QUANDO IL TAR SALE IN CATTEDRA: STUDENTE DEL CLASSICO PROMOSSO DAI GIUDICI

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Non è certo la prima volta che un Tribunale Amministrativo Regionale “promuove” uno studente bocciato dai propri insegnanti. Ma la sentenza del TAR del Lazio che ha annullato la bocciatura di uno studente di un liceo classico romano mette in discussione la capacità di un intero Consiglio di Classe o di gran parte d’esso (l’ammissione o meno alla classe successiva deve essere, infatti, approvata all’unanimità o a maggioranza) di valutare un percorso annuale di studi.

Lo studente era stato respinto perché aveva ottenuto un profitto negativo in Matematica (3), Fisica (4) e Storia dell’Arte (3). Tre insufficienze che denotano, per essere così gravi, quasi un disinteresse nei confronti delle materie in questione. Certo, stiamo parlando del liceo classico e sappiamo tutti che, a parte i casi di studenti con un curriculum eccellente, chi si iscrive al classico ritiene di “non essere portato” per le materie scientifiche.

Passi, dunque, per la Matematica e la Fisica, ma con la Storia dell’Arte come la mettiamo? Non mi pare che possa essere considerata disciplina scientifica. Direi, anzi, che in un liceo classico sia di fondamentale importanza lo studio dell’Arte, dato che le antiche civiltà ne sono la culla.

Tornando alla sentenza, i giudici del TAR hanno annullato la bocciatura accusando i docenti di non avere adeguatamente valutato la preparazione complessiva dello studente, all’interno della quale un 3 in matematica e un 4 in fisica sarebbero meno gravi trattandosi di un liceo classico.

Ma io dico: come fanno ad essere meno gravi dei 3 e dei 4? Passi per dei 5, ma insufficienze così gravi oltre a denotare, come già detto, un disinteresse nei confronti della disciplina, manifestano apertamente le scarse attitudini (all’impegno, allo studio, al senso di responsabilità …) che in genere vengono richieste a tutti gli studenti liceali.

Insomma, non esiste solo il liceo, tanto meno esiste solo quello classico che rimane la scuola superiore più difficile che esista. Quella che insegna soprattutto che nulla si ottiene senza sacrificio.

Una volta gli uomini di Legge frequentavano obbligatoriamente il liceo classico. Non so a quale generazione appartengano questi giudici e non so se abbiano o meno studiato al classico. Se l’hanno fatto, forse si sono dimenticati cosa significhi.

INVITO TUTTI A LEGGERE QUESTO INTERESSANTE EDITORIALE DI GIOVANNI BELARDELLI PER IL CORRIERE.IT

[immagine da questo sito]

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 30 giugno 2014, in docenti, famiglia, giovani d'oggi, scuola, studenti con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. …I demand trial by combact…
    Da diplomata al classico posso dire che è vero quello che dicono i prof: non puoi andare male in matematica se vai bene in latino/greco e viceversa, dato che in entrambi è la logica ed il ragionamento a farla da padrone (oltre che la santa memoria)
    Inoltre ero una che nelle materie scientifiche, cresciuta a pane e Quark, andava anche meglio! Per non parlare dell’accanimemto filosofico della mia prof, che aveva fatto voto alla Madonna e promesso che io non avrei con lei mai preso più di 5 (zoccola). Ma era una questione tra me è lei, non ho mai chiesto vendetta ai miei genitori che mi davano anche il resto a casa dopo i colloqui!

    È inammissibile. Questo ragazzo era evidentemente una “capu di cernia”, e i suoi genitori non gli stanno insegnando altro che “l’itaglianesimo” più abietto.
    Purtroppo su tipi del genere non c’è nemmeno da aspettarsi che gli venga reso pan per focaccia all’università, deduco che sto tizio andrà avanti a suon di processi e raccomandazioni fino alla pensione.
    Spero solo che nessuno che conosco se lo ritrovi tra i piedi.

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  2. Io non ho mai capito il senso delle media scolastica. Nella vita reale ho interessi comuni e diversi dagli altri esseri umani. A scuola se non si ‘ingrana’ MAI, ripeto mai, in una disciplina perchè non fermarsi e potenziare il resto ? Non ci sono portato, amen. Sarò a vita un 5, ad esempio, in una lingua straniera o in chimica oppure in storia dell’arte. Mah !
    >Insomma, non esiste solo il liceo, tanto meno esiste solo quello classico che rimane la
    >scuola superiore più difficile che esista.
    Io ho studiato al liceo sociopedagogico, avevo 36 ore settimanali di lezione con materie come matematica, latino, scienze, chimica e fisica con i programmi presi dal liceo classico e scientifico. Inoltre avevo storia dell’arte e lingua straniera per tutti e cinque gli anni di corso ed in più pedagogia, didattica e due tirocini formativi all’asilo e alle elementari. Oltre a tutto questo c’erano anche i compiti e lo studio domestico… Liceo classico scuola superiore più difficile che esista… non esageriamo 😛

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