VIDEO-LEZIONI: INNOVAZIONE DIDATTICA O UN AIUTINO PER ALLIEVI DISTRATTI?

pisani goriziaArmando Pisani è un insegnante di Matematica e Fisica al liceo classico “Dante Alighieri” di Gorizia. Ha alle spalle attività di ricerca, con tanto di collaborazioni con l’università di Harvad, a cui ha rinunciato sacrificando il talento allo stipendio fisso, ma pare che la ricerca e la sperimentazione abbiano continuato ad appassionarlo.

Di lui si parla anche nell’ambito di convegni internazionali e viene additato come esempio virtuoso da uno dei più noti esperti mondiali della didattica “via computer”, il professor Donald Clark. Perché? Ha “inventato” una nuova metodologia didattica, con il supporto informatico, che spiega così: «Il sistema si compone di una parte software, di una parte hardware e di due telecamere per videoregistrare tutte le lezioni, oltre ad un notebook per gestire il tutto. Poi, nel pomeriggio, gli studenti possono accedere al sito che ho appositamente creato (www.opendante.com) e scaricare la lezione della mattina. Il software che utilizzo, OpenEya, è stato sviluppato dal Centro di Fisica Teorica di Trieste per le videoconferenze a distanza con gli scienziati dei Paesi più poveri e consente di far scorrere in sincronia sia la normale ripresa video-audio delle lezioni, sia dei fermo-immagine sia, ogni 15 secondi, mostrano una “zoomata” sulla lavagna. In questo modo, si può ripercorrere perfettamente l’avanzamento della spiegazione».

Fino a qui, onestamente, non ci trovo nulla di particolarmente innovativo. Non mi intendo di informatica, tuttavia da prof 2.0 credo che, disponendo degli strumenti opportuni, potrei riprendere anch’io le lezioni che tengo a scuola, anche se preferisco postare gli appunti ad integrazione degli argomenti trattati.
Ma se il professor Pisani è diventato una specie di star, evidentemente qualcosa di più innovativo ci deve essere, anche se non sono in grado di afferrarlo.

La cosa che più mi lascia perplessa è, tuttavia, la motivazione che ha indotto l’insegnante a provare questa strategia didattica: «L’idea – sottolinea Pisani – nasce da una constatazione abbastanza ovvia: a questa età, è di fatto impossibile per gli studenti mantenere un’adeguata concentrazione per cinque ore e perdere uno o più passaggi di una spiegazione di matematica o di fisica obbliga poi a sforzi enormi, una volta arrivati a casa, per ricostruire e studiare l’intera lezione.
Ecco perché ho pensato che dare loro l’opportunità di rivedere tutta la spiegazione offrendo un quadro complessivo potesse rappresentare un aiuto importante. E così è stato.»

Pare, inoltre, che questo metodo migliori il profitto degli studenti: «Ho chiesto di specificare per ogni compito se lo studente si è preparato usufruendo anche del supporto on line e su 70 sessioni di verifiche chi ha sfruttato il sito ha mediamente preso un voto e mezzo in più

Ora, io posso anche capire che seguire una lezione sia particolarmente stancante, specie durante le ultime ore della mattinata o addirittura nel pomeriggio. Però il minimo che si possa chiedere a dei ragazzi di 16-18 anni e più è di fare attenzione, prendere appunti ed esercitarsi a casa svolgendo le attività assegnate. A me sembra che il pur lodevole intento del collega Pisani contribuisca ad aumentare la pigrizia, la svogliatezza e la distrazione dei ragazzi in classe, tanto poi hanno la “pappa pronta” da gustare in tutta tranquillità a casa propria, nei tempi che ritengono maggiormente opportuni. Senza contare che i giovani d’oggi stanno incollati davanti al monitor del pc, al tablet e allo smartphone già tantissime ore al giorno, non mi pare sia così indispensabile contribuire ad aumentare ulteriormente l’utilizzo degli strumenti informatici.

L’unico vantaggio che riesco a intravedere in questa sperimentazione didattica (che continuo a non concepire particolarmente innovativa, se non forse per i supporti di cui si serve) è una maggiore tranquillità degli studenti che, di fronte alle riprese delle telecamere, possono sentirsi intimiditi e quindi se ne stanno zitti. Il che non significa per altro più attenti, come invece ritiene il professore: «La presenza delle telecamere sembra stimolarli a prestare maggiore attenzione durante le lezioni: non si sente più volare una mosca e nessuno chiede più di andare in bagno. Evidentemente. questo sistema cura anche l’incontinenza…».

Ecco, forse quest’ultimo è effettivamente il maggiore vantaggio.

[fonte: Messaggero Veneto; immagine tratta dal sito linkato]

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Pubblicato il 6 febbraio 2014, in docenti, giovani d'oggi, scuola, studenti, web con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 10 commenti.

  1. laurazaccaro2013

    La motivazione magari non è delle migliori.. però a me non dispiacerebbe avere le lezioni dei miei prof. sempre a disposizione.. perdere un passaggio può capitare a tutti! 🙂

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    • Sì, certo può capitare. Però io limiterei le video-lezioni ad argomenti di una certa complessità, oppure le metterei a disposizione degli assenti.
      Con la LIM i miei allievi di quinta salvano nei file tutto ciò che noi docenti scriviamo alla lavagna. Questa è tecnologia e non è solo per i pigri. 😉

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      • laurazaccaro2013

        Eheheh.. il problema è che nella mia scuola, per esempio, c’è una sola LIM e nemmeno perfettamente funzionante! La utilizziamo comunque.. ed è anche utile.. ma sarebbe impensabile impostarci tutte le lezioni.. considerando che siamo 12 classi! 😀 In sintesi stiamo dicendo che la tecnologia va bene.. ma non troppa! 😀

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      • In quinta c’è la LIM perché fa parte di una sperimentazione. Ce ne sono in tutto una decina, credo, ma le classi nel mio liceo sono 49, quindi, è difficile che tutti possano sfruttare la didattica con la LIM. Io pensavo che potesse servire solo come videoproiettore e invece sto realizzando che è davvero comodissima. Per esempio, se decido di spiegare un testo che non c’è nel libro, con la chiavetta o una semplice ricerca su Google, si risolve il problema. Oggi uno mi ha chiesto l’origine di un detto: ho aperto il mio blog principale e oplà, trovata la spiegazione. Senza contare che un giorno, prima delle vacanze, mi ero dimenticata di preparare le tracce per un compito di recupero. Niente paura: accesa la LIM, inserita la chiavetta, recuperate delle tracce, inventandone alcune sul momento, ed ecco che avevano il loro bel compito pronto sulla lavagna multimediale.
        Non ci credevo ma devo ammetterne l’utilità. 🙂

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  2. La penso come Laura, anche a me sarebbe piaciuto. Ai miei tempi le lezioni di qualche insegnante le registravo e riascoltandole mi accorgevo, nonostante la mia grande attenzione, di passaggi saltati, che mi faceva piacere poter recuperare.

    Per me, pollice in alto per il professore!

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    • Io ho sempre avuto una vera passione per gli appunti, dal liceo in poi. Mai fallito un’interrogazione o un compito studiando dagli appunti presi a lezione.
      All’università decine di studenti studiavano e prendevano ottimi voti con i miei appunti. Questa è soddisfazione … in barba alle video-lezioni e anche alla LIM. 🙂

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      • Diciamo che gli appunti sono più rapidi da consultare, ma io sono una che quando il docente parla s’incanta ad ascoltarlo, e se scrivo non sento. Per me prendere appunti è una violenza, quando uno parla io ascolto, non scrivo! Certo è proprio vero, ognuno ha il suo metodo… 😉

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      • Io, al contrario, se non prendo appunti non mi concentro. Ai collegi docenti tutti mi prendono in giro perché annoto tutto (persino c’è stato un tentativo di corrompermi affinché scrivessi il verbale, compito che spetta ai collaboratori del dirigente) ma io spiego che, se non lo facessi, all’ora in cui ci riuniamo (alle 14.30 o 15), mi farei delle dormite … 🙂

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      • Io, se pure prendo appunti, non li rileggo… tanto vale la pena ascoltare! Peraltro, pur essendo io multitasking, ascoltare e scrivere sono due cose che proprio insieme non riesco a fare, o l’una o l’altra!

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      • Come si diceva prima, ognuno ha il suo metodo …

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