PIACENZA: SESSO IN CAMBIO DELLA SUFFICIENZA. DOCENTE ARRESTATO

Adescava le sue allieve minorenni attraverso Facebook e chiedeva loro incontri sessuali in cambio della sufficienza o voti migliori. In almeno un caso gli è andata male ma nell’altro, in cui è implicata un’allieva minorenne, ha ottenuto anche un rapporto sessuale completo. Non solo: cambiava spesso l’account utilizzato per chattare, facendolo modificare anche all’alunna minorenne, per non essere scoperto. Ma è stato tradito dall’atteggiamento troppo, diciamo così, conciliante nei confronti delle allieve carine rispetto agli altri componenti della classe.

Il fatto è successo a Piacenza ed ha come teatro un istituto tecnico commerciale. Il docente di Informatica, accusato di atti sessuali con minorenne (di meno di 16 anni) con l’aggravante dell’affidamento per motivi di istruzione. Ad aggravare ulteriormente la sua posizione un’altra accusa, di tentata violenza sessuale nei confronti della ragazzina che non ha ceduto alle sue advances e che, rea di essersi confidata con le compagne, è stata minacciata, sempre via Facebook, se non avesse smentito il fatto e dichiarato di avere interpretato male le richieste del professore.

Il docente, però, è stato scoperto, grazie anche alle indagini della Polizia Postale, arrestato e condotto in carcere.

Il fatto in sé è deprecabile e testimonia che a volte l’amicizia tra allievi ed insegnanti sul social network più famoso al mondo è caldamente sconsigliata.

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 27 giugno 2012, in docenti, studenti, web con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 17 commenti.

  1. Marisa, l’insegnante era uno squallido, un malato di mente, un depravato, tutto quello che vuoi, ma le studentesse consenzienti, che si concedevano per una sufficienza o per far alzare il voto, non mi fanno particolarmente pena. Invece sono furibonda, e anche spaventata, per quella poveretta che in tutta questa storia è l’unica che si è comportata con correttezza, decenza e rispetto per se stessa.

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    • Ho pensato la stessa cosa ma, per esperienza, so che dei giornalisti non ci si può fidare ciecamente. Insomma, non c’è troppa chiarezza sui fatti ed io volevo sottolineare, in particolare, la “pericolosità” dei social network in certi casi. Anche perché, volendo commettere un reato così grave, c’è poco da fidarsi. Peggio per il professore: è stato proprio un allocco.

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  2. Che schifo… Sia l’insegnante che le studentesse. Sono senza parole.

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    • A me pare particolarmente sconvolgente il fatto che qui si stia parlando di studentesse con meno di sedici anni. All’università, a quanto pare, capita spesso ma ora le ragazzine imparano presto a percorrere certe scorciatoie. 😦

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      • Ci nascono… spesso e volentieri sono “tutte sua mamma!”. 👿

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      • Abbiamo più volte detto che l’esempio in famiglia è importante ma per me non sempre fondamentale.
        Mi è venuta in mente una mamma che è venuta a colloquio da me, allo sportello d’ascolto, tutta preoccupata perché la figlia veniva a scuola truccata in modo troppo pesante. Quindi, qualche volta l’esempio della mamma non è seguito, anzi.

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      • Eppure non ne sono convinta, nel senso che magari la mamma, che non voleva che la figlia si truccasse pesantemente, lo faceva a sua volta, oppure lo faceva la zia o addirittura la nonna. Nel caso l’esempio fosse dell’amica del cuore di turno, generalmente si tratta di fenomeni passeggeri, perché l’mpronta è comunque quella familiare.

        Poi, tutto può essere, ma spesso mi è capitato di non capire all’inizio come potesse essere venuto fuori un certo figlio da certi genitori, e poi col tempo di chiarirmi le idee…

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      • Io ho due figli maschi: stessa educazione, stessi esempi e modelli eppure sono diversissimi. Ti assicuro che, nel periodo dell’adolescenza, il minore non sembrava affatto figlio nostro. Mio marito diceva che l’avevano scambiato nella culla. Peccato che fosse (e lo è tuttora) la fotocopia del nonno paterno …
        Nel frattempo è cambiato talmente tanto che mi chiedo ancora come sia stato possibile.

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      • Ma il periodo dell’adolescenza è piuttosto lungo. Il “tempo delle cazzate” va avanti fino ai vent’anni (forse nelle femmine un po’ meno). Quindi, le ragazzine che vanno a letto con il prof o quelle che si truccano pesantemente non è detto che abbiano madri depravate (o che lo siano state in gioventù).

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      • Questo sì. Non sempre i figli vengono come vorremmo ma, alla fine della fiera, credo che somiglino molto a chi li ha cresciuti. Io sono tutta mio padre, che mi avrebbe voluta l’esatto contrario, se non altro in quanto donna.

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      • Io ho preso il peggio di entrambi i genitori, anche se mia mamma va ripetendo da anni che i difetti sono quelli di mio papà e i pregi sono tutti suoi. 🙂

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      • Come mia figlia insomma… 😉

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  3. amico o non amico sui social, questo tizio (chiamarlo collega non me la sento) ci avrebbe provato comunque…che schifo. Contenta l’abbiano scoperto. E se ci pensi, bisogna proprio dire grazie ai social…senza sarebbe stato ancora più difficile coglierlo con le mani nel sacco. Ben venga essere “tracciati” in rete…

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  4. Una storiaccia squallida da entrambe le parti, lui ha dalla sua di essere “malato” (questo naturalmente non per giustificare), mi chiedo quale sia la scusante delle ragazze…
    Certo mi lascia molto perplessa che per un voto si sia disposti a (s)vendere se stessi

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    • A me lascia perplessa anche l’abitudine diffusa (se ne parla spesso in cronaca) delle ragazzine che si fanno filmare nude per una ricarica telefonica o una borsa firmata (questo è un esempio abbastanza recente). Senza voler fare i moralisti, evidentemente certi valori sono passati di moda. Il punto è che lo si diceva anche ai miei tempi. 😦

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