MAMMA DENUNCIA IL FIGLIO TREDICENNE PER ATTI DI VANDALISMO A SCUOLA

auto poliziaCapita spesso, anche troppo, di sentire genitori che denunciano gli insegnanti dei figli e fanno ricorsi al TAR per le bocciature, molte volte più che meritate. La tendenza che hanno molti genitori d’oggi a difendere i figli a spada tratta, soprattutto per ciò che riguarda la scuola, ha portato l’opinione pubblica ad etichettarli come “sindacalisti dei figli”.
Ma questo comportamento fortunatamente non è una regola.

C’è una mamma di Palermo che ha sempre cercato di educare il figlio in modo che si tenga fuori dai guai. L’educazione alla legalità in certi luoghi ad alto indice di criminalità è indispensabile. Ma a volte, come spesso ripeto, non è l’educazione impartita in famiglia che conta, quanto le amicizie. E non sempre una mamma, anche la migliore del mondo, può far in modo che il figlio non frequenti cattive compagnie.

Questo ragazzo tredicenne si è reso protagonista, assieme ai suoi amici, di atti di vandalismo ai danni della scuola elementare «Girgenti» di via Grotte a Bagheria, a pochi chilometri da Palermo. Probabilmente ad una mamma poco attenta questa cosa sarebbe passata inosservata. Ma la signora ha notato che il figlio usava dei colori e altro materiale scolastico che non aveva comperato al figlio, quindi si è insospettita e gli ha fatto confessare il misfatto.
Il materiale, infatti, era il “bottino” del raid fatto nella scuola di Bagheria.

Qual è la reazione di questa mamma? Una lavata di capo? Una punizione esemplare del tipo “non esci per un mese” oppure “niente tv e pc”? Nossignori. La signora ha trascinato il figlio in commissariato e l’ha denunciato alle forze dell’ordine. Grazie a lei, la polizia è sulle tracce dei complici del tredicenne che, per la giovane età, non è punibile. Ma si può star sicuri che la lezione gli servirà per il futuro.

Ce ne fossero madri così!

[fonte: Il Corriere]

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 5 ottobre 2013, in famiglia, giovani d'oggi, scuola con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Se la Lobot si fosse comportata così oggi Attila sarebbe un uomo. Non che fosse un bullo, per carità, ma è stato cresciuto da una madre che non gli ha mai fatto assumere nessuna responsabilità, neanche quando lui avrebbe voluto.

    Io l’ho conosciuta una madre così, il figlio adolescente aveva rubato – insieme a degli “amici” – dei gettoni dalla cassa delle giostre, e la madre l’ha preso per le orecchie e l’ha riportato a restituirli.

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    • Anch’io ho costretto mio figlio a riportare un pupazzetto che aveva rubato in cartoleria mentre ero alla cassa. Avrà avuto sei o sette anni e l’ho fatto vergognare un bel po’, semplicemente costringendolo a scusarsi con la cassiera e a promettere solennemente di non provarci mai più. Però è anche vero che il caso di cui stiamo parlando è molto più grave e che la zona interessata è ad alto rischio di criminalità. Per questo penso che lì una madre debba avere sei occhi, nemmeno quattro basterebbero. E non sarebbe neanche una garanzia che tutto fili liscio in seguito.

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  2. Di genitori così ce ne vorrebbero di più!

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