IL LAVORO DELL’INSEGNANTE

valigie

Quello dell’insegnante fa parte dei Lavori Che Non Possono Essere Svolti Da Tutti. È un lavoro che puoi fare solo se te lo senti dentro. Se è la tua parte del campo. Punto, fine.
Se non ti senti insegnante dentro, quello che potrai essere al massimo sarà sempre un buon impiegato, uno che svolge diligentemente un compito. Potrebbe anche non andarti troppo male se hai a che fare con ragazzi già grandi, con frutti già maturi, ma ricordati che più gli studenti sono giovani e più buon impiegato è sinonimo di cattivo insegnante.
L’insegnante non lo possono fare tutti non perché occorrono determinate conoscenze, un percorso di studi lungo e faticoso e una quantità immensa di libri letti: certo, sono cose fondamentali anche queste, ma verranno sempre dopo. In giro è pieno di laureati o di gente molto preparata nella propria disciplina: non tutti questi potrebbero insegnare, vero? Ovvio che il bagaglio culturale è importantissimo, ma quello che vedo tutti i giorni andando a scuola è che l’insegnamento è un viaggio in cui puoi mettere in valigia anche solo due o tre cose, perché la vera valigia sei tu.

tratto da “La valigia del professore” di ENRICO GALIANO (blog: BOYS, GIRLS, NORDEST)

Annunci

Informazioni su marisamoles

Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 6 febbraio 2013, in docenti con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 9 commenti.

  1. Niente da aggiungere, d’accordo al 100%!!

    Mi piace

  2. Ultimamente nella valigia/kit inserisco le corde vocali, che pensi sempre tese, e invece…
    A presto, Es.

    Mi piace

    • Anni fa le mie erano talmente tese che ero rimasta afona.Ho dovuto fare delle sedute di logopedia … anche se ora non ne ho bisogno, le rifarei volentieri. Una terapia che fa bene non solo alla voce ma anche alla psiche. In pratica, più efficace della psicoterapia.
      Un abbraccio.

      Mi piace

      • Proprio la logopedia mi ha suggerito l’otorino. Leggendoti mi viene voglia di cominciare presto…
        Un abbraccio, Ester.

        Mi piace

      • Cara Ester,

        è davvero un’esperienza che raccomando. L’otorino mi aveva detto che sovraffaticavo le corde perché non sapevo respirare con il diaframma e, in aggiunta, secondo lui la continua tensione nervosa (avevo i bambini piccoli …) aveva influito sulle corde che non avevano elasticità per modulare i suoni. Ho atteso 6 mesi perché mi aveva indirizzato ad una brava logopedista in ospedale e la lista d’attesa era lunga, ma ne è valsa la pena. Appena mi ha vista, la dottoressa ha capito che dovevo imparare a rilassarmi e a respirare bene. Per questo ho fatto due cicli, proprio perché metà del primo se n’è andato in esercizi sulla respirazione e poi siamo passate a quelli sui suoni.
        Ora ho problemi di abbassamento di voce solo perché sono allergica al gesso che mi irrita la gola. Ma ti confesso che ogni tanto vorrei diventare afona per farmi un altro ciclo …

        Buona giornata e riguardati.

        Mi piace

      • Allora ci andrò. Non sono afona ma la voce è cambiata diventando “sporca”, e ora le corde sono a rischio. Cambio lavoro! Baci, Ester.

        Mi piace

  3. Diceva un mio bravo dirigente scolastico:”Non si insegna quello che si sa, ma quello che si è”

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: