A SCUOLA CON LE APP

tablet a scuola2Mentre l’adozione dei libri completamente digitali è slittata di un anno (ma probabilmente di tempo ne passerà ancora molto prima di rendere effettivo il decreto firmato dall’ex ministro Profumo), gli studenti italiani non si perdono d’animo e si affidano alle App per i loro smartphone e tablet.

Con l’avvio del corrente anno scolastico, infatti, assistiamo ad un boom delle educational app: più di 73mila le registrazioni, numerose le offerte in un pacchetto che abbina gli universali Google Translator e Dropbox ad app specializzate come Homework (“compiti a casa”) e Ted Talks. Un po’ come avere un manuale scolastico multidisciplinare sempre a portata di mano.

Homework, ad esempio, permette di registrare, giorno per giorno, le scadenze degli impegni tra i banchi del liceo o dell’università, mentre il calendario settimanale aggiorna gli orari. Attraverso delle liste predisposte dall’utente è possibile verificare lo svolgimento di compiti e incarichi, con tanto di alert fisso su ritardi e imprecisioni.

E poi gli appunti a misura di tablet. Con il dito si può scrivere di tutto, utilizzando applicazioni di videoscrittura con tanto di correzione automatica. Writer, SimpleNote, Notability ed Evernote sostituiscono i quadernoni ad anelli rendendo decisamente obsoleti gli ormai vetusti quablock. La penna e la matita possono dormire sonni tranquilli senza timore d’essere disturbate una volta trovato posto nell’astuccio portapenne. E lo zaino si fa leggero.
Nemmeno i grafici e le mappe concettuali hanno più bisogno di penne e righelli o carta millimetrata: ora ci sono Idea Sketch e Imind Map. E la vita degli studenti si fa più semplice.

Lo studio matto e disperatissimo di leopardiana memoria fa sorridere i nostri studenti. Studiare, memorizzare, scrivere e disegnare non costa più fatica e può addirittura essere divertente.

Insomma, generazioni di studenti si sono lamentate perché la scuola è noiosa. D’ora in poi non ne avranno più motivo. Ma impareranno davvero qualcosa?

[fonte: Il Sole 24 Ore; immagine da questo sito]

Informazioni su marisamoles

Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 14 settembre 2013, in libri, nuove tecnologie, scuola, studenti con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Ora per andare a scuola bisogna prima imparare a usare gli strumenti che dovrebbero servire per rendere più facile imparare qualcos’altro… 😯

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  2. Sono una che usa parecchio la tecnologia, ma sulla scuola sono abbastanza “nostalgica” ancora. O meglio, credo che non abbiamo ancora metabolizzato bene le innovazioni per cui non possiamo ancora capire cosa, come, quando e quanto usare. Inoltre: i prof sono preparati a questi nuovi strumenti? Ai miei tempi i PC erano distanti doni dal comune sentire dei prof… E oggi?

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    • E’ questo il punto, cara Cle: i docenti hanno bisogno di formazione, perché non è obbligatorio saper usare tutte le nuove tecnologie (i computer credo siano ormai alla portata di quasi tutti i docenti, anche perché siamo costretti a inserire i voti via web …). Ad esempio, sono mesi che penso di comprare un tablet ma poi, una volta acquisite tutte le informazioni sull’uso, mi scoraggio perché mi sembra tutto così difficile. Ad ogni modo, imparare si può ma il problema è anche un altro: una volta che saranno adottati i manuali esclusivamente nella versione digitale, chi ci fornirà i tablet? Non siamo mica obbligati ad averne uno.
      Credo che la strada sarà lunga per i docenti ma i ragazzi, per quel che possono valere le apps citate nel post, sono già pratici di nuove tecnologie.

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