RELIGIONE CATTOLICA A SCUOLA: L’ALTERNATIVA CHE NON C’È E L’ORA DEL NULLA

Ogni tanto li vedo girare per i corridoi, fumare una sigaretta in cortile, strafogarsi di bomboloni al bar, molto più raramente intenti a studiare sui banchi predisposti in qualche atrio. A volte ce ne sono due o tre, altre volte sono numerosi. Dipende dalla concomitanza dell’ora di Religione nelle diverse classi. La loro è “l’ora del nulla”. Eh, sì, perché la legge stabilisce che si debbano proporre delle materie alternative all’ora di religione, non obbligatoria. Ma in realtà i ragazzi possono scegliere: studio individuale (non sorvegliato per mancanza di personale) oppure uscita dalla scuola (in alternativa, entrata un’ora dopo o uscita anticipata a seconda che l’ora di religione coincida con la prima o l’ultima della giornata). L’opzione “materia alternativa” o viene caldamente sconsigliata, proprio perché non ci sarebbero docenti disponibili con ore in esubero, o viene proprio snobbata perché l’ “ora del nulla” è di certo preferibile.

Poi, io passo per la solita rompiscatole che sbraita ogni volta che vede gli allievi girovagare per la scuola durante l’orario di lezione. Certo, non posso mica sapere che si tratta degli “obiettori” né posso costringerli a starsene in un’aula perché loro un’aula, che anni fa c’era (in un’ala della biblioteca, con a disposizione anche computer e stampante) da tempo non c’è più perché quasi ogni buco dell’edificio ormai è occupato dalle classi. Persino la casetta del custode, figura assente giustificata, da parecchio tempo, causa tagli di spesa, e sostituita da dispositivo d’allarme e telecamere di sorveglianza. Questa è la scuola moderna.

Quindi, dicevo, spesso e volentieri l’ora “buca” costituisce per gli studenti un’ottima occasione per bighellonare, anche quando l’opzione scelta sarebbe “studio individuale”, ché tanto c’è gente che non studia né fa attenzione nemmeno durante le ore obbligatorie, figuriamoci in quelle opzionali.
Ricordo anni fa la discussione infinita sorta durante un collegio docenti quando una collega, indubbiamente dotata di molta buona volontà, aveva presentato un progetto per sopperire alla mancanza cronica di una “materia alternativa all’insegnamento della Religione Cattolica”. Il progetto fu bocciato perché sorse una questione non proprio di secondaria importanza: se l’alternativa venisse considerata più allettante (e lo era, ma non ci vuole molto) dell’ora curricolare, ci sarebbe il rischio di registrare un elevato numero di esoneri dalle lezioni di religione. No, non si può.

Allora non sarebbe nemmeno stato così difficile proporre delle materie alternative, visto che numerose cattedre non erano di 18 ore e i docenti, a completamento dell’orario, erano utilizzati per sostituire i colleghi assenti per malattia. Ora, con la saturazione di tutte le cattedre a 18 ore (grazie alla Gelmini e ai tagli concordati con Tremonti), non ci sarebbero docenti utilizzabili. Però ci sono i cosiddetti “perdenti posto“, ovvero quei docenti di ruolo che si vedono scomparire la propria cattedra sempre grazie alla sforbiciata di cui sopra, oppure i precari che non riescono a ottenere una cattedra annuale. E allora, perché non impiegarli per le materie alternative all’ora di religione?

Questa è la proposta dell’Uaar, Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, e non mi pare tanto campata in aria. Non dimentichiamoci, comunque, che non sono solo gli atei a non gradire che i loro figli frequentino le lezioni di religione, ormai la scuola pubblica è multiculturale e numerosi studenti appartengono a diverse religioni.

La proposta in ogni caso è sensata. Ma la domanda rimane quella di qualche anno fa: e se poi l’alternativa risultasse più allettante anche per quelli che non avrebbero motivo di chiedere l’esonero per le ore di religione?

[immagine da questo sito]

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Pubblicato il 24 agosto 2012, in precariato, scuola, studenti con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 21 commenti.

  1. Io non ho mai capito che cosa facessero tutti quelli che all’ora di religione uscivano. Addirittura non mi aveva nemmeno mai sfiorata il pensiero che l’ora di religione fosse opzionale, fino a quando iniziai a compilare i moduli d’iscrizione annuali insieme ai miei genitori e vidi il quadratino che bisognava barrare se si voleva l’esonero. E dico che non ci avevo mai pensato perchè nella mia classe nessuno aveva mai chiesto di non seguire religione. Non che fossimo tutti grandi credenti ma era considerata un’ora soft, in cui si parlava con il prof (al liceo ho avuto un prof. di religione che era veramente un grande, una persona simpaticissima e divertente) di argomenti soprattutto religiosi, ma spesso anche di di attualità.
    Ad ogni modo se avessi chiesto l’esonero, l’ora di studio individuale sarebbe stata una benedizione: riuscire a fare di mattina i compiti che si devono fare di pomeriggio significa risparmiare un’ora dopo pranzo, meraviglioso! Considera che per avere il pomeriggio libero spesso a ricreazione restavo in classe a studiare. Erano 15 minuti in cui avrei potuto riposarmi, sì, ma erano 15 minuti in cui mi sarei divertita o riposata di pomeriggio!

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    • L’ora di religione è facoltativa dal 1984. Tuttavia, io avevo un mio compagno di liceo ebreo che poteva godere dell’esonero, il che indica che l’obbligatorietà non poteva essere imposta a persone di diversa religione.

      Mi stupisco che nessuno dei tuoi compagni non avesse chiesto l’esonero. Nelle diverse classi in cui insegno non sono mai molti gli studenti che non si avvalgono dell’IRC ma so che in alcuni casi la percentuale supera il 50%. Il motivo non è soltanto l’essere ateo o di diversa religione, è soprattutto dettato dalla voglia di starsene un’ora tranquilli a non fare nulla. Tu dici che un’ora da sottrarre allo studio pomeridiano (attenta, però, si tratta di un’ora settimanale, mica giornaliera!) è come una manna dal cielo per chi si deve organizzare i pomeriggi tra altri impegni. Io non credo, però, che questo sia un motivo sufficiente e poi, per esperienza personale, a scuola è difficile isolarsi del tutto e non cedere a tentazioni … per esempio, nelle mie ore buche credo di poter fare tanto e invece le perdo regolarmente perché sono distratta dai colleghi, non ho un luogo tranquillo dove stare, vado al bar a bere un caffè, in cortile a fumare una sigaretta, a volte faccio una passeggiata in centro per ricaricarmi …
      Se tu stavi in classe a studiare invece di goderti i 15 minuti di intervallo, ho solo un aggettivo per definirti: eroica!

      Quanto all’ora di religione, io credo che non abbia mai fatto male a nessuno, anzi, spesso sono ore interessanti di approfondimento, di confronto, di dibattito. Purtroppo la gente è propensa a credere che l’ora di religione sia una specie di catechismo ma in realtà così non è, basta leggersi i programmi. Poi, dipende dai docenti: qualcuno, come il tuo prof, sa rendere interessanti e piacevoli le lezioni, altri no.

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      • Io ad isolarmi ero bravissima, poi considera che avendo fatto danza fino a 13 anni ogni giorno dalle 15 alle 21 avevo la sindrome dello “sbrighiamoci a fare i compiti perchè alle tre devo essere a danza” provocata dall’avvertimento di mia madre, che se non avessi finito i compiti e fossi andata male a scuola non mi avrebbe fatta andare in palestra. Per fortuna sono sempre andata bene e sono sempre stata velocissima a studiare, ma, ecco, quando c’era la possibilità di diminuirmi il lavoro pomeridiano anticipandolo, la coglievo al volo.
        Comunque sì, il mio professore più che fare religione e catechismo ci lanciava delle provocazioni, creava dei dibattiti e soprattutto non era una di quelle persone bigotte che ti dicono “devi temere Dio, se fai questo Dio si arrabbia” e cose così.

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      • Ricordo anch’io come mi sbrigavo a fare i compiti e a studiare perché altrimenti non mi avrebbero lasciato andare a danza. E poi avevo anche lezione di Inglese due volte la settimana, la chitarra, gli amici … insomma, basta organizzarsi per fare tutto.
        Appena qualche genitore mi dice che se il/la figlio/a va male a scuola gli /le tolgono lo sport, io cerco sempre di dissuaderli. 🙂

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  2. Interessante discussione, la cui soluzione, secondo me, va cercata a monte e a partire da una seria riflessione sull’istruzione da parte dei docenti. Considerato che l’ora di religione non è catechismo, ma informazione culturale su questa materia, possibilità di ampliare le conoscenze (per poi parlare con cognizione di causa) e confronto civile non si dovrebbe neanche porre la questione, perchè, se così fosse, l’ora di religione non “offenderebbe” nessuna diversa confessione. A questo punto è lecito chiedersi come venga insegnata religione…conosco insegnanti che la limitano all’insegnamento della sola religione cattolica e, in questo contesto, secondo me è sbagliato. Lo stesso insegnante di religione dovrebbe avere onori e oneri pari a quelli degli altri insegnanti e invece non è così e forse questo non essere inserito a pieno titolo nel corpo docenti favorisce fraintendimenti.

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    • Infatti, il problema non è l’insegnamento della religione in sé ma come la si insegna. Una volta i docenti erano solo preti (e comunque molti erano di mentalità aperta, come ad esempio il mio del liceo che poi, però, ha rinunciato ai voti per sposarsi e mettere su famiglia 😯 ) ma ora il 90% degli insegnanti di religione sono laici, spesso laureati in pedagogia, oltreché in teologia, hanno una cultura vastissima che permette loro di affrontare un discorso più ampio, ponendo l’attenzione sulle altre religioni, indispensabile nel mondo multietnico in cui viviamo, e sul dialogo interreligioso, sui valori morali dei giovani, sull’educazione religiosa in confronto a quella laica … insomma, forse saranno fortunati i miei allievi ad avere delle brave insegnanti (ne parlano sempre con molto entusiasmo) ma continuo a non vederci nulla di male in un’ora alla settimana di religione.

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  3. Mia figlia è una di quelle che non si avvale dell’insegnamento della religione. Noi rifiutiamo l’ora per principio ma poi, a seconda dell’insegnante (che al momento della scelta non può conoscere), resta in classe o meno. Al momento non resta, pare che l’attuale insegnante sia una “catechista”, che ritiene un peccatore che va all’inferno chiunque non abbia abbracciato e pratichi la religione cattolica.

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    • Tua figlia è fortunata perché l’insegnante, nel momento in cui un allievo sceglie di non avvalersi dell’IRC non lo può tenere in classe, è una questione di responsabilità. Viceversa anni fa ad un collega che suppliva un docente di religione e che aveva invitato a rimanere in classe anche gli studenti che non si avvalevano dell’IRC, poiché era un docente della classe e voleva fare regolare lezione, è stato denunciato dai genitori per “sequestro di persona”. 😦

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      • Certi genitori andrebbero legati, imbavagliati, e affidati a una buona struttura in cui possano essere curati.Tu dici che “non lo può tenere” in classe, ma forse è da intendersi che non lo può trattenere, non che è tenuto a impedire che resti.

        Io, ai tempi in cui ero esonerata dall’ora di religione, ero quella che più ne era appassionata e che più era partecipe delle discussioni affrontate in quelle ore (mi riferisco al liceo): questo, ovviamente, quando non ho più avuto il vecchio prete ‘tradizionale’!

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      • Intendevo proprio “tenere in classe”. Nel momento in cui uno sceglie di non avvalersi dell’IRC, ha già fatto la sua scelta, non può decidere quando e se frequentare le lezioni o solo presenziare. Deve uscire dall’aula perché l’insegnante non può essere responsabile di un allievo che non le/gli è stato affidato. E’ la legge.
        Poi, ci sono docenti compiacenti oppure solo ignoranti, nel senso che ignorano la normativa.

        Ti faccio un esempio: se qualche allievo a cui non ho consigliato un corso di recupero (perché ritengo possa farcela da solo) mi chiede di presenziare ugualmente alle lezioni, non dico di no ma esigo una dichiarazione scritta da parte della famiglia in cui mi si solleva da ogni responsabilità per tutto il tempo necessario (percorso casa-scuola e viceversa, più il tempo della lezione). Su queste cose io non scherzo.

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  4. @Diemme. Anche io ne ho incontrati di insegnanti (e cristiani) così e gli ho sempre detto che loro sono gli integralisti del cattolicesimo, oltre a non rendere un buon servizio alla cultura, non ne rendono certo uno migliore allo stesso Dio!
    @Marisa. sequestro di persona??sono sempre più convinta che dare tutto questo spazio ai genitori abbia rovinato la scuola, a scapito del caro e dimenticato buon senso!!

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    • Non credo che il problema sia l’aver dato spazio i genitori, ma il modo in cui questi genitori lo occupano, ostacolando anziché collaborando, accusando anziché analizzando… è la carenza di buon senso il problema, non l’eccedenza di spazio!

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      • Sono d’accordo con te. Per “spazio” intendevo l’arte di saper restare al proprio posto, perchè certe volte sono davvero stancanti questi genitori tuttologi che ritengono a priori di saper fare il tuo mestiere meglio di te, quando magari hanno problemi a fare il loro di mestiere.

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      • Ricordo, una decina di anni fa, un classico genitore che non sapeva stare al suo posto. Ero coordinatrice di una classe alquanto problematica. Tutto il consiglio (lo sottolineo perché non era un problema individuale) si lamentava del comportamento degli allievi, dello scarso interesse, dell’insofferenza di fronte ai richiami, della mancanza di metodo di studio e della poca disponibilità al rispetto delle consegne. Il rappresentante dei genitori, un bancario, un giorno se ne esce dicendo: “vengo io a far lezione e vedete come li sistemo!”.
        Ho scritto una lettera al preside in cui esponevo questo grave fatto e in cui chiedevo di essere sollevata dall’incarico per “incompatibilità”, in realtà perché non volevo essere insultata a quel modo. A me il preside non ha risposto e a quanto ne so ha convocato il genitore il cui atteggiamento non è comunque cambiato.

        Certi presidi prendono spudoratamente le difese delle famiglie. Ora che la proposta di Profumo è quella di giudicare l’operato dei dirigenti in base ai risultati delle classi non so se cambierà qualcosa. Due sono i casi: o continueranno a stare dalla parte delle famiglie costringendo i docenti a fare buon viso a cattivo gioco, oppure staranno dalla parte dei docenti perché se li vorranno tener buoni affinché dicano “Che bravo dirigente che abbiamo!”. 😦

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      • Beh, io gli avrei risposto “Prego, si accomodi!”, ma non per una lezione, per un mesetto (perché per una volta son capaci tutti, soprattutto con studenti cui non parrebbe vero di dimostrare che i docenti sono in torto).

        Io sul lavoro non mi sono mai fatta problemi di questo tipo, so di sapere il fatto mio, per cui se qualcuno ritiene di saper fare le cose meglio, prego, si accomodi e ce lo dimostri.

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      • Be’, a scuola le cose sono un po’ diverse. Come minimo ci toglierebbero le ore in busta paga. 😦

        A parte l’arroganza del tipo in questione, mi viene in mente mia cognata che, vedendoci in difficoltà con l’estrema esuberanza del secondogenito, un giorno disse: “mandatemelo che ve lo metto a posto”. Detto, fatto. Dopo meno di 24 h ce l’ha riportato. 😀

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      • Non dubitavo, è sempre così. La nonna paterna di mia figlia faceva tanto la gradassa che io non riuscivo a fare niente con mia figlia piccola, decantando la sua perfetta organizzazione con Attila piccolo, con il quale riusciva a far tutto.

        Un giorno che mia figlia era con loro fui invitata ad andarmela a riprendere di corsa perché lei doveva preparare le valigie e con mia figlia in mezzo non riusciva… e pensare che preparare le valigie era una delle poche cose che riuscivo a fare con lei piccola!

        Tutti eroi con la pelle degli altri (ma ne esiste una versione più “colorita” che rende decisamente meglio 😆 ).

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  5. Il problema è sempre lo stesso, dovunque e con chiunque: ognuno ritiene di saper coltivare il giardino del vicino meglio del proprietario, ognuno sa sempre come gestire la vita degli altri, ma nella propria non ci sa mettere mano!
    E riguardo la proposta Profumo, mi sembra una vera bestialità giudicare dirigenti (e docenti) dai risultati della classe, ma la cosa più sconcertante è che certa gente è pure pagata per fare queste proposte…

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  1. Pingback: IL MINISTRO PROFUMO CONTRO L’ORA DI RELIGIONE FA INFURIARE IL MONDO CATTOLICO « laprofonline

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