CATTEDRA DI URBANISTICA A UN FILOSOFO E UN MAESTRO ELEMENTARE

Due cattedre, di 48 ore ciascuna, alla Facoltà di Architettura di Firenze, regolarmente bandite, hanno avuto due vincitori particolari: un laureato in Filosofia e un maestro elementare, esperto in “paesologia”, una disciplina compresa fra il territorialismo e l’espressione poetica.

A denunciare il fatto, un architetto e dottore di ricerca, Alessandro Rizzo, che si è rivolto al Tar, ritenendo inadeguati i due vincitori di concorso, uno dei quali, il maestro-poeta, non è nemmeno in possesso di una laurea, requisito minimo per una docenza a livello universitario.

La cosa incredibile, come se il solo fatto non lo fosse, è che la commissione giudicatrice, riunitasi di nuovo dopo che il preside di Facoltà è venuto a conoscenza del ricorso dell’architetto Rizzo, ha confermato «la graduatoria», affermando che l’opera dell’insegnante «vasta e di lungo corso, in poesia, in fotografia e filmografia, ha ormai un riconoscimento nazionale presso poeti, scrittori, artisti, giornalisti, registi nonché docenti universitari».

Che dire? In Italia succede anche questo. Non resta che attendere la decisione del Tar che certamente non considererà ammissibili i requisiti del maestro-poeta, così appassionatamente elogiati dalla commissione. E il filosofo? Mah, forse anche l’urbanistica va presa … con filosofia.

[fonte: Il Corriere; immagine da questo sito]

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 29 novembre 2012, in docenti, Università con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Non so perché,
    ma ho un pregiudizio psicologico a favore dei miei colleghi maestri di scuola primaria…
    e un po’ anche per i filosofi, in verità.
    Spero che non sia una cosa pericolosa …e contagiosa.
    Casomai, statemi alla larga.

    Continuando su un tono semiserio, aggiungerei che,
    non conoscendo i dettagli della vicenda,
    e sperando di non scandalizzare nessuno,
    in qualità di maestro di scuola primaria esprimo la mia solidarietà al collega,
    che evidentemente avrà qualcosa da dire agli studenti,
    se si è presentato e se è stato scelto…

    In caso contrario,
    di manifesta incompetenza ecc., ecc.,
    sarò pronto a rimangiarmi quanto ho scritto.
    Ma vorrei farlo sulla base dei fatti,
    non certo dei titoli
    (tanto meno quelli dei giornali!).
    Infatti, in generale,
    salvo il rispetto necessario ad ogni disposizione di legge,
    mi domando se il valore legale dei titoli di studio abbia fatto e non faccia più danni che benefici… Me lo domando sul serio (se non è segno di cattiva educazione, altrimenti mi rimangio anche questo).
    :))

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    • Caro Sergio,

      posso anche essere d’accordo sul fatto che un esperto in urbanistica, con tanto di titoli di studio ed esperienza sul campo, possa avere meno cose da dire di un maestro-poeta, ma permettimi di osservare che se in un ospedale esce il bando per l’assunzione di un chirurgo e si presenta un calzolaio, non verrebbe mai scelto quest’ultimo, anche se potrebbe essere abilissimo con il bisturi. 😉

      Insomma, i requisiti non fanno la professionalità ma sono pur sempre dei requisiti. Chi non li ha non può essere scelto, non dal punto di vista legale.

      Grazie per questo spassoso commento. Non ti staremo alla larga, anzi, sei così simpatico!

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      • Francesco Ventura

        Sono il prof. Francesco Ventura che ha presieduto la commissione per gli affidamenti degli incarichi in questione. Il suo (di Sergio Fenizia) è il primo commento più o meno assennato che leggo, perché dice «Ma vorrei farlo sulla base dei fatti»… ecco sono proprio gli atti e i fatti che le pseudo notizie giornalistiche non hanno riportato. e non li hanno riportati, con i senso che loro competono, perché non li conoscono e non si sono peritati di conoscerli… ne è scaturita una ridda di banali opinioni eterogenee, stravaganti e che nulla hanno a che fare col senso che a quegli atti la commissione a conferito. Se il senso fosse conosciuto sarebbe poi possibile per chiunque metterlo in discussione seriamente e ne sarei felice…
        Un ultima cosa che vale per chiunque come si possa dare per scontato che il curriculum del ricorrente sia valido, per il semplice fatto che il dottorato in architettura, senza averlo letto?
        il mio numero di telefono è 3292212081 e la mia mail fraventosalve@gmail.com

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      • Egregio professore,

        innanzitutto la ringrazio per aver avuto la bontà di raggiungere le pagine di questo mio modesto blog. La ringrazio ancor di più per aver sottolineato che i giornali riportano le notizie – o pseudo tali – senza preoccuparsi di verificare la correttezza delle informazioni. Io, che giornalista non sono ma solo una professoressa di Lettere al liceo scientifico, quando scrivo i miei commenti sulle notizie che leggo, cito apposta la fonte perché non me ne voglio assumere responsabilità alcuna, dando per scontato che chi di mestiere fa il giornalista si preoccupi di verificare o di approfondire la conoscenza di un dato fatto interpellando chi di dovere.

        Spero, con la mia riflessione, di non aver offeso nessuno, nel qual caso mi scuso. E se qualcuno dei miei lettori vorrà contattarla per conoscere i risvolti, ancora ignoti, di questa vicenda, avrà modo di chiarire. A me basta sapere che l’operato suo e dei suoi colleghi sia stata corretto.

        Distinti saluti.

        Marisa Moles

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