LO SPORTELLO D’ASCOLTO: COME FUNZIONA NELLE SCUOLE ITALIANE?

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Con questo articolo inizia ufficialmente la mia collaborazione con il Corriere.it, per la precisione con il blog “Scuola di Vita”.
La proposta, che ho accolto con l’entusiasmo di una principiante (eppure da più di cinque anni sono on line!), è arrivata in modo del tutto inaspettato grazie ad un commento lasciato ad un articolo qualche tempo fa (ne ho parlato QUI). Allora la giornalista Carlotta De Leo mi aveva contattata per informarmi che quel commento, molto apprezzato, sarebbe diventato un articolo. In seguito è arrivata la proposta di collaborazione …
Una nuova avventura che spero mi procuri soddisfazioni e serva anche a promuovere nuovi stimoli alla mia professione.

Riporto la parte iniziale dell’articolo, invitandovi a continuare la lettura sul Corriere. L’argomento è interessante per tutti, docenti, genitori e studenti. Se ne parla poco e la maggior parte della gente non sa che cosa sia uno sportello d’ascolto nelle scuole.

Il suo vero nome è C.I.C. (Centro di Informazione e Consulenza) ed è stato istituito dalla Legge n° 162 del 26 giugno 1990.
In teoria dovrebbe funzionare in tutte le scuole e comunemente è chiamato «sportello d’ascolto».
In pratica … non si sa se e come funzioni.

Che cosa fornisce questo servizio? Solitamente si tratta di attività di prevenzione, informazione, sostegno e consulenza, rivolte a tutte le componenti scolastiche. Vale a dire che allo sportello d’ascolto si possono rivolgere gli studenti, i genitori e i pure docenti, anche se questi ultimi molto di rado usufruiscono del servizio.

Presunzione? Vergogna? Discrezione? Non si sa. È un peccato, perché i docenti italiani sono molto lontani dai colleghi sparsi nel mondo, soprattutto in quello anglosassone.

La presenza del counselor, infatti, è una realtà in molte scuole straniere oltre che nella maggior parte delle aziende. In queste ultime il counseling sta muovendo i primi passi anche in Italia. Certo, stiamo parlando di una prestazione professionale che conta sulla disponibilità di persone che possiedono competenze certificate, in grado di venire incontro alle diverse problematiche dei dipendenti.

Nella scuola, a parte casi isolati, questa pratica non è presente. Il motivo principale è che … non ci sono i soldi. Però, laddove lo sportello d’ascolto funziona, si può offrire un servizio di qualità con costi molto limitati.

La scuola italiana è a corto di fondi, lo sappiamo bene. Ma questo problema si può facilmente risolvere con un po’ di buona volontà e spesso di … volontariato.

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[logo “Scuola di Vita” © Corriere.it]

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 3 febbraio 2014, in docenti, famiglia, scuola, studenti con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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