NIENTE PIÙ MAMMA E PAPÀ A SCUOLA. SARANNO GENITORE 1 E 2

bambini coppie gay
Dopo l’abolizione della festa del Papà in una scuola materna di Roma, per non offendere la suscettibilità di un bambino con due mamme, ora a Venezia sui moduli di iscrizione agli asili nido e alle scuole dell’infanzia saranno specificati i nomi del genitore 1 e 2. Niente più mamma e papà.

La delegata del sindaco ai Diritti Civili e alla Politiche contro le discriminazioni, la consigliera comunale Camilla Seibezzi, ha illustrato ieri il suo programma, fresca di nomina. Anche nei bandi per l’assegnazione delle case popolari di Venezia sarà presto specificato che possono partecipare anche coppie non eterosessuali.

In realtà al Comune di Venezia da oltre un decennio non si fa distinzioni tra coppie eterosessuali o omosessuali nell’assegnazione degli alloggi popolari, usando un concetto ampio di «famiglia». E già quest’anno sui moduli di iscrizione scolastici, se gli uffici non avessero ritardato gli atti finali, sarebbero dovute sparire le parole «madre» e «padre» su indicazione dell’ex assessore alla Cittadinanza delle donne, Tiziana Agostini.

La proposta ha colto di sorpresa il primo cittadino Giorgio Orsoni osserva: «Non ne sapevo nulla. I delegati prima di lanciare qualche iniziativa ne devono parlare con me». Il sindaco però difende la delegata: «Lo abbiamo fatto per la tutela dei diritti. Nelle politiche del nostro Comune c’è una particolare attenzione ai diritti di tutti». Mentre Simone Venturini, capogruppo dell’Udc in Consiglio comunale, non nasconde la propria contrarietà, l’iniziativa è appoggiata dall’assessore alle Politiche Giovanili Gianfranco Bettin. «Sono pienamente d’accordo —dice— nei moduli della scuola dell’infanzia la qualifica di genitore è più che esaustiva per specificare questo tipo di rapporto ».

Personalmente ritengo che iniziative di questo tipo debbano essere comuni e condivise e che il Ministero dell’Istruzione sia l’unico deputato a dare indicazioni in tal senso.
Infine penso che mamma e papà non abbiano tanta voglia di sentirsi dei numeri e poi chi sarebbe l’1 e chi il 2, in una coppia eterosessuale?

[fonte: Il Corriere del Veneto; immagine da questo sito]

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 30 agosto 2013, in bambini, famiglia, iscrizioni scolastiche, scuola con tag , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 9 commenti.

  1. E dire che sono pure pagati per avere certe pensate!
    La discriminazione non c’entra nulla, è semplice biologia, per far nascere un bambino servono un maschio e una femmina…se poi qualcuno vuole farsi chiamare mammo sono affari suoi, ma per favore diamo alla natura ciò che è suo!

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    • Forse sarebbe meno discriminante per le coppie eterosessuali la doppia dicitura: mamma/genitore 1 e papà/genitore 2, e chiedere di tagliare quella che non interessa. Ma in questo modo non si capirebbe se si tratta di due papà o di due mamme.
      Il mondo cambia, cara Monica. Io evito di dare una valutazione (in meglio o in peggio), l’unica certezza è che ogni cambiamento sconvolge gli equilibri e crea delle discrepanze a livello sociale. Dovremo abituarci ma, come ho scritto, ci deve essere una linea comune.

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  2. A me hanno rotto queste minoranze che non vogliono semplicemente essere rispettate, cosa che sarebbe sacrosanto, ma devono allineare gli altri. Non scendo nello specifico per mancanza di tempo, comunque in linea di massima la penso come Monique. Poi, per la festa della Mamma e del Papà a scuola ho altre riserve, sono una sofferenza per chi la mamma e/o il papà non ce l’ha, e questo gli insegnanti dovrebbero valutarlo e comportarsi di conseguenza.

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    • Cara Diemme,

      non posso far altro che rimandarti alla replica fatta a Monique. Ribadisco: è necessaria una linea comune.
      Quanto alla festa della mamma o del papà, concordo con te. Ricordo l’imbarazzo nello spiegare Le ultime lettere di Jacopo Ortis, parlando del suicidio del protagonista, nella classe in cui la mamma di un allievo si era suicidata pochi mesi prima. Sono questioni delicate ma non sempre i docenti sanno affrontarle. Dipende dalla sensibilità del singolo. Parlo, ovviamente, delle feste e dei bambini piccoli, perché credo che un ragazzo di 18 anni possa capire che un docente non può fare a meno di svolgere il programma.

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  3. Segnalo questo articolo del Corriere che suscita, a dir poco, perplessità.
    In sintesi: un pastore anglicano, impegnato nella lotta contro l’omofobia, ha esposto davanti alla chiesa un cartello che recita, più o meno: “Gesù aveva due papà ed è cresciuto benissimo”.

    Non ho parole …

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  4. Roba dell’altro mondo! Ma ormai ci stiamo abituando a tutto… e poi noi, come educatori, spesso non possiamo esprimere liberamente le nostre idee, altrimenti ci dicono che facciamo politica in classe. Io ho sempre saputo che la natura ha fatto in modo che un figlio nascesse da un maschio e una femmina, quindi gli unici genitori possono essere solo i componenti di una coppia normale, cioè eterosessuale. Ma oggi, dopo che la sinistra ha fallito nella sua rivoluzione, cerca di farcene sorbire un’altra, quella dei diritti civili, e fa in modo che chi non è allineato con le loro idee sia esposto al pubblico disprezzo e tacciato di razzismo, di fascismo, di ottusità mentale e chi più ne ha più ne metta. Tentano perfino di imporre per legge, sotto la minaccia del processo e del carcere, l’arroganza dei gay, togliendo agli altri persino la libertà di opinione. E pensare che per tanti anni hanno osannato quella Costituzione di cui la libertà di opinione è uno dei fondamenti.

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  1. Pingback: IL NUOVO CONCETTO DI ÈGALITÈ MADE IN FRANCE: JEAN HA DUE MAMME | Marisa Moles's Weblog

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