INVENTATA LA PENNA CHE CORREGGE GLI ERRORI

calligrafia
Una volta, ai tempi in cui frequentavo la scuola elementare, era permesso scrivere con la matita, almeno finché si raggiungeva una padronanza della grafia tale da non incorrere troppo spesso negli errori. Poi si passava direttamente alla penna stilografica – vietatissima la biro – e si adoperava la gomma rotonda di colore azzurro per cancellare. Naturalmente non poteva mancare la carta assorbente da mettere sotto il palmo della mano sinistra (o comunque quella non utilizzata per scrivere) per non rovinare il foglio del quaderno, specie nel caso di ipersudorazione (che affliggeva la mia povera compagna di banco) e per asciugare lo scritto di tanto in tanto, evitando così di pasticciare con l’inchiostro e rovinare le belle pagine. Anche le righe dei quaderni erano differenti: si passava dal rigo A a quello B in terza elementare, per poi utilizzare la rigatura “normale” dalla quarta in poi. Naturalmente i quaderni dovevano avere i margini ben segnati che non andavano mai superati. Nel qual caso, si veniva tacciati di sciatteria, incapaci di tenere decentemente un quaderno.

I tempi sono decisamente cambiati. Ora, a quanto pare, le maestre non sono così rigorose. La differente rigatura dei quaderni esiste sempre (stando ai bei quadernetti esposti negli scaffali delle cartolerie) ma non serve ad abituare i bambini alla calligrafia. Stando all’etimologia, infatti, la parola indica una “bella grafia“, dal greco kalòs (bello) e graphia (dal verbo gràphein che significa scrivere). Quindi i ragazzi d’oggi utilizzano solo la grafia, spesso a stento decifrabile. Il kalòs lo lasciano nel vocabolario di greco.

Non dimentichiamo, poi, che oggigiorno la videoscrittura è di gran lunga preferita. Certo, per i compiti in classe gli studenti si devono ancora servire di carta e penna, ma già quando svolgono qualche compito a casa spesso utilizzano il computer. Non parliamo, poi, delle ricerche: il copia-incolla, infatti, a mano è decisamente impossibile da realizzare, tutt’al più possono copiare ma diventa un lavoro troppo faticoso.

E che dire degli errori? Usando il pc ed impostando la correzione automatica l’ortografia è salva, o quasi. Infatti, non capisco per quale motivo c’è chi si ostina a non approfittare di tutti i vantaggi della videoscrittura, giustificazione del paragrafo compresa. Lo vedo ogniqualvolta devo correggere le tesine di quinta e mi arrabbio perché non solo non ascoltano le mie indicazioni, ma devo pure rispiegare tutto.

penna che corregge gli erroriPare, però, stia per finire l’incubo degli errori ortografici che hanno un peso notevole sulla valutazione delle prove scritte. Una coppia di Salisburgo, Falk e Mandy Wolsky, proprietari di una start-up, hanno inventato la Lernstift, una penna hi-tech che vibra in tempo reale ogni qual volta «avverte» che si sta scrivendo qualcosa di sbagliato, che sia una lettera singola o una parola intera. L’oggetto, in verità, non è bello a vedersi: di colore bianco e verde, si presenta come una penna quasi normale, dotata, però, di sensori che emettono un ronzio al minimo accenno di errore riscontrato, sia per quanto riguarda la calligrafia (e bisognerebbe capire cosa s’intenda) sia per quanto concerne l’ortografia.

La penna è ancora da perfezionare e per ora ne è stato prodotto solo un prototipo. La cosa bizzarra è che i due inventori giustificano così la loro scoperta: si tratta di «uno strumento educativo unico ed efficace, per rendere l’apprendimento davvero divertente. Grazie a questa invenzione speriamo così di aiutare i bambini a scrivere meglio e soprattutto ad imparare a farlo più in fretta». Il tutto, dopo aver visto gli sforzi del figlio per imparare a scrivere.

Una volta i genitori si sedevano accanto al proprio figlio e lo aiutavano a superare le sue difficoltà. Senza contare che le maestre stesse facevano scrivere cento volte una parola con la grafia corretta in caso di errore. Insomma, il bambino si sforzava di migliorare la propria scrittura, anche se l’apprendimento non poteva essere definito “divertente”. Sicuramente la penna Lernstift non ha nulla di educativo, almeno a parer mio. E’ soltanto uno strumento in più per aggirare l’ostacolo e i nostri ragazzi, abituati ad avere la strada spianata in tutto, non ne hanno davvero bisogno.

Non so se questa invenzione avrà un seguito. Spero che Falk e Mandy Wolsky non diventino ispiratori di una penna che corregga gli errori di traduzione nelle versioni di Latino o Greco. Come se non bastassero gli iPhone.

[fonte: Il Corriere]

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Informazioni su marisamoles

Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 7 febbraio 2013, in bambini con tag , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 7 commenti.

  1. Credo che col tempo si arriverà proprio a quello che tu paventi .
    Staremo a vedere però se per correggere sapranno la giusta parola.
    Un abbraccio Marisa
    liù

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    • Mah, io mi fido poco di questi aggeggi. Non so come funzioni questa penna per correggere la grafia, ma so che la correzione automatica del computer, per quanto riguarda la grammatica, l’ho tolta: continuava a segnalare come errore cose giuste … a me, dico, che insegno Italiano al liceo! 😉
      Un abbraccio anche a te e buon pomeriggio.

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  2. Panta rei, cara Marisa…Se penso alle pagine che mi strappava mamma Marisa dal quaderno affinché la grafia fosse corretta e comprensibile… Tempi lontani, altri, alieni…
    Un abbraccio, Es.

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  3. Brava, è solo un modo per aggirare l’ostacolo e, aggiungerei, banalizzare l’errore! Mi sembra che i mezzi diventano sempre più sofisticati, ma l’unica cosa che non evolve è chi utilizza il mezzo. Adesso non solo non sanno scrivere, ma non sanno letteralmente tenere la penna in mano e, secondo me, anche questo incide sulle loro orribili grafie! Quanto alle maestre delle elementari, grandi lodi alla mia, ma dopo di lei, da quello che vedo, il nulla e mi fermo qui…

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    • E’ vero, tengono la penna in modo assurdo. Non dico che bisogna tornare indietro, quando le maestre davano bacchettate sulle mani ai mancini affinché scrivessero con la destra, ma almeno dare un’occhiata a come tengono la penna e anche, secondo me, alla postura perché vedo troppi ragazzi ingobbiti sui fogli durante i compiti in classe.

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  4. Gentile Daniela,

    apprezzo moltissimo il Suo contributo sul tema e il fatto che segua il mio blog e che lo trovi interessante. Tuttavia, le sarei grata se evitasse di fare propaganda elettorale qui, visto che io non mi occupo di politica, anzi, i miei blog sono apolitici. E’ la seconda volta che lo fa, la prossima sarò costretta a censurare il Suo commento.

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