NEW YORK: I CELLULARI A SCUOLA NON POSSONO NEMMENO ENTRARE


Nelle scuole italiane, si sa, l’uso dei cellulari durante le ore di lezione è vietato agli studenti e ai professori. In teoria sarebbe vietato anche durante l’intervallo e comunque entro il perimetro della scuola ma normalmente è tollerato, purché il telefonino non resti acceso in classe. Inoltre, l’utilizzo durante le verifiche è sanzionato con un provvedimento disciplinare deciso dal Consiglio di Classe.
L’unica occasione in cui i cellulari hanno divieto di accesso a scuola è durante le prove scritte dell’Esame di Stato. Tuttavia, se qualcuno lo porta con sé, viene invitato a lasciarlo al personale di sorveglianza per tutta la durata delle prove.

Negli Stati Uniti, invece, gli studenti a scuola con il cellulare non possono nemmeno entrare. A quanto pare solo in 88 istituti newyorkesi dotati di metal detector è possibile un controllo. In verità, il metal detector ha più la funzione di scongiurare il pericolo che i ragazzi portino in classe armi varie. E devono rinunciare non solo al mobile phone ma anche agli iPod e perfino agli iPad, per evitare che invece di ascoltare i professori i ragazzi passino le ore su Facebook e a chattare. Ma lasciarlo a casa non è proprio ammissibile perché significherebbe privarsi del telefonino e degli altri aggeggi tecnologici nel tempo di percorrenza tra casa e scuola. Allora che si fa? Lo si deposita nei furgoni posizionati allo scopo di fronte alla maggior parte degli istituti scolastici.

L’idea non è male soprattutto per i proprietari dei furgoni che riescono a trarne un buon profitto. Infatti il deposito per il cellulare costa un dollaro al giorno, non proprio una cifra irrisoria calcolando che sono migliaia i teenager utilizzano questo servizio. A conti fatti, in un anno a uno studente che porta con sé ogni giorno il telefonino, il deposito viene a costare circa 180 dollari.

Un’idea buona, se vogliamo, ma non esente da rischi: l’assalto al furgone. Nel Bronx, lo scorso giugno, alcuni teppisti hanno assalito un veicolo e rubato ben 200 cellulari. Secondo le statistiche della polizia di New York, nell’ultimo anno solo i furti legati agli iPhone hanno causato un aumento del 4% dei crimini nella metropoli.

E da noi un’idea del genere funzionerebbe? Probabilmente no visto che mi sembra molto difficile che sia varata una legge che imponga l’accesso a scuola senza telefonino o iPod. Susciterebbe, probabilmente, un’insurrezione generale … da parte dei genitori che vogliono sempre stare in contatto con i figli. Hai visto mai che succeda qualcosa durante il viaggio …

Ma i nostri genitori come facevano?

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 5 ottobre 2012, in giovani d'oggi, mondo, scuola con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 10 commenti.

  1. Io non sono appassionata di cellulari e a scuola non ne posso più davvero!! Ci sono le circolari, è vero, ma mancano i controlli e poi ognuno fa comunque a modo suo. L’unica cosa certa è che i ragazzi lo portano, lo esibiscono e qualche volta a qualcuno lo rubano e quando succede io sono contenta! E se per caso lo ritiri perchè squilla durante la lezione i genitori si fiondano a riprenderlo prima ancora che finisca l’ora!
    Mi sembra di svuotare il mare con la forchetta…

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  2. Io voto per lasciarli a casa! Pensa che il figlio di una mia amica fa le versioni in classe usando internet…e il prof pare non se ne accorga 😦

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    • Il problema delle versioni di latino è serio. Anche a me è successo che qualcuno copiasse una versione, passandola a metà classe e, pur non avendoli colti sul fatto (ma in ogni caso mi ero accorta che non fosse farina del loro sacco), i responsabili si sono beccati una bella sanzione disciplinare. Devo anche dire che i genitori, tranne una madre un po’ polemica, hanno capito.

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      • Meno male xche talvolta i genitori sono peggio dei figli!

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      • Ma io lo dico sempre che sono fortunata. 😉

        Aggiungo che quella volta, per scoprire la verità, ho fatto un’indagine accurata che neanche Perry Mason! Li ho divisi a gruppetti, li ho convocati in biblioteca tre per volta con un testimone (chi ero sicura non avesse copiato), naturalmente dopo aver avvertito i colleghi perché ho fatto il tutto durante un paio d’ore libere. Messi di fronte alla versione, ho chiesto di tradurre alcune parti, oppure ho chiesto di giustificare la traduzione fatta, attraverso l’analisi del testo … sono crollati quasi tutti. Una sola allieva ha avuto il coraggio di dire che a distanza di una settimana non poteva ricordarsi come aveva tradotto. Però devo dire che con le due ragazze che, anche se non hanno ammesso mai la loro responsabilità, sono sicura fossero le principali artefici della copiatura di massa, ho mantenuto degli ottimi rapporti. 😀

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      • Sei una super ….e coraggiosa prof alla Perry Mason!!

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  1. Pingback: UN PRESIDE: IL CELLULARE A SCUOLA? NON DEVE NEMMENO ENTRARE | laprofonline

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