CASSAZIONE: SCUOLA RESPONSABILE ANCHE SE GLI STUDENTI SONO MAGGIORENNI

leggeLa responsabilità della scuola non viene meno quando un allievo diventa maggiorenne. Questo, in sintesi, il parere della Corte di Cassazione che recentemente ha dato ragione ad una studentessa cui un compagno aveva procurato gravi lesioni durante l’orario scolastico.

L’allieva di un Istituto d’Arte, in occasione di una recita scolastica, aveva riportato gravi ustioni poiché un compagno aveva appiccato il fuoco sulle ali del costume indossato dalla vicina ed il propagarsi delle fiamme aveva raggiunto anche la danneggiata, che indossava lo stesso costume.

La ragazza aveva, quindi, chiesto la condanna in solido sia del compagno, già maggiorenne, sia del Ministero dell’Istruzione. Quest’ultimo, però, aveva respinto le accuse proprio invocando la maggiore età del danneggiante, ritenendo che, in questo caso, erano attenuati i doveri di vigilanza degli insegnanti sugli alunni.
In primo grado vengono accolte le giustificazioni addotte dal MIUR ma la Corte d’Appello dà ragione alla studentessa. L’ultima parola spetta, dunque, alla Cassazione.

Con la sentenza 15.05.2013 n° 11751 della Cassazione civile, sezione III, l’atto di bullismo, anche se compiuto da uno studente maggiorenne (quindi responsabile delle sue azioni), viene condannato. Secondo la Suprema Corte, infatti, all’atto dell’iscrizione viene stretto, fra l’istituto e la famiglia (dopo la maggiore età, l’allievo stesso), un patto di corresponsabilità secondo il quale ai docenti, accanto all’obbligo principale di istruire ed educare, spetta anche quello accessorio di proteggere e vigilare sull’incolumità fisica e sulla sicurezza degli allievi. Quest’obbligo, riconosciuto dal contratto di lavoro, non viene meno, secondo i giudici, al compimento della maggiore età degli studenti. Per questo la sentenza, ha stabilito che la scuola non abbia adottato tutti i provvedimenti informativi, organizzativi, anche di emergenza, e prescrittivi, anche disciplinari, ed impartito le relative informazioni sia ai partecipanti alla recita, sia agli spettatori di essa, atti a garantire la sicurezza della scuola, anche nello svolgimento delle attività ricreative (art. 3 D.P.R. 31 maggio 1974 n. 417, di cui è destinatario il personale direttivo) al fine di impedire l’evento verificatosi, non imprevedibile stante la pericolosità del costume elevatamente infiammabile indossato da alcuni allievi partecipanti alla recita (approvata dal collegio dei docenti), ovvero ad impedirne tempestivamente le disastrose conseguenze, vieppiù se taluni che lo indossavano si erano allontanati dall’aula magna in cui vi erano tutti, ed hanno statuito la conseguente superfluità dell’indagine sulla responsabilità extracontrattuale, astrattamente concorrente.

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 23 settembre 2013, in docenti, scuola, studenti con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. A me pare una sentenza giusta. Ogni tanto ci azzeccano.

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    • Concordo. Certo, non si può controllare tutto ma penso che ci sia un po’ troppa superficialità in certe situazioni. E pensa se succedesse una cosa simile, magari accidentale e non una bravata del solito bullo, in una scuola materna in occasione di una recita.

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