TRIESTE: LICEALI OCCUPANO LA SCUOLA PER DIPINGERE LE AULE. RISCHIANO LA SOSPENSIONE

occupazione oberdanNon mi stancherò mai di ripeterlo: le occupazioni non portano mai a nulla, fanno solo perdere giorni preziosi di lezione, sono illegali e quando i dirigenti prendono provvedimenti seri, stanno dalla parte della ragione.

Ultimamente va molto di moda l’autogestione (o la co-gestione) e in questo caso gli studenti agiscono nel modo più corretto perché non ostacolano il diritto allo studio a chi non ne vuole sapere di perdere le lezioni (tuttavia le aule semideserte quasi mai permettono un regolare svolgimento delle lezioni) e non provocano l’interruzione di pubblico servizio che, come si sa, non è legale.

Ma quello che proprio non capisco è l’occupazione per svolgere lavori di tinteggiatura e altro, per sistemare le scuole che, viste le scarse ricorse di cui dispongono le province per provvedere alla manutenzione ordinaria degli edifici scolastici, spesso si trovano se non proprio in situazioni di degrado (non mancano nemmeno quelle), quantomeno abbisognano di qualche lavoretto, come appunto la tinteggiatura dei muri.

In molte scuole da più di un mese c’è aria di protesta. Le ragioni ci sono, intendiamoci, e sono molte. Sono scontenti gli studenti ma anche gli insegnanti. C’è poco rispetto nei confronti del lavoro di questi ultimi e la cultura, di cui la scuola è veicolo principale, sembra seguire l’andamento dello spread al contrario. Spesso, però, le proteste sono solo delle scuse per non andare a scuola e, anche quando le assemblee degli studenti votano a maggioranza (a volte all’unanimità) per l’occupazione o l’autogestione, alla fine chi si impegna davvero a portare avanti questa forma (giusta o sbagliata che sia) di protesta è una ristretta minoranza. Gli altri se ne stanno beati a casa a dormire.

Cerchiamo, per una volta, di assumere il punto di vista di chi ha la responsabilità sull’istituto e sugli studenti: il dirigente. Quand’egli/ella è una persona seria, cerca innanzitutto di dissuadere gli studenti dall’occupazione per due motivi: è illegale e non si può garantire la sorveglianza sui minori. Di solito si arriva al compromesso dell’auto-gestione perché in questo modo l’accesso a scuola è possibile da parte del personale e vige l’obbligo di sgomberare alla sera. In altre parole: dentro non si dorme.

A Trieste, al liceo scientifico “Guglielmo Oberdan”, gli studenti hanno, però, occupato l’edificio nottetempo. Non capisco come sia stato possibile (visto che ormai tutte le scuole hanno un sistema di allarme) ma pare l’abbiano fatto. Ciò accadeva il 5 dicembre e le motivazioni sono state: «Volevamo fare lavori di ristrutturazione. Pitturare le classi e le porte della nostra scuola».

Ora tutti penseranno: ma che bravi ragazzi! Be’, insomma, diciamo che non è proprio vero che il fine giustifica i mezzi. Il fine può anche apparire nobile, si può lodare la buona volontà e l’attaccamento di questi ragazzi alla propria scuola, tanto da non poter più sopportare la vista di pareti e porte imbrattate (ma sarà stato davvero così?). Però tutto ciò cos’ha a che fare con la protesta?

Così spiega la dirigente dell’Oberdan, Maria Cristina Rocco, l’accaduto: «La mattina mi hanno telefonato dicendomi che i ragazzi erano entrati di notte. Quindi ho chiamato la polizia che li ha sgomberati. La Digos ha identificato 32 studenti. Dentro erano pochissimi e fuori più di 700 persone. Non volevo che qualcuno si facesse male». Ora il motivo di protestare, almeno questi 32 studenti, ce l’hanno davvero: la dirigente ha convocato i consigli di classe per concordare una punizione adeguata.

Di tutt’altro avviso i ragazzi coinvolti che non accettano questa decisione. «Avevamo detto alla preside che volevamo rimettere a posto le aule. Infatti siamo entrati con la vernice e tutto il materiale per fare i lavori. Abbiamo deciso di occupare e prenderci cura della nostra scuola», dichiarano indignati. E non si consolano affatto nell’apprendere che la dirigenza non ha intenzione di infierire ma solo di dare un segnale. Sta di fatto che questi 32 ragazzi rischiano la sospensione.

A questo punto, da che parte stare? Io personalmente appoggio l’operato della dirigente ma non solo perché sono di parte. A questi ragazzi così volenterosi dico: se volete prendervi cura della vostra scuola, perché non lo fate durante le vacanze di Natale o magari la prossima estate, con il clima più favorevole, da metà luglio alla fine di agosto, periodo in cui le lezioni sono sospese, gli esami finiti e la scuola tutta a vostra disposizione?

[Fonte: Il Corriere; immagine da Il Piccolo]

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 14 dicembre 2012, in giovani d'oggi, scuola, studenti con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Difficile rispondere, le ragioni ci sono da entrambe le parti ed inoltre, se si fossero proposti per fare questi lavori in un altro momento non gli sarebbe stato permesso per motivi di sicurezza. Il papà di una mia collega è imbianchino e si era offerto di fare questo lavoro gratuitamente per la scuola, gli hanno detto no per motivi di assicurazione, sicurezza o cose del genere.

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    • La mia battuta finale voleva essere soprattutto una provocazione. So che ci sono problemi di responsabilità e che è difficile aiutare anche da parte dei genitori. Però io fondamentalmente sono contraria a questi lavori faidate perché se lo Stato latita, alla fine non avrebbe nemmeno un motivo per intervenire.

      E intanto nelle nostre scuole continuano a cadere pezzi di soffitto … 😦

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