E DOPO LA MATURITÀ? UNIVERSITALY TI AIUTA A SCEGLIERE

Il 66% dei maturandi vuole proseguire gli studi. Secondo un sondaggio di Skuola.net, qualcuno sceglierà corsi di formazione professionale avanzata (regionali, o Its, il canale formativo post-secondario parallelo ai percorsi accademici, pensato per fornire alle aziende un bacino di professionalità tecniche, solo il 13% si metterà alla ricerca di un lavoro, impresa ardua in tempi di crisi, e l’8% sceglierà di andare all’estero con l’intento di imparare la lingua o perfezionare le sue conoscenze.

Secondo Almalaurea le immatricolazioni sono scese del 15% negli ultimi otto anni. Ma anche chi sceglie di proseguire gli studi non ha vita facile. Gli abbandoni, infatti, sono in aumento: il 23% degli studenti lasciano al primo anno, il 30% al secondo. Da una ricerca dell’Isfol (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori) emerge che l’Italia è il fanalino di coda in Europa per tasso di impiego e per livelli di retribuzione dei neodottori. Le nostre aziende assumono sempre meno laureati: il 12,5% contro il 30% degli Stati Uniti.

Ma chi in questo momento sta sostenendo gli esami o li ha da poco finiti può contare su un’iniziativa del MIUR che ha l’intento di orientarli nella scelta post-diploma. Il Ministro Profumo ha presentato UniversItaly, il nuovo portale dell’Università italiana, realizzato con la collaborazione della Crui, del Cineca e di tutti gli atenei italiani, indirizzato agli studenti italiani e stranieri e a tutti i soggetti interessati al nostro sistema accademico.

In una nota del Ministero dell’Istruzione si illustra il progetto:

Il portale nasce con l’idea di semplificare e supportare la scelta degli studenti e delle loro famiglie, aiutandoli, tramite appositi strumenti, nella comparazione delle offerte formative degli atenei, aggiornate dagli atenei stessi, e di sviluppare e promuovere la domanda da parte degli studenti stranieri.

Tramite “UniversItaly” gli studenti che escono dalle scuole superiori o che stanno ultimando il loro percorso formativo potranno disporre di tutte le informazioni necessarie per una scelta consapevole, avendo una visione d’insieme dell’offerta sempre aggiornata e un panorama complessivo delle università e delle altre istituzioni per la formazione superiore. Di fatto in “UniversItaly” sono presentate le offerte delle accademie e dei conservatori e viene proposta una panoramica sull’istruzione tecnica superiore. CONTINUA A LEGGERE >>>

[dati da Il Corriere]

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Pubblicato il 11 luglio 2012, in Esame di Stato, Francesco Profumo, MIUR, studenti, Università con tag , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Certo, di questi tempi meglio continuare gli studi che cercare lavoro.
    Mah, forse sono una voce fuori dal coro, ma a me convince poco questa propaganda delle università, che cercano solo di attirare clienti proprio come chi deve vendere un prodotto. E mi convince poco l’idea che tutto sia alla portata di tutti: a parte un buon livello di conoscenza e interesse, credo che la preparazione dei ragazzi che intendono andare all’università debba contemplare un certo allenamento alla disciplina. Quello che noto, invece, sono corsi di laurea con i nomi sempre più fantasiosi e ragazzi che, incredibilmente, passano tutti gli esami con il minimo sforzo e allora qualche volta mi chiedo se davvero stiamo puntando alla preparazione umana e professionale o se semplicemente vogliamo dimostrare all’europa che anche qui siamo preparati…quando poi le statistiche descrivono, a giusta ragione, i nostri studenti come rozzi e ignoranti.

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    • Anch’io sono dell’idea che proseguire gli studi sia per molti più una scelta di comodo per nulla dettata dalla convinzione di quel che si fa. Basta vedere la percentuale di chi non arriva alla fine del secondo anno. L’indagine riportata non si sofferma sul tempo impiegato per laurearsi ma io credo che proprio le difficoltà di trovare un’occupazione porti molti a prendersela comoda. Naturalmente chi può perché figlio di papà.

      Quanto al sito, ormai anche a scuola si fa pubblicità e si cerca di battere la concorrenza, esattamente come si fa per vendere un prodotto. Poi c’è una bella differenza fra ateneo ed ateneo. Ma questo i potenziali datori di lavoro lo sanno e chi si laurea con facilità in un’università di “manica larga”, come si suol dire, avrà le sue belle gatte da pelare.

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  1. Pingback: 600MILA STUDENTI FUORI CORSO NELLE UNIVERSITÀ ITALIANE. PROFUMO: “CASO UNICO” « laprofonline

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