IL VOTO E’ UN DIRITTO MA NON PER GLI STUDENTI ERASMUS

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Ha suscitato non poche polemiche e proteste il mancato diritto al voto per corrispondenza per gli studenti che, per motivi di studio, non vivono attualmente in Italia. Sono i cosiddetti borsisti Erasmus che, pur avendone titolo in Patria, non possono votare dall’estero in quanto tale facoltà è appannaggio di quegli Italiani che vivono stabilmente all’estero o comunque vi soggiornino per almeno un anno.

Nonostante il ministro del MIUR, Francesco Profumo, e il presidente dei rettori degli atenei italiani abbiano tentato di far valere agli studenti Erasmus il diritto di votare per corrispondenza dal Paese in cui si trovano per motivi di studio, nessuna deroga è concessa. Il ministro Cancellieri, infatti, spiega che ci vorrebbe una legge ad hoc che non è mai stata fatta. Però promette un provvedimento che garantirà il 70% di sconto sui biglietti aerei per permettere agli studenti Erasmus di tornare a votare a casa.

La Cancellieri ritiene che sia interesse di tutti, e un grande contributo a rendere la nostra vita democratica sempre più partecipata e dunque più forte, non perdere nessuna occasione – tantomeno una come questa che riguarda la nostra classe dirigente del futuro – per fare tutto il possibile in questo senso.

Ma secondo lei quanti dei 25 mila studenti che risiedono all’estero potranno realmente, nonostante lo sconto, permettersi il volo di andata e ritorno per esercitare un diritto che dovrebbe essere loro garantito anche dall’estero? Considerando che con una borsa di studio di circa 350 euro mensili si devono già fare i salti mortali per vivere in un paese straniero, credo che potrà tornare in Italia per un week-end solo un’esigua parte dei 25mila. Per giunta, in un momento in cui non si fa che ripetere: largo ai giovani! Ma la via (anche quella aerea!) per i giovani, come si sa, è sempre stretta … pare impossibile che non possano dire la loro.

[immagine da questo sito]

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Pubblicato il 20 gennaio 2013, in studenti, Università con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

  1. Non mi sembra giusto che questi ragazzi non possano votare oppure debbano pagarsi il viaggio con i loro soldi!
    Le cose vanno sempre peggio!
    Un abbraccio Marisa 🙂
    liù

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  2. mah, sinceramente sono perplessa su questa faccenda e d’istinto mi verrebbe da usare il detto che “a pensar male si fa peccato ma s’indovina”… l’Erasmus è una bella esperienza, ma non obbligatoria, si sa che le borse di studio sono esigue, per cui chi lo fa è chi se lo può permettere e quindi si può anche permettere un viaggio con lo sconto del 70% se davvero è interessato a dare il suo voto. Francamente ci credo poco che per la maggior parte di questi studenti la priorità sia votare… E, da ultimo, non credo che non tornino mai a casa, per cui potevano tranquillamente organizzarsi per il periodo del voto.
    E in tutta sincerità mi sembra giusta la regola del risiedere stabilmente all’estero o per un periodo non inferiore ad un anno.

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    • E’ possibile che tu abbia ragione (anche se conosco ragazzi che hanno fatto davvero dei sacrifici per provare questa esperienza e non sono mai tornati a casa nel frattempo) però io la vedo come una questione di principio.
      Che i giovani non siano interessati al voto è purtroppo vero, in generale. Visto che, in un sondaggio, il 60% ha dichiarato di volersi astenere. Ma è solo una questione di sfiducia. Se non gliela diamo, andrà sempre peggio e il nostro Bel Paese (che per ora mi sembra possa andar bene solo per il formaggio, quindi il tono è ironico) continuerà ad essere ostaggio dei soliti noti, vecchi e approfittatori, che faranno sempre il loro interesse.

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  3. Oggi si devono fare molte cose online: domande d’iscrizione alle scuole, di ammissione ai concorsi, di trasferimento,di pensione…Perché chi si trova temporaneamente all’estero, non può votare online, previa registrazione presso il comune di residenza? Forse perché non sarebbe garantita la segretezza del voto? Ma allora è meglio negare del tutto il diritto al voto?

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