MONTI DA FAZIO BACCHETTA I DOCENTI MA NON SA QUEL CHE DICE

Non ho visto l’intervista che Fabio Fazio ha fatto ieri al premier Mario Monti nel corso del programma di Rai 3 “Che tempo che fa”. Ho guardato il video e ritengo che sia molto grave l’aver bacchettato i docenti, rei di non aver accettato l’aumento dell’orario di cattedra da 18 a 24 ore (dal 28° minuto del video). In particolare, trovo offensivo che il presidente del consiglio parli di spirito conservatore e di corporativismo a proposito dei docenti, il cui comportamento andrebbe contro l’innovazione e l’ammodernamento del sistema scolastico. Trovo anche molto ipocrita che insista a mandare un messaggio falso che contribuisce ad influenzare l’opinione pubblica, da cui noi docenti siamo sempre criticati e giudicati, anche senza alcuna competenza da parte di chi ci attacca. Dovrebbe avere l’onestà di ammettere che ogniqualvolta si fanno proposte in merito alla scuola, si pensa solo a tagliare i posti di lavoro e peggiorare la qualità dell’istruzione.

A questo proposito, condivido le parole del segretario nazionale della CGIL Domenico Pantaleo, riportato da OrizzonteScuola.it.

Le dichiarazioni rese dal Presidente del Consiglio alla trasmissione televisiva “Che tempo che fa” sono gravissime perché offendono la scuola pubblica e gli insegnanti.

Confermano il carattere autoritario e liberista del Governo Monti, espressione dei banchieri e dei poteri forti, che intende privatizzare l’istruzione pubblica.

Il presidente del Consiglio non sa di cosa parla.

L’aumento dell’orario di lavoro a parità di salario era di 6 ore e non di 2, violava il contratto nazionale e non riconosceva le altre ore funzionali all’insegnamento. Si confonde l’orario di funzionamento delle scuole con quello di lezione frontale e, peraltro, senza alcuna attenzione al rapporto tra qualità della didattica e orario. Per queste ragioni il Parlamento ha cancellato quella norma con un emendamento.

Se qualcuno ha in testa di riproporre il tema dell’aumento dell’orario sappia che la FLC CGIL non è disponibile ad aprire alcuna discussione se non nell’ambito del rinnovo del contratto nazionale.

I veri conservatori sono Monti e Profumo che non hanno alcun progetto di innovazione della scuola pubblica italiana e stanno continuando sulla stessa linea di tagli del precedente Governo.

Sono lontani anni luce dai problemi veri dell’Italia e stanno portando il sistema d’istruzione al fallimento sociale. Alla disperazione delle nuove generazioni, vittime delle loro politiche di austerità, non offrono alcuna risposta. Ma non ci fanno paura perché siamo riusciti a realizzare con gli studenti una forte unità che saprà ricostruire una scuola migliore e aperta a tutti. Continueremo a rivendicare più salario, più diritti e più qualità del lavoro rinnovando il contratto.

Non arretreremo nella richiesta di stabilizzare i precari, cancellare le norme odiose sugli inidonei e rivedere le norme sulle pensioni.

Il 24 Novembre è stata un’ulteriore tappa della mobilitazione che continuerà per sconfiggere i conservatori che vogliono affermare le logiche aziendali anche nella scuola pubblica mentre fanno di tutto per garantire i privilegi delle private.

In tutte le scuole resteranno in piedi tutte le azioni di lotta decise nelle settimane scorse.

Informazioni su marisamoles

Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 26 novembre 2012, in docenti, scuola con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 8 commenti.

  1. certo: facile. Facile terreno di conquista e modalità ha scelto. Non mi è piaciuta proprio la strategia: siamo anche la causa dei ragazzi in piazza, giusto? Mmhhhh. Che nervi.

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  2. Il “conservatorismo”di cui parla Monti in questo caso è positivo,perché tende a “conservare” una scuola pubblica democratica e pluralistica, non legata a logiche di mercato

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  3. «il vero problema dell’educazione sta nell’estrema difficoltà […] di realizzare anche quel minimo di conservazione, quella situazione conservatrice assolutamente indispensabile per “educare” i giovani. […] L’educazione è il momento che decide se noi amiamo abbastanza il mondo da assumercene la responsabilità e salvarlo così dalla rovina, che è inevitabile senza il rinnovamento, senza l’arrivo dei giovani. Nell’educazione si decide anche se noi amiamo tanto i nostri figli da non estrometterli dal nostro mondo lasciandoli in balia di se stessi, se li amiamo tanto da non strappargli di mano la loro occasione d’intraprendere qualcosa di nuovo, qualcosa d’imprevedibile per noi: e prepararli invece al compito di rinnovare un mondo che sarà comune a tutti».
    Hannah Arendt
    (“La crisi dell’istruzione” in Tra passato e futuro, Milano, Garzanti, 2001)

    TESTO SEGNALATO DA GIORGIO ISRAEL NEL SUO BLOG

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  4. Sottoscrivo il tuo post. Possibile che per Monti il nostro malessere sia solo imputabile alle ore di lezione (che comunque non equivalgono ad ore d’ufficio)?
    A presto, Es.

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    • Cara Ester,

      è davvero difficile far capire agli altri in che cosa consista il nostro lavoro. Lo possono capire i familiari degli insegnanti, costretti a passare la maggior parte delle domeniche chiusi in casa.
      Ho fatto svolgere un tema ai miei ragazzi di terza e quasi tutti hanno difeso le nostre ragioni. Certo, loro sanno quanto lavoriamo … quante volte, di fronte alla proposta dell’ennesima prova (visto che interrogarli tutti due volte almeno è praticamente impossibile), esclamano: “Ma no, dai, prof, vuole ancora compiti da correggere?”. 😆

      Ciao, cara. Buon week-end.

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  1. Pingback: SVENTATO (PER ORA) IL PERICOLO DELL’AUMENTO DELL’ORARIO, SI RIPARLA DELLA DIMINUZIONE DI UN ANNO DELLE SUPERIORI « laprofonline

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