LA SCUOLA CONTA MENO DELLE IMPRESE

Riporto di seguito una lettera inviata al quotidiano Il Manifesto da una docente del Liceo Pasteur di Roma. L’oggetto è il DEF con cui il governo ha annunciato il saldo parziale dei debiti dello Stato nei confronti delle imprese.
Nella lettera la collega osserva che la scuola conta meno delle imprese. Certamente, perché le imprese contribuiscono a far girare l’economia e ad aumentare il PIL. Se chiudono, la depressione economica che ci ha ridotto quasi sul lastrico negli ultimi anni non avrà mai la possibilità di rientrare.

Le scuole, invece, non chiudono. Rimangono aperte grazie alla buona volontà (e il volontariato) del personale docente e ATA che le fa funzionare, nel miglior modo possibile.

Cosa può mai contare la scuola in questo panorama? Dispensiamo solo cultura e sforniamo gli operai, gli artigiani, i dirigenti, i politici, i professionisti, gli insegnanti di domani.

Domani è un altro giorno … forse lo Stato prima o poi ci penserà.

Nono­stante i tagli dra­co­niani, anche quest’anno le scuole ita­liane hanno rego­lar­mente fun­zio­nato e garan­tito la loro offerta for­ma­tiva a cen­ti­naia di migliaia di stu­denti. For­te­mente sot­to­di­men­sio­nato, il per­so­nale Ata ha lavo­rato a pieno ritmo e i docenti hanno svolto le loro fun­zioni stru­men­tali, di coor­di­na­mento, di recu­pero e di poten­zia­mento della didattica.

Oggi ci tro­viamo tut­ta­via in una situa­zione gra­vis­sima: il fondo d’istituto delle scuole ita­liane non ha la con­si­stenza eco­no­mica per coprire tutte le atti­vità di inten­si­fi­ca­zione, aggra­vio e straor­di­na­rio che il per­so­nale docente e non docente ha effet­tuato durante l’anno per garan­tire il rego­lare fun­zio­na­mento dei Piani dell’Offerta For­ma­tiva, pre­vi­sti dalla legge sull’autonomia. Poche migliaia di euro ero­gate come anticipo all’inizio dell’anno sco­la­stico dal mini­stero dell’Istruzione sono oggi l’unica con­si­stenza eco­no­mica di cui le scuole dispon­gono. In molte scuole la con­trat­ta­zione integra­tiva si sta chiu­dendo con una for­tis­sima ridu­zione dei com­pensi, assurti a cifre sim­boli­­che, in molte altre non si apre nep­pure. In molte scuole si sta attin­gendo al contri­buto volon­ta­rio delle fami­glie per pagare per­so­nale e docenti!

Dov’è finito il miliardo e tre­cento milioni di euro di cre­diti che le scuole vantano da anni nei con­fronti dell’amministrazione cen­trale? Quel cre­dito che alcune cir­co­lari ministeriali in pas­sato hanno ver­go­gno­sa­mente chie­sto alle scuole di inse­rire nell’«aggregato Z» del bilan­cio, così da ren­derlo ine­si­gi­bile?
Nel Docu­mento di Eco­no­mia e Finanza 2014 in discus­sione in par­la­mento nean­che una parola. E nes­sun depu­tato e sena­tore, impe­gnato in que­sto momento nella sua bat­ta­glia pro o con­tro il Def, ricorda che l’amministrazione cen­trale ha debiti non solo nei con­fronti delle imprese ma anche con tutte le scuole d’Italia, messe oggi in con­di­zione di non poter pagare i lavo­ra­tori. Com’è pos­si­bile che nono­stante gli otto miliardi di risparmi effet­tuati nel com­parto scuola solo con la legge 133/2008 (il 30% dei quali avrebbe dovuto essere rein­ve­stito nella scuola), il mancato rin­novo dei con­tratti degli inse­gnanti, il blocco degli scatti di anzia­nità, la pro­gres­siva ridu­zione dei fondi per il funzionamento della scuola e per le atti­vità di recu­pero e soste­gno, siamo oggi di fronte alla possibilità che il nostro sala­rio acces­so­rio, a fronte di un lavoro rego­lar­mente effettuato, non venga ero­gato? Il governo deve dirci se abbiamo lavo­rato pro bono. Deve dirlo a cen­ti­naia di migliaia di lavo­ra­tori. Deve avere il coraggio di dirci che, men­tre i poli­tici e i boiardi di Stato con­ti­nuano ad accu­mu­lare introiti e pen­sioni da favola, noi, docenti e non docenti delle scuole ita­liane, con uno sti­pen­dio medio di 1.200 euro al mese, abbiamo fatto, a nostra insa­puta, un volon­ta­riato coatto.
* docente Liceo Pasteur Roma

Annunci

Informazioni su marisamoles

Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 21 aprile 2014, in docenti, scuola con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: