FINO A QUANDO, MATTEO RENZI, ABUSERAI DELLA NOSTRA PAZIENZA?

catlilina
«Fino a quando abuserai tu, o Catalina, della nostra pazienza? Quando cesseremo noi di essere oggetto del tuo furore? Quando avrà fine cotesta tua sfrenata audacia?»

Con queste parole Cicerone si rivolse a Catilina nella sua prima orazione pronunciata per denunciare l’ardire dell’aristocratico decaduto che tramava contro lo Stato.
Sostituite “Catilina” con “Renzi” e “noi” (nel caso di Cicerone è plurale majestatis) con “noi docenti” e queste parole calzano a pennello, descrivendo a perfezione ciò che sta accadendo nel mondo della scuola da quando è entrata in vigore la Legge 107/2015, detta #labuonascuola. Mai aggettivo fu usato così a sproposito.

La cosiddetta #buonascuola fa acqua da tutte le parti. Non voglio oggi soffermarmi a parlare dell’intera legge, contrastata da tutti i docenti, da molte famiglie e da numerosi studenti, senza purtroppo alcun esito. Proposta e approvata in Parlamento con un colpo di mano (se non proprio di Stato, come nel caso di Catilina, ma comunque contro lo stesso buon senso): la cancellazione di migliaia di emendamenti che, se discussi, avrebbero fatto slittare il varo della legge. Un colpo di spugna e via.

Oggi, dopo mesi di silenzio, su queste pagine che vorrebbero trattare la buona scuola vera, desidero esprimere la mia indignazione per l’ultima umiliazione cui il nostro attuale governo ha sottoposto il corpo docente, di tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Il tanto sbandierato concorso a cattedre inizierà, pare, il prossimo 28 aprile con le prove scritte. C’è solo un piccolo problema che onestamente non so come Renzi e il ministro Stefania Giannini (la meno nominata nella storia dei ministri della Repubblica, tanto che tutti attribuiscono la “riforma” della scuola a Renzi, capo del governo) riusciranno ad affrontare: la mancanza di docenti disposti a far parte delle commissioni d’esame. Perché, dunque, accade ciò? Ve lo spiego subito, ma prima vorrei fare un passo indietro.

Un tempo i commissari d’esame – che non so come venissero selezionati ma per esperienza posso dire che ne ho incontrati di ignorantoni – avevano l’esonero dall’insegnamento per tutta la durata degli esami. Inoltre godevano di un compenso extra, che non so valutare ma immagino volesse in qualche “gratificare gli eletti” con il riconoscimento di una professionalità speciale, e naturalmente di un rimborso spese.

Oggi, invece, i futuri commissari non saranno esonerati dall’insegnamento (il che significa non solo essere presenti a scuola ogni mattina ma anche correggere i compiti, preparare le lezioni, presenziare alle riunioni …. espletare, dunque, tutte le attività complementari alla funzione docente), non avranno rimborsi spese, nemmeno se costretti a spostarsi dal luogo di servizio a quello in cui è insediata la commissione, e, udite udite, avranno un compenso pari a 1 euro l’ora. Se non ci credete, leggete l’ottimo articolo pubblicato su Tuttoscuola.com, in cui vengono fatti, come si suol dire, i conti della serva.

Nell’articolo pubblicato dal Corriere.it, a firma di Gian Antonio Stella, ho letto i soliti commenti denigranti del tipo: «comunque quel mese prendono il loro stipendio di 1200/1300€ al mese (per lavorare 4 ore al giorno e 2 mesi di ferie l’anno ) più i soldi del concorso arrivando fino a 1600/1800€.» Ormai a commenti come questi ho fatto il callo, non mi scompongo né spreco fiato per difendere una categoria che nel tempo è stata insultata, svilita, denigrata, paragonata a lavori più pesanti, come quello in fabbrica, o a carriere prestigiose (che a noi docenti sono precluse) ottenute lavorando 50-60 ore a settimana.

A me sinceramente non interessa il lavoro degli altri, anche se ho un grande rispetto per tutte le categorie di lavoratori, cosa che purtroppo non è reciproca. Vorrei, però, che in tutta sincerità qualcuno mi dicesse che farebbe gli straordinari a 1 euro all’ora.

[nell’immagine, “Catilina” dipinto di C. Maccari nel Palazzo del Senato a Roma, da questo sito]

Informazioni su marisamoles

Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 11 aprile 2016, in Concorso docenti, docenti, scuola con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Un famoso comico francese ( Coluche) disse : “Non si è mai visto che un ministro ritorni a scuola, in prigione invece…càpita”

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