PROF SEQUESTRA CELLULARE AD ALUNNO: ACCUSATO DI FURTO

cellulare_scuolaL’utilizzo del cellulare a scuola è vietato durante l’intera durata delle lezioni (quindi anche durante l’intervallo e i cambi d’ora). Lo dice una nota ministeriale che generalmente viene inserita nel regolamento dei vari istituti. La trasgressione può portare anche a sanzioni disciplinari nel caso il telefonino venga utilizzato durante i compiti in classe. Inoltre è prevista una sanzione pecuniaria, fino a 5000 euro, quando vengono scattate, all’interno dell’edificio scolastico, delle fotografie con il cellulare senza aver ottenuto il permesso della persona interessata.

Fin qui la norma. Ma cosa deve/ può fare il docente nel caso in cui trovi un allievo che usa il cellulare durante le lezioni? I comportamenti da tenere in genere vengono descritti dal regolamento d’istituto. Normalmente si procede in questo modo: si sequestra il telefonino (avendo cura di togliere la batteria per renderlo inutilizzabile), lo si “impacchetta” siglando i risvolti e segnando nome e cognome dell’allievo, la classe, la data e il nome dell’insegnante che ha colto in flagrante il malcapitato. Il “pacchetto” va poi consegnato in presidenza che avvertirà la famiglia dell’accaduto (meglio, comunque, scrivere una nota sul libretto in modo da rendere edotti i genitori fin da subito) e la inviterà a ritirare l’oggetto.

Fatta questa premessa (per i non addetti ai lavori), la notizia che riporto ha dell’incredibile.

Siamo a Forlì, in una scuola media. Un docente sorprende un alunno che sta usando il cellulare e guarda foto hard. Glielo ritira e agisce come da prassi descritta sopra.

La madre del ragazzino, anziché profondersi in scuse come sarebbe stato auspicabile, si presenta a scuola, non solo per ritirare il telefonino, accompagnata da un avvocato e denuncia il docente per furto.

Alle rimostranze dell’insegnante, che sottolinea anche il “materiale non scolastico” che il figlio stava “esaminando” sul telefonino, la donna replica che in fondo quelle foto non erano così disdicevoli in quanto la donna indossava pure il perizoma. 😯

Credo che questa notizia non abbia bisogno di commenti. Piuttosto mi pongo una domanda: dove andremo a finire? Ha ragione, forse, Renzi, quando sostiene che noi insegnanti siamo eroi … non tutti ma molti.

Io non ho tanta voglia di scherzare su questo argomento. Consiglio, comunque, la lettura di un divertente post firmato da Reginaldo Palermo per La tecnica della Scuola.

Vi riporto solo il catenaccio:

Qualche suggerimento: modificare i regolamenti di istituto e liberalizzare tutto. Il cellulare potrà essere tranquillamente usato, ma non come corpo contundente (se si dovesse rompere la famiglia potrebbe chiedere i danni). Se uno studente lo usa per guardarsi un video hard, collegatelo subito alla LIM, proiettate il filmato e fatevi 4 risate liberatorie tutti insieme.

[LINK della fonte; immagine da questo sito]

Advertisements

Informazioni su marisamoles

Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 20 maggio 2014, in docenti, famiglia, scuola, studenti con tag , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 8 commenti.

  1. Non ho parole… ora capisco perché gli insegnanti di mia figlia mi adoravano, ero io a pregarli di rimproverarla (per esempio, è una ritardataria cronica), loro a giustificarla che poverina era stanca e non so cos’altro e io “No, entrare tardi è una mancanza di rispetto, anche nei vostri confronti che state spiegando e venite interrotti, la porta che si apre, tutti voltati verso la persona che sta entrando…” e loro ancora “Ma no, nessun disturbo, è tanto educata, entra piano piano e si mette in fondo senza disturbare…”.

    Più volte mi hanno detto che come genitore sono un’eccezione: mi raccontano di una madre sbatté la pagella in faccia alla maestra perché aveva messo “solo” sei al suo pargolo (che in realtà avrebbe meritato zero spaccato…), e di un padre che aveva giurato di picchiarla… e stiamo parlando di un’insegnante eccezionale, una chiocchia per i suoi alunni!

    Mi piace

    • Io sui ritardi, invece, non transigo. Da noi vale la regola che i piccoli ritardi (5-10 minuti al massimo) non debbano essere giustificati ma dopo cinque “trasgressioni” viene segnalata alla famiglia, tramite libretto personale, l’insana abitudine e ciò influisce sul voto di condotta.

      Ritengo, inoltre, che essere dei bravi genitori non dovrebbe costituire un merito, dovrebbe essere semplicmente la norma. Ma evidentemente la realtà non è poi così “normale”. 😦

      Mi piace

  2. Difficile poi meravigliarsi del comportamento di certi ragazzi…
    Enrico

    Mi piace

    • Infatti, io non mi meraviglio. C’è da dire, anche, che l’arroganza di certi trentenni dipende proprio da questo lassismo delle generazioni di mezzo. Ho visto l’altro giorno un trentenne insultare un benzinaio solo perché il ragazzo correttamente aveva fatto notare che mentre si fa il rifornimento al self service è vietato l’uso del cellulare. Il tipo che stava telefonando, non solo non ha smesso ma, al secondo richiamo dell’addetto alle pompe, ha esclamato: “Fatti i ca**i tuoi, il telefono è mio e faccio quello che voglio”. 😦

      Mi sa che andando avanti sarà sempre peggio. Questo è uno dei motivi per cui mi sento male al solo pensiero di andare in pensione a 67 anni.

      Mi piace

      • Mah, secondo me ogni generazione ha i suoi difetti. Sicuramente i giovani tendono ad essere più sguaiati ma ci sono anche persone più mature che si comportano in modo poco educato usando magari l’età come scusa.
        Noi non dobbiamo stancarci di pretendere un comportamento adeguato. Penso che i genitori che fanno di queste scenate siano semplicemente irritati perchè qualcuno sta cercando di (e magari riuscendo a) arginare il loro figlio, impresa che loro hanno forse abbandonato…
        Enrico

        Mi piace

      • Enrico, i maleducati sono sempre esistiti ma in genere una cattiva educazione era sinonimo di ignoranza, di mancanza di cultura e di studio. Ma a me sembra che ora ci siano fior di laureati maleducati.
        I genitori spesso abdicano dal proprio ruolo e delegano l’educazione dei figli ad altri. Però quando si tratta di subire un torto, a loro modo di vedere, sono ben pronti a indossare i panni scomodi, rivendicando il loro ruolo.

        Mi piace

      • Sì, è vero, adesso è un fenomeno più trasversale.
        Quanto ai genitori, è vero che spesso tendono ad correre in aiuto dei figli quando basterebbe un bel “così la prossima volta impari” per poi magari non accorgersi neanche di quelle situazioni in cui il loro supporto è veramente necessario per i figli…

        Liked by 1 persona

  1. Pingback: UN PRESIDE: IL CELLULARE A SCUOLA? NON DEVE NEMMENO ENTRARE | laprofonline

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: