DISTRIBUZIONE DEI PROFILATTICI A SCUOLA: FAVOREVOLI O CONTRARI?

distributore_profilatticiUn articolo pubblicato sul Messaggero Veneto di oggi rispolvera un argomento che, qualche tempo addietro, fu di grande attualità: la distribuzione di profilattici nelle scuole superiori.

Ecco la notizia. Il Consiglio d’Istituto del liceo Grigoletti di Pordenone ha bocciato la proposta di installare un distributore di profilattici a scuola. Pare che i genitori e i docenti siano stati compatti e abbiano decisamente respinto la proposta. Di tutt’altro avviso gli studenti che protestano: «Mamma mia – si sfoga Già che posta lo sfottò al partito dell’astinenza sul web – ma siamo a Kabul o in Vaticano? Oppure nella cittadella del perbenismo?».

Non mancano, infatti, i sostenitori dell’educazione all’amore casto: «A scuola si va per studiare – spiegano -. La questione non c’entra con l’educazione».
In realtà l’educazione sessuale fa parte del più ampio progetto di Educazione alla salute che ogni scuola deve organizzare. Generalmente il programma di ed. sessuale si svolge in terza, anche se l’età media dei primi rapporti completi si è, negli ultimi anni, assestata sui 14.

In altre province italiane la distribuzione dei condom nelle scuole è una realtà da qualche anno. La Lega italiana lotta contro l’Aids, che da sempre sostiene la distribuzione (perlopiù gratuita, a spese della Regione) dei preservativi negli istituti superiori, si dichiara preoccupata per un aumento dei casi di Hiv a fronte della diminuzione dell’uso dei profilattici: «Abbiamo mandato centinaia di progetti a scuole di tutta Italia – spiega Massimo Oldrini del coordinamento milanese e nazionale Lila – ma alla fine quelle che hanno aderito si contano sulle dita di una mano. La verità è che in Italia i giovani hanno solo la farmacia e il supermercato, a un euro e 21 per cento di Iva. Non si fa così prevenzione».

Ora, io non vorrei sembrare bigotta ma sono decisamente contraria alla distribuzione dei profilattici nelle scuole. La prevenzione – sia essa a livello di gravidanze indesiderate sia per quanto concerne le malattie sessualmente trasmissibili – non c’entra nulla con la distribuzione dei preservativi. Da quando esistono, infatti, i ragazzi si sono sempre arrangiati. Ora i nostri giovani dispongono di risorse un tempo inimmaginabili. Se è vero che c’è la crisi economica, è anche vero che ai figli non si nega nulla, a costo di fare dei sacrifici. I ragazzi hanno i soldi per andare a bere la sera o in discoteca o a mangiare la pizza con gli amici? Facciano economia, bevano un po’ di meno (ne guadagna la salute!) e si comprino i condom.

E voi cosa ne pensate? Rispondete al sondaggio qui sotto (nel completo anonimato, naturalmente!)

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Pubblicato il 18 febbraio 2013, in Debiti Formativi, scuola, studenti con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 12 commenti.

  1. Sono contraria, per i tuoi stessi motivi. E poi, prima di arrivare a spendere soldi per i condom, tante altre cose sarebbero da distribuire nelle scuole, e pure per la prevenzione delle malattie (per esempio, i copriwater, invece non c’è neanche la carta igienica!).

    A me dà l’idea che si voglia dare l’immagine di un mondo che gira intorno al sesso il che, purtroppo, è pure vero, ma è vero per una degenerazione della società, vogliamo avallarla? Il sesso deve essere una componente, armonica, della vita di una persona, non il perno intorno al quale ruota ogni e qualsiasi altra azione, pensiero, scelta, etc. etc. etc.

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    • Sono d’accordo, sia per quanto riguarda le urgenze sia sulla riflessione sul sesso. E’ giusto arrivare ad i primi rapporti consapevoli dei rischi senza però far passare il messaggio del sesso libero, a scapito dei sentimenti.

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  2. Sulla distribuzione nelle scuole, in linea di massima, anche io non ne vedo la necessità, se il problema è il prezzo perchè non rendere gratuiti quelli del distributore della farmacia?
    A scuola, tuttavia, è necessario fare informazione corretta sull’argomento e veicolare il messaggio che l’aids non è scomparso. E credo sia necessario affrontare la realtà per quello che è, senza moralismi.

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    • Moralismi a parte, è indispensabile che all’educazione sessuale che viene impartita (per lo più male!) a scuola si affianchi quella familiare in modo da non provocare delle contraddizioni che portano ad incertezze e disorientamento specie nei più giovani. Ciò che rappresenta un valore in un contesto familiare può non esserlo in un altro e, secondo me, la corretta informazione sui rischi dei rapporti sessuali non deve essere confusa con invito esplicito al sesso in giovane età. Ognuno ha i suoi tempi e le sue convinzioni che non devono essere messi in discussione.

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  3. Ho votato ! Mate lo voglio dire direttamente! Io sono favorevolissima e penso che questi cosiddetti genitori si siano scordati cosa significhi avere 16/17 anni e gli ormoni che ballano la mazurka per conto loro.
    Credono forse che impedendo il distributore di profilattici i loro pargoletti si manterranno casti e puri ?? Poveri illusi.
    Mi fa pena chi si è dimenticato cos’è l’adolescenza ,vuol dire che è vecchio dentro e fuori!
    Un abbraccio Marisa,bel post!
    liù

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    • Io non credo che la presenza dei distributori nelle scuole possa essere considerata (da alcuni!) una specie di “istigazione a delinquere”. Ritengo semplicemente che la distribuzione gratuita implicherebbe dei costi che, vista la situazione in cui versano le scuole italiane, sarebbe meglio destinare ai lavori più urgenti di manutenzione ordinaria (e non sto parlando di ristrutturazioni!) degli edifici scolastici.

      Grazie, Liù. A presto

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  4. Penso che si dovrebbe fare una corretta educazione sessuale,senza tabù, ma anche educazione sentimentale e al senso di responsabilità

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  5. Non lo so, di solito son combattuta. Io però visto che sugli adolescenti si specula, li si tratta spesso come segmento di mercato, li distribuirei. Gratis. Dubito sia un incentivo a fare sesso prima o di più. A scuola si va per studiare però si investono anche risorse per i corsi di educazione sessuale, appunto. Non lo so. Forse il distributore metterebbe imbarazzo…penso alle mie colleghe di cielle, quelle proprio gridano allo scandalo. Intanto di condom (usati) ne è pieno il parcheggio al mattino. Forse le mie colleghe di cielle parcheggiano da altre parti o forse pensano che di sera in quel parcheggio non ci siano anche i ragazzi. Questione complessa, ci rifletto e ti dico. Ma propendo più per un sì.

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    • Anch’io non credo che il distributore sia un invito a fare più sesso, ma sono dell’idea che, come ho già detto, le urgenze siano altre. E poi, i ragazzi d’oggi, anche quelli che non sono ricchi, hanno i cellulari d’ultima generazione, i tablet, appena fanno 18 anni prendono la patente …. insomma, credo che i soldi per i condom li possano trovare benissimo. Allora perché non prescrivere gratuitamente (ovvio, con controllo medico) la pillola alle ragazze? E’ vero che non sarebbe un metodo per evitare le malattie, però mi pare discriminante pensare solo ai profilattici.

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