SMS E SOCIAL NETWORK ABBASSANO LA MEDIA DEGLI STUDENTI

cellulareInteressante il sondaggio proposto da un docente di Fisica su 300 studenti della provincia di Pordenone. Il professor Ruggero Da Ros ne ha concluso che i “drogati” di cellulare e pc hanno una media più bassa rispetto agli studenti che li usano con parsimonia.

«In media gli studenti passano 5 ore al giorno con il cellulare o davanti a un video – Da Ros commenta così i risultati del test -. Escludendo 104 minuti dedicati alla televisione, che sembra non incidano sul profitto, chi ha 6 decimi di media dedica 5 ore al giorno al cellulare e al computer». I più bravi, quelli che ottengono la media di 8 decimi, invece, dedicano meno tempo agli sms e ai social network: «Massimo 2 ore: 180 minuti in meno fanno la differenza».
Ovviamente le eccezioni non mancano: dal test emerge che il 5% di studenti che hanno una media scolastica molto bassa non è schiavo della tecnologia. Diciamo che manca loro solo la voglia di studiare, anche in assenza di distrazioni.

Tradotto in cifre, quelli che si accontentano del 6 inviano circa 100 sms (qualcuno, però, arriva anche a 200) al giorno contro i 25 dei compagni più brillanti. Mentre il ministero dell’Istruzione preme per introdurre o espandere l’uso della tecnologia a scuola, dal sondaggio emerge una cattiva abitudine dei ragazzi che studiano con il cellulare e il computer accesi sulla scrivania e, tra messaggini e chat, perdono la concentrazione. Siamo sicuri che un maggior utilizzo della tecnologia anche sui banchi di scuola giovi al loro profitto?

[fonte: Messaggero Veneto]

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 23 maggio 2013, in nuove tecnologie, studenti, web con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 9 commenti.

  1. Io anzi con gli strumenti tecnologici rendo meglio.
    Per natura sono iperattiva, non riesco a fare una sola cosa alla volta, quindi se sto studiando guardo spesso il cellulare o il computer. Con quest’ultimo spesso comunico su FB con le mie colleghe e ci distraiamo (ognuna da casa sua) facendo piccole pause o scambiandoci commenti. Questo quando non studiamo insieme e siamo ognuna a casa sua. Oppure ho scoperto che mi piace molto fare le chiamate su skype, ad esempio mentre sto leggendo, con una persona che mi sta molto a cuore, di modo che io leggo o studio e lui fa le sue cose ma stiamo in compagnia in qualche modo.
    Sono un po’ strana, lo so 😛

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    • No, non sei strana. Skype non lo uso ma dalla tua descrizione sembra che sia come stare nella stessa stanza con qualcun altro. Se la cosa non ti disturba, perché no? Io ho sempre studiato in biblioteca, perché mi concentravo meglio. A casa, invece, avevo mille distrazioni eppure non c’era internet né il telefonino. 🙂

      L’importante, secondo me, è darsi dei tempi. Anch’io correggo i compiti con il pc acceso però non perdo tempo a navigare, ogni tanto controllo il blog e la posta, prevedendo già le pause che posso concedermi. Quando sono alle prese con i temi d’italiano, ad esempio, mi devo distrarre ogni due compiti (anche perché certe volte impiego un’ora solo per correggerne uno 😦 ), se invece correggo quelli di latino posso andare avanti tutto il pomeriggio senza distrarmi. Insomma, basta un po’ di organizzazione.

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      • Sì, appunto, infatti a casa io non faccio niente, mi limito a ripassare qualcosa o a leggere i romanzi che mi servono per gli esami. Ad esempio per ora sto leggendo Cent’anni di solitudine e mi piace tanto sentire lui come se fosse vicino a me. Purtroppo è lontano, quindi mi piace anche questo. Ci si potrebbe chiedere “ma non puoi aspettare di finire di studiare? NO! Mi piace troppo anche sentirlo respirare mentre legge o ridacchiare mentre legge un altro libro diverso dal mio.

        Immagino che tu debba fare delle pause correggendo i compiti. Non so come possano essere i tuoi studenti ma ricordando com’erano i miei compagni mi viene da pensare che possa essere moooolto pesante come lavoro.

        Skype è una specie di messenger che permette anche di fare telefonate da un computer all’altro, telefonate di gruppo e videochat. Pensa che l’anno scorso prima di un’esame con le mie colleghe/amiche più intime (eravamo un gruppetto di 4, siamo molto affiatate) ci siamo messe tutte in pigiama in videochat e ci facevamo le domande sulla linguistica generale. E’ divertente 😛

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      • Linguistica generale sul manuale di De Saussure? Ah, che ricordi! Io ho studiato per l’esame assieme ad un’amica a casa sua. Lei non abitava nella stessa città così ho passato due settimane di reclusione da lei … allora non c’era skype ma è stata comunque una bella esperienza. La sera avevamo però il tempo di andare in giro, cosa che a casa mia non facevo quasi mai.

        Per il resto, che dire? «Mi piace troppo anche sentirlo respirare mentre legge …» Che romantico! 🙂

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      • Sì 🙂

        Di manuale non avevo quello del caro Ferdinand, ma siccome ci siamo concentrati di più sulla semantica e la pragmatica avevamo degli estratti da manuali diversi. Comunque anni fa ho studiato principalmente dal Graffi-Scalise. 😛

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  2. laGattaGennara

    Non lo so, so che sarebbe bello enare nel campo “nemico” e volgerlo in nostro (e loro ) favore

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    • Non lo so nemmeno io. Non sono contraria alle innovazioni, anch’io uso spesso il blog come mezzo di comunicazione con i miei allievi però il troppo stroppia, come si suol dire. Temo che estendere l’uso delle nuove tecnologie anche a scuola (sto pensando ad esempio ai libri di testo che, così almeno dicono, saranno solo digitali) porti i ragazzi a passare troppo tempo davanti a un monitor. Un utilizzo controllato delle tecnologia, invece, certamente ha i suoi vantaggi.

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  3. Io credo che si debba stabilire se è nato prima l’uovo o la gallina. Secondo me quelli che passano tanto tempo a inviare sms al telefonino, in chat, etc., è perché comunque di studiare non gliene importa nulla (tant’è vero, come hai sottolineato, che ci sono pure studenti scarsini a prescindere dalle distrazioni).

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    • Mi trovi completamente d’accordo. Anche ai nostri tempi, pur non essendoci le nuove tecnologie, i perditempo ci sono sempre stati, magari leggevano giornaletti o stavano attaccati al telefono scatenando le ire dei genitori perché allora le bollette della Sip erano decisamente salate.
      I tempi cambiano ma i fannulloni restano. 😦

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