“L’INVALSI E LE SCUSE NON RICHIESTE” di VINCENZO PASCUZZI

Pubblico questo contributo che mi è stato inviato per e-mail da Vincenzo Pascuzzi.

Infelicissimo il titolo “Le due Italie? Una studia, l’altra copia” (1). Stride, irride, affatto di buon gusto, è ai limiti della provocazione e dell’insulto, sembra quasi uno slogan leghista-padano!

Poi, subito all’esordio, la frase: “…. sparuti ma rumorosi gruppi di oppositori contrari alla valutazione, e impegnato, in modo più sereno e assai meno ideologico, gli studenti italiani ….” mette le mani avanti, suona quasi come una richiesta di “scuse non richieste, ecc.” (“excusatio non petita, accusatio manifesta”), tradisce e manifesta il disagio e la preoccupazione dell’intervistato (o dell’intervistatore, o del gestore del sito) in relazione alle numerose critiche anche recenti rivolte all’Invalsi (2) ÷ (6).

Invece di controbattere, di replicare con argomenti nel merito delle critiche stesse, si cerca di passare dalla qualità (delle critiche) alla quantità (degli studenti sottoposti, indotti o costretti ai test), insomma di spostare l’obiettivo, di zumare sui numeri, per giocare in casa, sul proprio campo statistico. E’ pur vero che bisogna comunque tenere in dovuta considerazione le “duecento pagine del volumone”, cioè il Rapporto annuale Invalsi con le Rilevazioni nazionali sugli apprendimenti 2011-12. Ma è anche vero che, dal punto di vista statistico, conterebbe proprio zero il bambino della favola che esclamò: “Ehi, guardate! Il Re è nudo!”. Né è solo una battuta paradossale quella che afferma: “I numeri sono come le persone: torturali abbastanza ed essi ti diranno qualsiasi cosa (Numbers are like people; torture them enough and they’ll tell you anything)”. C’è o ci può essere del vero.

Questo comportamento – sfuggire al confronto, mai entrare nel merito, replicare solo con refrain – è atteggiamento ricorrente sia dell’Invalsi stesso che di chi sostiene incondizionatamente il suo operato e i suoi test.

Infatti, la frase già citata e virgolettata identifica tout court la valutazione con la somministrazione di quei test ed effettuata in quel modo preciso, cioè come l’unica possibile, punto. Ma non è affatto vero che chi è contrario alla valutazione Invalsi sia contrario alla valutazione. Leggiamo infatti: “Sgombriamo preliminarmente il campo da fuorvianti equivoci: una valutazione rigorosa del sistema scolastico italiano, finalizzata al miglioramento della sua qualità e al potenziamento degli strumenti che consentano l’assolvimento del suo mandato costituzionale, è auspicata, oggi più che mai, non solo dai rappresentanti delle istituzioni italiane e europee, ma da ogni singolo cittadino che abbia a cuore il presente e il futuro del nostro paese, primi fra tutti gli insegnanti” (7).

Poi, l’opera dell’Invalsi viene paragonata ora ad una radiografia! In occasioni precedenti era stata paragonata a) al metro della sarta (8); b) al Grand Kilo depositato a Parigi (8); c) al termometro clinico (9); al colesterolo (10); allo specchio (11); a una fotografia accurata (12). In altre parole, si cerca un paragone suggestivo, che colpisca e dal quale poi ricavare le conclusioni che si vogliono trarre.

Peraltro, anche ammesso valido uno dei paragoni proposti (ad es. termometro o fotografia), rimane il fatto che l’Invalsi si auto-abilita al mono-uso esclusivo delle sue prove, nemmeno lui le usa una seconda volta a mo’ di pura verifica per errori strumentali e procedurali.

E che dire delle accuse di cheating rivolte a questa o quella scuola di tale o tal’altra Regione? Sono sentenze inappellabili, indiscutibili, sacre e inverificabili. E perché Invalsi non propone le prove – come fanno in classe alcuni docenti – in 2, 4 o più versioni equivalenti per ridurre il cheating? E indirettamente verificare fra loro le prove stesse?

Del resto, il ministro Profumo risulta impegnato in altre iniziative (plico elettronico, porti, smart cities, ticket maramaldi ai fuori-corso, ipotesi di Ministero …. Comprensivo Istruzione e Lavoro – MCIURL) e sembra aver dato carta bianca all’Invalsi. L’Istituto così può operare a briglia sciolta, come meglio crede, utilizzare le risorse e il personale della scuola, estendere le sue prove, proporle per la maturità, e ciò in pratica senza nessun confronto, discussione, tanto meno controllo. Da qui le contestazioni, le resistenze e le critiche, aggirate come detto a priori, con motivazioni ideologiche “buone”.

E’ utile, serve davvero un Invalsi che “scopre l’acqua calda” (2) o che “produce risultati analoghi a quelli PISA (che almeno è a campione e quindi molto meno costoso)” (13), che stimola rivalità deleterie tra Nord e Sud, che altera e sconvolge le lezioni e i programmi scolastici, e che costa in termini reali ben più dei costi contabilizzati dell’Istituto stesso? Infatti, ai 5 milioni di euro (14) a carico dell’istituto, bisogna aggiungere una cifra circa 30 volte superiore corrisposta “in natura” dal Miur e dalle scuole (15).

E poi, Nord virtuoso e Sud somaro, chi studia e chi copia, il livello medio fra le scuole e le Regioni: perché Invalsi non dice se – secondo lui – il livello medio corrisponde alla sufficienza o no, e a quale valore corrisponde? Nord e Sud potrebbero essere entrambi sufficienti o insufficienti, oppure no? Forse si sta assistendo e incitando a una gara senza un traguardo definito in termini assoluti ma solo relativi.

Infine, chi provvede, o chi dovrebbe provvedere, a recuperare le situazioni sotto la media o sotto la sufficienza? Nell’intervista si cita la scuola per intendere il sistema scolastico, ma poi le ambiguità non sono casuali e portano a identificare il sistema scuola con le singole scuole e con i prof. In altre parole, a settembre verrà il Miur con i dati del librone Invalsi e dirà a scuole e prof: “Invalsi ha fatto un ottimo lavoro, con prove scientifiche, oggettive e standardizzate, ha misurato le temperature e fatto fotografie accurate, ora tocca a voi, datevi da fare e provvedete a migliorare! Sbrigatevi, cosa aspettate?”.

Roma, 28 luglio 2012

Vincenzo Pascuzzi

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LINK

(1) Le due Italie? Una studia, l’altra copia – Intervista a Roberto Ricci – 27 luglio 2012
LINK
(2) Invalsi 2012: la scoperta dell’acqua calda – di Alex Corlazzoli – 24 luglio 2012 LINK
(3) Lo scopo dei test Invalsi – di Marina Boscaino – 25 luglio 2012 LINK
(4) Invalsi, Sud bocciato per il deficit di legalità – 25 luglio 2012 LINK
(5) Speriamo che non sia tardi – di Francesco Di Lorenzo – 25 luglio 2012 LINK
(6) Più valutazione, meno valutazione o diversa valutazione – di Franco De Anna – 25 luglio 2012 LINK
(7) Sulla valutazione del sistema scolastico italiano – di Anna Angelucci – 3 dicembre 2011 LINK
(8) Sulle prove INVALSI – di Daniela Notarbartolo LINK
(9) La scuola all’esame dei risultati LINK
(10) Spread immateriale LINK
(11) Invalsi: implementare la cultura della valutazione LINK
(12) Scuola, i risultati delle prove Invalsi LINK
(13) Le due Italie? Una studia, l’altra copia – commento di Paola Colla – 27 luglio 2012 – 17.08
LINK
(14) Ugolini: “L’Invalsi conviene ai genitori” LINK
(15) Lo Stato “regala” 138.000.000 di euro all’Invalsi? LINK

Informazioni su marisamoles

Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 30 luglio 2012, in scuola, Test Invalsi con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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