di messaggistica di gruppo per progetti di lavoro collaborativo

31- Eseguire ricerca efficace con il minor tempo possibile

32- Svolgere una relazione utilizzando strumenti digitali

33- Utilizzare gli strumenti di file sharing per condividere on-line documenti e file con gli studenti

LE MIE OSSERVAZIONI PUNTO PER PUNTO:

1. Non ce l’ho ma posso sempre imparare
2. Non sapevo cosa fossero ‘sti social bookmarking, Wikipedia mi è venuto in aiuto ma non ci ho capito molto. Di primo acchito direi che non dovrebbe essere irraggiungibile come competenza
3. Se non ce l’ho io che sono laprofonline!
4. Non ne vedo l’utilità per le materie che insegno comunque si può fare
5. Lo faccio spesso
6. Secondo me gli studenti sono stimolati visivamente da altre cose … però non la trovo una competenza impossibile
7. Con i colleghi collaboro e scambio opinioni per e-mail. Più che sufficiente. Meglio una chiacchierata al bar davanti a un caffè
8. Parlate di videolezioni che è più comprensibile, caspita! Non l’ho mai sperimentato ma non la trovo indispensabile come competenza curricolare, tutt’al più al bisogno (per allievi che fanno assenza prolungate, la scuola in ospedale … cose che già si fanno)
9. Il portfolio si può anche creare, digitale o meno. Bisogna poi capirne le reali potenzialità perché ho l’impressione che sarebbe un qualcosa che ha portato via tantissimo tempo e di cui nessuno fa uso
10. Se ne occupino le famiglie. Perché ci devo pensare io?
11. Sono in grado, sono in grado … il difficile è coglierli in flagrante
12. Per ora non catturo niente … un domani, chissà?
13. Curo, curo … l’importante è che se ne curino gli studenti, altrimenti a che serve?
14. In che senso? 🙄
15. In tempo reale in classe? E con quali strumenti? Dovremmo avere almeno un tablet ciascuno: che ne dice il ministro Giannini?
16. Questa mi sembra difficilissima! Sul web parlare di diritti d’autore mi sembra un’utopia
17. Magari questa competenza la lascio a chi insegna nella primaria e secondaria di I grado (una in meno!)
18. strumenti di valutazione digitali per creare quiz? mi sembra che qui ci sia un problema di traduzione (Fonte: Educational Technology and Mobile Learning)
19. strumenti di collaborazione in che senso? 🙄
20. Come cercare un ago nel pagliaio
21. Sempre che lo Stato ce ne fornisca uno gratis …
22. Nel mare magnum del web mi sembra difficile ma si può provare
23. Guarda, la gestione del tempo è già difficile senza strumenti digitali …
24. Cosa c’è da imparare?
25. Lo faccio già, da molti anni
26. idem
27. Che parolone! Dire mappe concettuali è da analfabeti informatici?
28. Io faccio un uso spropositato di post it, anche se poi catturano poco la mia attenzione. Dite che quelli digitali abbiano maggior successo?
29. Questa non mi sembra difficile …
30. Per poi dire: l’ortografia è un optional, l’importante è capirsi
31. Questa è da un milione di dollari … se devi anche valutare l’attendibilità dei dati, la loro completezza, fruibilità, trasferibilità …
32. Questo già lo fanno … sono esperti nel copia-incolla
33. Vabbè, ma allora laprofonline che ci sta a fare? 😉

LE MIE CONCLUSIONE.
Dunque, a occhio e croce sono già in possesso di una decina di questa abilità. Mi consola il fatto che di questo XXI secolo è trascorsa solo una minima parte. Ho ancora 986 anni davanti per completare l’acquisizione delle rimanenti competenze. 😆

500.000

Oggi laprofonline ha raggiunto e superato il traguardo delle 500.000 visualizzazioni.

Mi mancano le parole … posso dire solo

grazie-a-tutti

[immagine da questo sito]

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