RICOMINCIA LA SCUOLA: 7 CONSIGLI ANTISTRESS PER LE MAMME DEI PIÙ PICCOLI

L’avvio dell’anno scolastico è quasi sempre accolto dai genitori dei più piccoli come una manna dal cielo. Infatti, è il periodo in cui, almeno per qualche ora al giorno, i figli sono “sistemati”. Attenzione, però: per i piccolini che stanno per essere inseriti nella scuola d’infanzia e per quelli appena un po’ più grandicelli che iniziano ora la scuola primaria questi sono giorni emotivamente stressanti. Inevitabilmente ne risentono anche i genitori, senza contare tutte le corse che si devono fare per gli acquisti, i libri da copertinare, i grembiulini (si usano ancora?) da sistemare, la cernita dei pastelli colorati da fare, gli zainetti, che stanno ancora lì in un angolo, ben chiusi con il contenuto delle cose che erano servite l’ultimo giorno, da lavare … insomma, non c’è da stare tranquilli nemmeno un po’. Ma come allontanare lo stress da inizio scuola?

Barbara Sgarzi, su Vanity Fair, elenca 7 simpatici consigli antistress. Eccoli:

1 Non correte Quando iniziano le interminabili vacanze estive, 200 giorni di scuola sembrano pochissimi. In realtà l’anno scolastico non è uno sprint, è una mezza maratona. Se arrivate al fatidico primo giorno senza aver terminato il corredo scolastico per il pupo o l’iscrizione a Tai Chi, non vi preoccupate. C’è tutto il tempo.

2 Informatevi almeno da tre persone diverse Soprattutto se state vivendo il delicato periodo dell’inserimento alla scuola materna o il passaggio tra materna ed elementare, non abbiate paura di chiedere più volte le informazioni che vi servono: orari, materiali da portare, riunioni, numeri di emergenza. Trasformatevi in reporter e collezionate almeno due fonti diverse per ogni notizia. Spesso divergono e ve ne servirà una terza per essere certe di avere l’informazione corretta

3 Non comprate tutto subito soprattutto se, vedi sopra, iniziate un nuovo percorso scolastico. Non fidatevi dei malefici foglietti fotocopiati che vi consegnano, con l’elenco dei materiali assolutamente necessari. Anche perché, secondo i dati della Federconsumatori, la spesa per il corredo scolastico passerà dai 461 euro dello scorso anno ai 488 di quest’anno (+6%). Meglio evitare acquisti inutili: prima di correre in cartoleria, al super o in merceria (ebbene sì: in merceria), parlate con qualche altra mamma. Scoprirete che siete l’unica ad aver preso sul serio, acquistato e realizzato la “fettuccia di tessuto sulla quale scrivere nome e cognome con apposita penna indelebile da fissare poi con ferro da stiro rovente”, per identificare ogni capo di abbigliamento portato a scuola (è una storia vera). Non fidatevi.

4 Tanto, avevo judo Si chiamano attività extrascolastiche. Si sfoggiano, tra una chiacchiera e l’altra (vedi punto seguente) più di una borsa griffata. A parole, tutti criticano l’iperattivismo imposto ai bambini; poi, appena gratti la superficie di genitore zen e illuminato, scopri che dei cinquenni, tra danza terapia, teatro gioco, espressione corporea, l’immancabile nuoto e un’arte marziale “per l’equilibrio psicofisico” hanno l’agenda di un atleta olimpico. Vedete voi. Io mi limitarei a due attività a settimana. E no, la lezione di prova gratuita non è una garanzia: dopo quella, sono sempre tutti entusiasti, ma la gioia scema già alla quarta lezione: “Non ne ho più voglia” e ci sarà poco da fare, anche se avete pagato un’iscrizione triennale.

5 Le altre mamme sono amiche Ok, questa non è facile. Se non siete particolarmente socievoli o, semplicemente, non volete frequentare qualcuno per obblighi sociali, fuggirete dai caffè davanti alla scuola (posto che ne abbiate il tempo, dopo aver scaricato il pupo alla velocità della luce per correre al lavoro) oppure alle chiacchiere all’uscita. Però servono. In primis per ottenere informazioni preziose, poi perché possono facilitare l’organizzazione dei pomeriggi e delle attività extrascolastiche. Ah sì: se avete fortuna, magari con qualcuna andate d’accordo davvero, e non solo perché è “la mamma di”.

6 Il network è importante Non quello lavorativo, per carità. Quello delle babysitter. Se non avete le solite nonne o zie o vicine di casa molto comprensive, se non c’è una Mary Poppins fissa, sappiate che dovrete contare su almeno tre babysitter. Una in carica per i pomeriggi, una di emergenza per le mattine di sciopero e febbri, una per la sera se la numero due vi desse buca.

7 Non lamentatevi la scelta di lavorare e avere una famiglia, oppure quella, opposta, di stare a casa a occuparvi dei figli, l’avete presa tempo fa, per amore o per forza. Inutile continuare a ripetere tutti giorni che l’alternativa sarebbe mille volte meglio.

Informazioni su marisamoles

Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 8 settembre 2012, in bambini, famiglia, scuola primaria con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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