REGISTRO ELETTRONICO: IL RISCHIO HACKER NON CANCELLA I VANTAGGI PER PROF E FAMIGLIE

scrutiniIl mio nuovo post pubblicato sul blog del Corriere.it “Scuola di Vita” tratta un argomento di grande attualità: il registro elettronico. Purtroppo le notizie da cui ho preso spunto non sono edificanti ma, prendendo in esame i “vizi” e le “virtù” del registro on line, a conti fatti, a mio parere, non è da bocciare, anzi.
La prima parte introduce l’argomento e indica la normativa di riferimento. Quindi se siete curiosi di sapere quali sono i vantaggi offerti dal registro digitale ai professori, alle famiglie e agli studenti, vi invito a continuare la lettura sul sito del Corriere.it.

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Ci sono due notizie che in questi giorni hanno calamitato l’attenzione di noi prof, e non solo, in relazione al registro elettronico. Una riguarda degli studenti, perlopiù minorenni, che hanno violato il sistema di sicurezza riuscendo a modificarsi i voti a loro piacimento. L’altra, invece, tratta il caso di un docente che si rifiuta ostinatamente di utilizzare il registro elettronico adottato nella sua scuola su delibera del Collegio dei Docenti. Il Dirigente Scolastico le ha provate tutte per vincere la resistenza dell’insegnante, senza alcun esito. Niente da fare: lui è convinto di adempiere ai suoi obblighi compilando e aggiornando diligentemente un registro cartaceo che ha acquistato di tasca sua.

Due facce della stessa medaglia ma il rischio della manomissione del registro da parte degli studenti e le resistenze dei docenti (il caso citato non è affatto isolato e l’analfabetismo informatico dei prof è cosa nota) possono essere considerati motivi sufficienti per bocciare la tecnologia in aula?

Vorrei iniziare dal primo caso. Certamente non voglio difendere il collega ma è doveroso sottolineare che l’obbligo di adottare il registro elettronico, preannunciato a suo tempo dall’ex ministro Profumo nell’ambito del più ampio progetto di dematerializzazione che interessa tutta la Pubblica Amministrazione (legge n. 135/2012), di fatto non è applicabile. Il MIUR, infatti, ha dovuto fare un passo indietro perché non ha i fondi da destinare alla digitalizzazione delle scuole, anche se dei passi avanti notevoli sono stati compiuti in ambito burocratico (per esempio, l’invio dei plichi telematici per le prove scritte dell’esame di Stato, le istanze on line per la partecipazione dei docenti alle commissioni d’esame, le iscrizioni scolastiche da parte delle famiglie …).

Diverse scuole, tuttavia, hanno imparato l’arte di arrangiarsi attingendo al Fis e ai contributi volontari delle famiglie – sempre più scarsi, in verità – onde creare i presupposti per l’adozione del registro elettronico. Non si tratta, infatti, di acquistare solamente il software. Perché il sistema funzioni è indispensabile che le scuole siano dotate di una rete wireless a banda larga efficiente, ovvero, come si legge nel documento #labuonascuola pubblicizzato dal governo, ultralarga, e di un numero adeguato di computer a disposizione dei docenti.

Purtroppo i costi dell’operazione sono altissimi perché, oltre ai dispositivi da fornire, dobbiamo anche tener conto delle tariffe delle linee telefoniche – ADSL. Dati recenti attestano un costo mensile superiore ai 7 euro per studente, anche se questa cifra personalmente mi pare esagerata. Ad ogni modo, l’adozione del registro elettronico senza aiuti da parte dello Stato non può essere un’imposizione proprio per i motivi esposti sopra.

Un altro problema non trascurabile è relativo alla validità legale dei dati caricati on line. In questo caso, è necessario che il D.S. dia delle garanzie a tutela dei docenti e preveda una serie di norme molto rigide cui attenersi.

Nel liceo in cui insegno, ad esempio, la firma sul registro elettronico è autenticata nel momento in cui, all’inizio della lezione, il professore inserisce i suoi dati che possono essere modificati – errori e omissioni sono sempre possibili – nell’arco delle 24 ore. Anche l’inserimento dei voti è regolamentato: deve essere tempestivo, comunque non oltre le 24 ore, e nel caso di errori è necessario inoltrare richiesta scritta al D.S. per modificarli, operazione che deve essere autorizzata e da effettuare in tempi stabiliti.
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[immagine dal sito linkato; logo blog “Scuola di Vita” © Corriere.it]

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 16 dicembre 2014, in docenti, famiglia, scuola, studenti, Valutazione studenti, web con tag , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Alcune mie amiche prof lo trovano comodissimo, altre una “rottura”…e se guardo da estranea alla realtà scolastica direi che le secondo hanno qualche problema con l’informatica.

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