RAGAZZI DI IERI E DI OGGI: IL CAMBIAMENTO È IMPOSTO DALLA SOCIETÀ

giovani d'oggiGrazie a Twitter, mi sono imbattuta in un interessante articolo di Federico Batini (insegnante di Metodologia della ricerca educativa, dell’osservazione e della valutazione, Pedagogia sperimentale e Consulenza pedagogica all’Università degli Studi di Perugia) pubblicato dal giornale on line La Ricerca (nei passi riportati sotto il grassetto è mio).

Batini, nell’introduzione, fa riferimento a giovani, di età compresa tra i 15 e i 20 anni, italiani e stranieri, che recentemente si sono messi in luce per importanti scoperte e invenzioni. Questo “quadro” sembra essere in contraddizione con il mondo giovanile con cui ci dobbiamo confrontare quando leggiamo i giornali, specie gli articoli di cronaca:

Eppure, sfogliando i quotidiani, si ha l’impressione di un’adolescenza (e di una giovinezza) violenta, annoiata, vuota di idee e di voglia di fare, vuota di “valori” e priva di confini e limiti ragionevoli. I titoli a effetto accusano, additano, semplificano, si moltiplicano. Diventa facile per esperti e opinionisti parlare di “generazione vuota”, “generazione dell’attimo”, “generazione priva di riferimenti, di progetti e di scopi”. In ambito educativo si sente spesso parlare di ragazzi/e che non hanno motivazioni, che non sanno quello che vogliono, senza principi e norme morali.

Verissimo. Purtroppo, come lo stesso Batini afferma, spesso le buone notizie che riguardano l’attuale mondo giovanile vengono taciute o comunque non sono in grado di attirare più che tanto l’attenzione dei media e del pubblico. Eppure molti sono i bravi ragazzi, le menti capaci, gli studiosi indefessi … nonostante ciò, frequentemente si cade nella trappola del confronto tra vecchie e nuove generazioni per asserire che “i giovani d’oggi non sono più quelli di una volta”.

“I ragazzi non sono più quelli di una volta” è un ritornello che ciascuno di noi ha sentito recitare, al tempo della propria adolescenza, da chi era più adulto o già anziano. L’ovvia constatazione di una differenza nei modi di comportarsi, di aggregarsi, di amare, di desiderare, di perseguire obiettivi non può e non deve divenire un giudizio di valore. I ragazzi e le ragazze di oggi sono sì diversi, ma, aggiungerei, per fortuna! Un modo di vedere e di pensare differente gli consente di sopravvivere in una società altra rispetto a quella in cui siamo cresciuti noi: il nostro modo di pensare, vedere, vivere le cose gli sarebbe, probabilmente, fatale. La società in cui si trovano a gestire la propria crescita e i propri tentativi di futuro è una società complessa, che richiede un’attrezzatura e una strumentazione enormemente più raffinata di quella che hanno oggi gli adulti. Se si trovano in questa condizione la responsabilità è da attribuire soltanto a chi li ha preceduti. Noi tutti appartenenti alle generazioni precedenti dovremmo ricordare molto bene le nostre responsabilità e avere, inoltre, coscienza della caducità della nostra esperienza che non è più in grado di costituire, per loro, un esempio.

Io credo che queste osservazioni non abbiano bisogno di commento e siano totalmente condivisibili. Invito, in ogni caso, i lettori a leggere l’intero articolo perché davvero molto interessante.

[immagine da questo sito]

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 29 luglio 2014, in giovani d'oggi, scuola, Università con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Cara Marisa, non ho mai amato i luoghi comuni sui giovani d’oggi, fin da quando ero giovane io. Ci si dimentica spesso e volentieri che i ragazzi non crescono da soli ma perchè qualcuno li educa e in un certo senso li coltiva e se veramente non hanno riferimenti, obiettivi e valori significa che gli educatori hanno sbagliato qualcosina. Si dirà che comunque la società ha un tale potere su di loro che le azioni individuali di genitori ed insegnanti contano fino ad un certo punto; sarà anche vero, in parte, ma a volte ho la sensazione che questa storia della società sia una scusa.
    Buona giornata,
    Enrico.

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    • Si dirà che comunque la società ha un tale potere su di loro che le azioni individuali di genitori ed insegnanti contano fino ad un certo punto; sarà anche vero …

      Non sarà, è. Esperienza personale. E comunque non si tratta di luoghi comuni, si tratta di osservare la situazione e dedurre che sì, i giovani non sono più quelli di una volta, i genitori nemmeno e pure gli insegnanti, se vogliono adeguarsi, non usano gli stessi strumenti e metodi di 30-40 anni fa. Il che non significa di per sé meglio o peggio, semplicemente diverso.

      Buona giornata a te.

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      • Non so, io continuo a pensare che le azioni individuali possano contare molto più della società (dipende ovviamente da quanta e quale influenza si può esercitare).
        Il fatto che genitori e giovani non siano più quelli di una volta è normale; le generazioni cambiano. Il luogo comune, secondo me, non è affermare che i giovani di oggi sono diversi dai giovani di 30 anni fa ma dare a questa osservazione la connotazione negativa che spesso si sente…

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      • Proprio per questo nel precedente commento ho scritto che diverso non significa né migliorepeggiore, soltanto diverso.

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