CI RISIAMO: A SARZANA GENITORI AL LAVORO PER MANUTENZIONE SCUOLA

sarzana scuolaNell’ultimo week end i genitori della scuola dell’infanzia di Sarzanello hanno svolto un’attività di volontariato per la prima serie di interventi di pulizia e riordino degli spazi. Armati di pennello e attrezzi vari hanno provveduto alla tinteggiatura delle pareti, alla sostituzione di mensole, citofoni e interfono. Ma i lavori non sono stati ultimati: c’è ancora bisogno di completare gli interventi al piano superiore dell’edificio con l’acquisto di nuove tende ignifughe, l’installazione di una rete wi-fi e la sistemazione del vecchio ascensore interno.

Sabato insieme ai genitori volontari sono arrivati anche il sindaco Alessio Cavarra e l’assessore ai lavori pubblici Massimo Baudone che, come già avvenuto nella scuola di Santa Caterina, hanno offerto la loro collaborazione agli improvvisati operai-volontari.

«Il nostro progetto — spiegano i genitori-volontari — non è mirato solo alla riqualificazione degli spazi condivisi ma a creare un ambiente che risponda alle esigenze dei nostri bambini che a scuola trascorrono gran parte della propria giornata. Ci siamo messi in gioco come genitori, consapevoli che le risorse economiche a disposizione della scuola pubblica sono sempre molto poche e non sufficienti a dare risposte alle tante richieste che arrivano da insegnanti e genitori. Ognuno di noi ha fornito un valido e prezioso aiuto, offrendo le proprie capacità, abilità e aiuto nel reperire fondi per l’acquisto del materiale».

Lodevole intento, questo è fuori discussione. Ma io rinnovo la mia personale contrarietà a questo genere di iniziative, già esplicitata in un vecchio post in cui davo notizia di un analogo intervento di genitori-volontari che interessò allora due scuole per l’infanzia con sede a Corsico, in provincia di Milano.

Non posso fare altro che ribadire che deve essere lo Stato a provvedere a questo tipo di lavori. Laddove le istituzioni latitano, è necessario alzare la voce e pretendere gli aiuti necessari, altrimenti lo Stato si arrogherà il diritto di non intervenire “tanto ci pensano loro”. Insomma, il self made va bene a casa propria, anche per problemi di responsabilità. I volontari, infatti, non sono tutelati da alcuna assicurazione che è, invece, indispensabile in certi interventi di manutenzione. Insomma, qui non si tratta di mettere un chiodo alla parete, cosa che comunque potrebbe procurare degli inconvenienti a delle persone maldestre.

Se il programma, come chiariscono i genitori, è quello di trasformare la scuola di Sarzanello in un modello di qualità per i bambini da 3 a 6 anni, è il ministero che ci deve pensare.
Il neoministro Stefania Giannini ha previsto uno stanziamento di 150 milioni di euro per provvedere alle prime necessità. Ma per mettere a norma e rendere vivibili gli edifici scolastici italiani ci vorrebbero 4 miliardi. Solo per gli interventi urgenti in Friuli – Venezia Giulia, la mia regione che è pure autonoma ed elargisce somme consistenti per migliorare l’istruzione e tutti gli annessi e connessi (solo per fare un esempio, qui i libri in comodato sono una realtà da più di dieci anni, mentre a livello centrale se ne discute da mesi senza arrivare ad una soluzione), sarebbero necessari 200 milioni euro e posso garantire che la situazione dell’edilizia scolastica non è a livello massimo di degrado.

Una soluzione ci sarebbe, a mio modesto parere: cercare degli sponsor e trasformare le scuole in fondazioni, raccogliendo i fondi necessari per fare fronte alle esigenze dando in appalto i lavori a ditte specializzate. Una proposta avanzata dal P.d.dl. Aprea su emulazione di altre realtà europee, come ad esempio le Trust School del Regno Unito.

[fonte della notizia e immagine: lanazione.it]

Informazioni su marisamoles

Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 5 marzo 2014, in famiglia, MIUR, scuola con tag , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

  1. Non ho un’idea precisa in proposito, ma credo, a parte i problemi assicurativi, che i genitori facciano benissimo a riqualificare la scuola. E’ vero, spetterebbe ad altri, ma gli altri non lo fanno, noi soffriamo in una scuola fatiscente mentre loro pappano alla facciaccia nostra. Io vorrei vedere un popolo compatto che si rimbocca le maniche prima per fare, e poi per cacciare e, al posto dei cacciati, eventualmente, chi è disposto a fare.

    Mi piace

    • Vuoi sapere che cos’ha rovinato la scuola? La disponibilità dei docenti a fare sempre tutto e bene, a prescindere dai compensi. Per farti un esempio, ora i corsi di recupero per le insufficienze e per i debiti sono pagati come attività aggiuntive (50 euro lorde) e quindi considerate dal punto di vista professionale. Ma sai quante ore ho fatto in passato gratis perché i presidi pretendevano i recuperi del 5-10 minuti tolti dalle ore di 60′(non per nostra scelta ma per motivi organizzativi)? Ho perso il conto. Altro esempio, gli scioperi. Sono fatti per protestare ma alla fine si fa sempre tutto e comunque perché sappiamo già in partenza di non ottenere nulla. Così abbiamo abituato lo Stato a considerarci a suo completo servizio, a prescindere. Se ora ci si mettono i genitori siamo fritti. Lo Stato penserà che anche senza fondi a disposizione ci sarà sempre qualcuno disposto a rimboccarsi le maniche. Questo da parte mia è intollerabile.

      Quando affronto questo argomento si fa sentire il mio spirito di sindacalista mancata. 🙂

      Mi piace

  2. Pensa che sto mettendo mano alle notifiche passate e sono ripassata su quella di questo post, non ancora cancellato e sui cui non ricordavo di essere già intervenuta… praticamente, l’ho aperto con l’intenzione di scrivere esattamente le stesse cose che già avevo scritto. Tu hai ragione, ma rimango dell’opinione che sarebbe un autogol, e allora tanto vale la pena abbozzare su questa questione e concentrare gli sforzi su altre fattori che riguardano il benessere nostro e dei nostri figli (trasporto urbano, qualità della vita, dell’aria, del cibo, servizi ai cittadini, una casa per tutti, tutela dei cervelli più brillanti…).

    Fare gli intransigenti invece sul luogo dove i nostri figli vivono non mi sembra un’arma efficace…

    Mi piace

    • Proprio oggi pensavo di proporre al mio preside di aprire un fondo di solidarietà per aiutare gli studenti e magari per fare quei lavoretti di manutenzione che la Provincia (ente sotto cui siamo) non ha tempo/voglia/soldi per fare. Si potrebbe aprire alle donazioni (ultimamente proprio in una scuola friulana un imprenditore ha donato 1000 euro per acquistare dei materiali che la scuola non aveva la possibilità di comprare) e sono certa che di soldi ne raccoglieremmo abbastanza, evitando di arruolare i genitori in veste di imbianchini (cosa che comunque, almeno noi, non abbiamo mai fatto!).
      L’idea mi è venuta quando ho scoperto che, causa i tagli dei fondi concessi dal ministero, il compenso dei coordinatori di classe è sceso a 50 euro lordi (praticamente 25 euro) per tutto l’anno. Ti assicuro che sarei la prima a devolverli … è un insulto alla dignità del nostro lavoro.

      Mi piace

  1. Pingback: GENITORI-IMBIANCHINI A SCUOLA? NO, GRAZIE | laprofonline

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: