ESAME DI STATO 2012: STUDENTE SORPRESO CON BIGLIETTI E CACCIATO DALLA COMMISSIONE. RIAMMESSO AGLI ESAMI DAL TAR


Uno studente maturando dell’ITIS Malignani di Udine, la scorsa settimana era stato sorpreso con dei fogli nascosti nel dizionario durante lo svolgimento della terza prova scritta. Immediatamente cacciato dalla commissione esaminatrice, ha fatto ricorso al TAR (con quale faccia, aggiungo io!) che lo ha riammesso a sostenere gli esami nella sessione supplettiva.

La decisione del Tribunale Amministrativo del Friuli – Venezia Giulia è stata presa ante causam, ovvero prima che i giudici esprimano il parere a riguardo. Quindi, lo studente potrà sostenere le prove che gli mancano in attesa della sentenza definitiva, qualunque essa sia.

Ma su quale base può un diciannovenne furbacchione, ben consapevole dei rischi che si corrono se sorpresi a copiare, rivolgersi al Tar invece di battersi il petto e dire mea culpa? Sulla base di una mancanza della commissione che avrebbe allontanato il giovane dalla prova senza un atto formale vero e proprio. Se così fosse, mi stupirei dei docenti e del presidente che conoscono bene la normativa e sanno che si verbalizza ogni cosa. Io, ad esempio, se colgo qualche allievo con dei foglietti durante un compito in classe, ritiro la prova, scrivo sul foglio l’ora in cui è stata ritirata e il modo di procedere per la valutazione della stessa (ad esempio, se si terrà conto di quello che il ragazzo ha scritto fino a quel momento o s’invalida l’intera prova attribuendole, senza nemmeno correggerla, un voto negativo, generalmente un due) e allego alla stessa il “materiale” sequestrato. Non solo: tempestivamente viene scritta una nota sul registro di classe e una sul libretto personale per informare la famiglia. Mi pare il minimo.

Insomma, dalla parte del torto è passata la commissione che non ha chiuso un occhio e nemmeno due. Capite ora perché spesso – non so se tanto volentieri, però – i commissari o il personale di sorveglianza durante le prove dell’esame di stato fanno finta di non vedere se gli studenti copiano?

[fonte: Messaggero Veneto]

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Pubblicato il 30 giugno 2012, in docenti, Esame di Stato, studenti con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. E che notizia é, visto che in molte parti d’Italia sono proprio i prof a passare le soluzioni dei test Invalsi?

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    • Be’, ma c’è una bella differenza tra un test InValsi, che non ha nessun valore legale, e un esame di stato (non a caso la dicitura ha sostituito quella più vecchia di “maturità”). I commissari e il presidente hanno funzione di pubblici ufficiali e, anche quando chiudono un occhio, lo fanno sapendo bene ciò che rischiano (anche la sospensione dal servizio) nel caso in cui un’ispezione faccia emergere delle irregolarità per dolo. A questo proposito, la Gelmini – grazie al cielo! – ha fortemente voluto gli ispettori in tutte le scuole durante lo svolgimento dell’esame di stato. L’anno scorso quello destinato alla mia commissione ha presenziato ad alcuni orali e ha controllato tutti i verbali e la documentazione varia.

      Nell’episodio in questione c’è pure da dire che la commissione ha agito correttamente con l’espulsione immediata dello studente. Ma ha “dimenticato”, a quanto pare, di verbalizzare l’accaduto e di formalizzare, con comunicazione scritta all’interessato, la decisione presa. Però se poi il Tar riammette all’esame lo studente (anche se non è detto che gli dia ragione, può anche darsi che convalidi la decisione presa dalla commissione e, quindi, il ragazzo avrebbe fatto il resto delle prove per nulla perché dovrebbe comunque ripetere l’anno), la cosa appare alquanto scoraggiante. Solo questo volevo mettere in risalto.

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  2. Io ritengo che sia molto più grave dare il cattivo esempio in una situazione marginale, tanto più che in quel caso è coinvolta la propria valutazione, che chiudere un occhio in una situazione ufficiale. Ma è il mio parere.

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  3. Come si dice…”il pesce puzza sempre dalla testa”…se gli esempi dall’alto sono di un certo tipo non ci si può lamentare se poi dal basso si vedono le conseguenze.
    Bisognerebbe sradicare il demone del “che male c’è” da cui siamo posseduti in questi tempi. E chi crede nella correttezza non deve smettere di dare il buon esempio, anche a costo di ritrovarsi solo, anche se a volte il panorama intorno è proprio desolante, ma almeno non si diventa complici di un sistema che non si condivide.

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