OFFERTE SPECIALI … ALL’UNIVERSITÀ

universitaIn tempi di crisi, si sa, ogni offerta è buona. Si approfitta dei saldi per togliersi uno sfizio e al supermercato il 3×2 è ormai una prassi. Ma che dire dei saldi all’università?

L’iniziativa più degna di nota proviene dall’università di Camerino. Il rettore, Flavio Corradini, consapevole della crisi che ha investito molte famiglie (le aziende chiudono una dopo l’altra creando disoccupazione quasi in ogni nucleo familiare) ha lanciato un’offerta per i giovani che vorrebbero continuare gli studi dopo il diploma ma non possono farlo perché uno dei genitori, nei casi più gravi entrambi, ha perso il lavoro: un anno di università completamente gratis.
Una proposta votata all’unanimità dal Senato accademico e dal Consiglio di amministrazione.

I «figli della crisi» – come li chiama Corradini – «quelli che vivono nel territorio e hanno uno o entrambi i genitori disoccupati, in mobilità o in cassa integrazione non pagheranno le tasse» del primo anno. I soldi, chiarisce il rettore, «ce li mette l’ateneo di Camerino. Ma ben vengano anche le donazioni degli imprenditori».

Segue a ruota il rettore dell’università di Foggia, Giuliano Volpe, che spiega: «È il nostro modo per dare una risposta istituzionale a una situazione di oggettiva difficoltà economica e sociale». E chiarisce che l’esenzione totale per un anno non è riservata alle sole matricole ma a tutti i ragazzi che si trovano in difficoltà e che già stanno frequentando un corso di laurea.

Naturalmente la buona volontà dei singoli non basta ed entrambi i rettori fanno appello al governo. Nel cosiddetto «decreto del fare», sono state messe a disposizione, per il prossimo anno accademico, 30 mila borse di studio di circa 5.000 euro per gli studenti italiani meritevoli, per favorirne la mobilità negli atenei lontani da casa. È già qualcosa ma evidentemente non non basta.

Altre “offerte speciali” si possono trovare cliccando QUI. Fra le varie iniziative, ci sono sconti per chi si è diplomato con 100 o ha un fratello iscritto nello stesso ateneo (Roma, La Sapienza) oppure laurea magistrale gratis per chi si è laureato con 110 e lode e ha deciso di proseguire gli studi nella stessa università (Roma 3).

Insomma, in tempi di crisi le università low cost mi sembrano una bella iniziativa. Secondo me, però, la possibilità di trasformare gli atenei in fondazioni, proposta dall’ex ministro Gelmini e subito bocciata e considerata scandalosa dall’opinione pubblica, a me sembrava in linea con i tempi. Fosse per me, aprirei agli sponsor l’istruzione di ogni ordine e grado perché è ormai chiaro: dallo Stato non dobbiamo aspettarci nulla. È già tanto se non ci toglie ciò che abbiamo.

[fonte: Il Corriere; immagine da questo sito]

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 5 agosto 2013, in famiglia, studenti, Università con tag , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. Oggi ho pagato altri due bollettini per le prove di ammissione… rispetto al primo, questi sono maggiorati di un euro e cinquanta perché nel frattempo la banca si è inventata le commissioni.

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  2. Nella vecchia Italia del 1967(prima del tanto mitizzato ’68),avendo riportato all’esame di maturità la media del 7(non c’era ancora l’inflazione dei voti) all’Università ho avuto il semiesonero dalle tasse e un presalario di £ 200, che ho mantenuto per ciascuno dei quattro anni,essendo in regola con gli esami. Per chi invece frequentava fuori della propria residenza il presalario era di £ 500. Con quei soldi mi compravo i libri e anche altro, pesando così meno sulla mia famiglia. Oggi si parla tanto di merito e di aiutare i giovani, ma in effetti si fa meno di un tempo.

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    • Innanzitutto bentornata, cara Liliana!
      Io personalmente non ho mai goduto di esoneri o borse di studio per questioni di reddito. Poi, onestamente, non so nemmeno se i miei si siano mai informati bene. All’università sono arrivata alla laurea con 104 punti solo con gli esami, quindi la media era alta. So solo che nemmeno alla casa dello studente, dove sono rimasta solo 4 mesi, i peggiori della mia “carriera” di studentessa universitaria, ho avuto un trattamento di favore e sai perché? Perché, pur essendo in regola con gli esami, non sono stata tempestiva nel comunicarlo in segreteria e mi hanno fatto pagare la tariffa massima, neanche fosse un hotel a 5 stelle. 😦

      Comunque, da quello che racconti, mi pare che il detto “si stava meglio quando si stava peggio” sia proprio vero.

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  3. Errata corrige: erano £200.000 e £500.000; erano finiti da un pezzo i tempi della canzone “Mille lire al mese”.Io entravo nei limiti di reddito perché lavorava solo mio padre ed eravamo 2 figli. Buon anno scolastico!

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