“PROF, PERCHÉ NON LI OBBLIGA?”: LETTORI NON SI NASCE, SI DIVENTA

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Le vacanze stanno per finire e anche il blog del Corriere.it “Scuola di Vita” ha ripreso le pubblicazioni. Ecco il nuovo post dedicato alla lettura. Qualche tempo fa la giornalista Gianna Fregonara, prendendo spunto proprio da questo mio post (che avevo già inviato in redazione), mi ha citata in un suo articolo comparso sulla versione cartacea del quotidiano. Vi invito a leggerlo perché è molto interessante.
Come sempre, riporto la parte iniziale del post, invitando i lettori a proseguire la lettura sul Corriere.it

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Quante volte i genitori mi chiedono: “Prof, perché non li obbliga a leggere?” oppure vengo interpellata in questo modo: “Prof, io compro libri su libri ma mio figlio non vuole leggere. Che devo fare?”.

Io sorrido e penso alla mia esperienza. Non sono una lettrice nata, lo sono diventata con molta calma e soprattutto non perché qualcuno mi abbia stimolata alla lettura.

La mia casa era piena di libri eppure da bambina non mi degnavo di aprirli. Ai compleanni ogni libro ricevuto in regalo costituiva per me una grande delusione. Ma i miei genitori non mi hanno mai costretta a leggere.

Sul finire delle elementari mi innamorai della serie tv “Pippi Calzelunghe”. Mio padre, allora, mi acquistò il romanzo della scrittrice svedese Astrid Lindgren, “madre” della ragazzina dalle treccine rosse, e io mi tuffai nella lettura senza rendermi conto che per una principiante affrontare più di 400 pagine non era cosa da poco.

A mio parere, non si può nemmeno dire che gli stimoli familiari siano indispensabili per avviare alla lettura i bambini o i ragazzi. Io ho un fratello più grande e lui, pur avendo a disposizione la medesima biblioteca ben fornita, non ha mai avuto la mia stessa passione.

Mettiamo pure che si abbia a disposizione una biblioteca paterna come quella di Leopardi, non è scontato che vi passino ore ed ore durante la giovinezza, emulando il poeta recanatese. Anzi, è molto più probabile che si finisca per odiare quella biblioteca e quei libri così a portata di mano. A volte il gusto della ricerca è molto più appassionante. CONTINUA A LEGGERE >>>

[immagine dal sito linkato; logo blog “Scuola di Vita” © Corriere.it]

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Informazioni su marisamoles

Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 25 agosto 2014, in bambini, docenti, famiglia, libri, scuola, studenti con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 13 commenti.

  1. Io sono diventata lettrice a circa 13 anni e non ho mai smesso di esserlo. Mia figlia ha 16 anni , comincia ora ad apprezzare un po’ la lettura ….soprattutto se non fosse obbligata a leggere testi (con connessa relazione ) totalmente fuori dai tempi attuali . Con questo non dico che ci debba essere solo la lettura dei contemporanei ma nemmeno il contrario

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    • Al triennio, come ho scritto nel post, devo per forza obbligare gli studenti a leggere qualche classico. Non è scontato che non li apprezzino ma è anche comprensibile che un ragazzo (sono più i maschi ostili alla lettura obbligatoria) che non ama particolarmente leggere non si appassioni di fronte alle pagine de “Il Fu Mattia Pascal”. Onestamente ci sono certi classici della letteratura italiana, e non solo, che non sono mai riuscita ad affrontare e credo mai affronterò.

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  2. Questo articolo lo dovrebbe leggere l’insegnante di mio figlio: è stata talmente pressante con i libri e le relative schede di lettura, facendogliele rifare anche cinque o sei volte, che ai ragazzi la voglia di leggere è passata… mio figlio leggeva e ora ha un rifiuto totale e devo ammettere che è riuscita ad indisporre anche me che sono una divoratrice di libri!
    Ciao, Tatiana

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    • Io so di andare controcorrente e so anche che alla scuola media c’è questa insana abitudine di obbligare i ragazzi alla lettura e di “vivisezionare” i romanzi con l’intento di assicurarsi l’avvenuta lettura. Questo è senz’altro un bel modo per far odiare i libri, come dici anche tu. E poi c’è la convinzione che leggere serva ad imparare a scrivere. Nulla di più falso. Tant’è che in prima liceo arrivano dopo aver letto decine di libri e non sanno scrivere in italiano corretto. E non è solo una questione di grammatica, hanno difficoltà anche nell’organizzare il contenuto. Studiassero un po’ di più la lingua invece di leggere forzatamente … naturalmente il mio è un discorso generale perché so che ci sono realtà diverse ed esistono bravi insegnanti che sanno anche appassionare alla lettura senza tante costrizioni.

      Un caro saluto.

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  3. Mia figlia è stata sempre una lettrice accanita, capace di stare le notti sveglia per leggere anche testi molto impegnativi ma, quando a scuola fu obbligata a leggere non solo libri che non sceglieva, ma a un ritmo impressionante e in aggiunta a un carico di compiti già insostenibile di suo, e sui testi c’era pure l’interrogazione con apertura a caso del libro, lettura di una frase, e obbligo di contestualizzione immediata, pena gravi insufficienze, l’odiò, e odiò l’insegnante per averle fatto odiare la lettura (quando si dice la catena dell’odio, ho ripetuto tante volte il termine proprio per rendere l’idea!!!).

    Ci è voluto un po’ di tempo perché si riavvicinasse alla lattura con serenità. Comunque per me quell’insegnante troppo bene non stava, anche se io ho cercato più volte di affrontare l’argomento in consiglio, e ogni volta sono stata aggredita da tutti gli insegnanti all’unanimità. 😯

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    • Ecco, l’esperienza di Sissi è proprio esemplare. Io una volta davo dei titoli e richiedevo la scheda di lettura. Una volta un allievo, che doveva leggere “Ivano” di Chrétien de Troyes, mi presento la scheda di “Ivanhoe” di Walter Scott, senza rendersi minimamente conto di aver scaricato dal web la scheda sbagliata. 😦
      Da quel dì non obbligo più, almeno non al biennio, a leggere, anche se l’argomento lettura si ripresenta ad intervalli regolari durante le lezioni.

      Come cambiano i tempi! Ora sono i genitori (anche se pochi) ad aggredire gli insegnanti. 😦

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      • Beh, non era così tanto tempo fa, mia figlia ha terminato il liceo l’anno scorso, e questo problema si è presentato nel triennio! 😛

        Scherzi a parte, la maestra di mia figlia non solo è stata aggredita più volte (una volte le venne sbattuta da una mamma una scheda in faccia, perché si era permessa di dare solo “sufficiente” al suo analfabetissimo tesoruccio!), ma anche minacciata talmente tanto pesantemente, da preferire per prudenza non venire alla festa di fine ciclo, cosa che per noi è stato un dispiacere enorme: mi dici che festa è quella di quinta elementare senza maestra? 😦

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      • E riguardo ai genitori che aggrediscono gli insegnanti, e non solo, qualcuno era stato preveggente: ‘Le masse saranno sempre più al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all’assurdo rimettendo la decisione sulle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astratto dell’Uguaglianza, che dispensa l’ignorante di istruirsi, l’imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi. Il diritto pubblico fondato sull’uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell’appiattimento. L’adorazione delle apparenze si paga’. HENRI-FREDERIC-AMIEL, Frammenti di diario intimo, 1871

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      • Sono esterrefatta: per anni sono stata rappresentante di classe alla scuola media per i miei figli che avevano anche dei pessimi insegnanti e non mi sono mai sognata di contraddirli tanto meno aggredirli.
        HENRI-FREDERIC-AMIEL era davvero un veggente, ahimè. 😦

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  4. Con l’obbligo si rischia l’effetto opposto, quante volte capita che più ci dicono di fare una cosa e più noi non la facciamo? Io sono una lettrice famelica, ma se qualcuno m’impone di leggere un libro lo faccio male e controvoglia. È inutile.
    Io ho iniziato a leggere da sola. Da piccolina avevo dei libri con brevi favolette di mamma oca e paperotti vari, ma non sapevo ancora leggerli, né nessuno, a parte ogni tanto mia nonna, me li leggeva. Ho deciso un giorno da sola di entrare nella libreria di fronte la spiaggia che ho sempre frequentato, e da lì è iniziato tutto. Non ho potuto più farne a meno.

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  5. Cara Marisa, per fortuna gli insegnanti dei miei figli non hanno mai assegnato loro delle letture obbligate; paradossalmente forse questo è uno dei motivi per cui amano leggere.
    Io mi domando: qual è l’obiettivo? Stimolare i ragazzi alla lettura? Non credo, dato che il risultato spesso è l’opposto. Far loro conoscere delle opere considerate imprescindibili? Non credo, visto che spesso dimenticano in breve tempo quello che hanno letto. Mah…
    Buona giornata,
    Enrico

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  6. Marisa, non ti piace “Il fu Mattia Pascal”? E’ uno dei libri che io ho adorato!

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    • Io adoro Pirandello, anche se “Il Fu Mattia Pascal” non è l’opera che preferisco. Purtroppo ho dovuto constatare che non piace agli studenti. Preferiscono di gran lunga “Uno nessuno e 100mila”. Personalmente amo di più il teatro di Pirandello.

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