ESAME DI STATO 2013: OGGI LA TERZA PROVA. MA NON CHIAMATELA QUIZZONE

Da quando, con la riforma dell’esame di maturità – che oggi si chiama Esame di Stato -, varata nel 1997, è stata introdotta la terza prova scritta, essa viene, tanto volgarmente quanto semplicisticamente, chiamata “quizzone“. In realtà è tutt’altro che un quiz, almeno nella maggior parte dei casi. Ma vediamo, per chi non ne fosse ancora informato, di che cosa si tratta.

La terza prova scritta, a differenza delle prime due che sono ministeriali (la prima è uguale per tutte le scuole secondarie di II grado d’Italia), è preparata dalla Commissione esaminatrice (costituita da tre commissari esterni, tre interni e un Presidente) che decide anche la tipologia degli esercizi da sottoporre agli studenti.
Esiste, è vero, la possibilità di predisporre dei quesiti a risposta multipla (da 30 a 40), ma la maggior parte delle commissioni propende per i questiti che richiedono una risposta sintetica. Possono essere proposti, inoltre, dei problemi scientifici a soluzione rapida (non più di 2), oppure, a seconda degli indirizzi di studio, si può richiedere la realizzazione di un progetto.

Insomma, tutt’altro che quizzone. Le discipline coinvolte possono essere quattro o cinque e il numero dei quesiti varia da un minimo di 10 a un massimo di 15. Generalmente la Terza prova è costruita prendendo spunto dalle simulazioni che vengono svolte dagli allievi durante l’anno scolastico, ma non si tratta di una regola ferrea. Ogni decisione, infatti, spetta ai membri della commissione che preparano le domande da sottoporre ai maturandi la mattina stessa della prova e non anticipano le materie oggetto d’esame.

Da anni si parla di sostituire questa prova con un test a risposta multipla di tipo anglosassone simile a quello dell’Invalsi che viene proposto per l’esame di terza media. L’obiettivo primario sarebbe quello di per avere un sistema di valutazione omogeneo per tutto il Paese. Forse il progetto andrà in porto con l’anno scolastico 2014-15.

Le commissioni hanno lavorato tutta la giornata per la correzione delle prove perché fra un paio di giorni inizieranno gli orali. Non rimane, quindi, che quest’ultimo sforzo e poi … tutti in vacanza, finalmente!

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 24 giugno 2013, in docenti, Esame di Stato, scuola, studenti, Test Invalsi con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 9 commenti.

  1. Per avere un sistema di valutazione omogeneo e più veloce però secondo me non si capisce bene la natura della risposta di un alunno. Cioè, io che metto una crocetta posso aver risposto dopo averci ragionato, oppure posso benissimo aver copiato. Come fa l’insegnante a capirlo?

    Quando ho fatto la terza prova io ho avuto 5 domande (di cui tre poste in inglese) su 5 materie diverse (arte, matematica, fisica, letteratura greca e filosofia) con risposte “lunghe” da 20 righe circa. Tra l’altro andò malissimo (per tutti) perchè ci misero sia matematica che fisica, entrambe su argomenti che come aveva specificato la nostra prof. non erano in programma. Per cui disastro.

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    • Effettivamente la terza prova com’è attualmente concepita è più seria e mette in luce la preparazione degli studenti, nel bene e nel male. Tuttavia non è possibile valutare la preparazione a livello nazionale. D’altra parte i test InValsi sono discutibili per quanto riguarda la tipologia della prova, lontana dalla prassi didattica più in uso nella scuola Italiana. In più, come fai presente anche tu, il problema della causalità o del cheating non è risolvibile perché ci sarà sempre chi tira ad indovinare e chi copia, magari aiutato anche dal proprio insegnante. Perché, è inutile girarci attorno, a tutti fa piacere dimostrare che i propri allievi sono preparati ma non tutti lo fanno lavorando sodo e avendo la coscienza a posto. In quest’ultimo caso, quindi, un aiutino non si nega …

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  2. Io classe 1967 ho fatto la “vecchia” maturità! Quizzone sì o no credo che sia il vero primo scoglio della vita, anzi forse il più grande, scolasticamente parlando!

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    • Io più volte mi sono espressa a favore dell’abolizione dell’Esame di Stato, per motivi economici. Ora i docenti impegnati anche con più classi si ammazzano di lavoro per un compenso irrisorio, se pensiamo che chi non ha esami è in servizio fino al 30 giugno ma di fatto non è impegnato tutti i giorni e per otto ore al giorno. Ma concordo anche con ciò che dici: l’esame, indipendentemente dalla tipologia delle prove proposte, è quasi un rito d’iniziazione alla vita adulta ed è bene che i ragazzi si confrontino con questo scoglio anziché evitarlo.

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  3. Mia figlia è avvilita, i risultati dei suoi scritti ancora non sono usciti, ma quelli di un’altra classe con la stessa sua commissione hanno avuto come massimo 32…. 😦

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  1. Pingback: ESAME DI STATO 2014: CERCA LA COMMISSIONE | laprofonline

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