PONTREMOLI: CONFERMATA BOCCIATURA PER CINQUE SCOLARI DI PRIMA ELEMENTARE

La scuola è finita (almeno per quel che riguarda le lezioni) e spuntano, puntuali come ogni anno, le polemiche sulle bocciature. Basterà attendere qualche settimana, poi sentiremo anche le proteste per i pochi 100 all’esame di maturità e le bocciature facili da parte di commissioni troppo esigenti. C’est la vie. Tutti, comunque, sempre pronti ad esprimere giudizi affrettati senza avere nemmeno chiaro il quadro della situazione.

Io sono la prima a sostenere che non si dovrebbe mai bocciare. Ciò non significa, però, che si debbano mandare avanti scolari e alunni con una preparazione inadeguata al prosieguo del percorso scolastico. Come ho già detto, sono del parere che le bocciature, attualmente, siano dovute ad una serie di circostanze per cui è praticamente impossibile seguire ogni bambino e ogni ragazzino con un percorso individuale come effettivamente si dovrebbe. Guarda caso, il dito è puntato verso i provvedimenti voluti dalla Gelmini e volti al risparmio. Non c’è da stupirsi, quindi, che dei bambini in difficoltà debbano subire una bocciatura che si sarebbe forse potuta evitare se le classi fossero meno numerose, se gli insegnanti di sostegno potessero operare in modo diverso, con più ore a disposizione e senza dividersi tra alunni diversi con problematiche più o meno complesse, se venisse rispettato il limite di alunni nelle classi in cui viene inserito un compagno disabile.

L’ultimo caso balzato alle cronache è quello di cinque bambini bocciati in prima elementare in una scuola di Pontremoli (Massa Carrara). Alcuni genitori si erano rivolti al ministro Profumo il quale aveva inviato degli ispettori. Al termine dell’ispezione era stato ordinato al dirigente di far ripetere gli scrutini. Ma l’esito dei primi è stato confermato: i cinque bambini, tra cui uno disabile, dovranno ripetere la prima.

Dal canto suo, il dirigente Angelo Ferdani, dice di avere la coscienza a posto: “Sono stato io il primo a sollevare il problema del sovraffollamento delle classi ma nessuno mi ha autorizzato a creare una terza sezione di prima elementare”, ha spiegato pochi giorni fa. I genitori, che si sono costituiti nel comitato che conta circa 65 famiglie, rivelano che il dirigente già a febbraio aveva avvertito il Tar di avere cinque bambini da bocciare. La presidente del comitato osserva: “Dal punto di vista didattico ci sembrò una follia ma forse era solo un modo per risolvere il problema del sovraffollamento“. Più che risolvere io direi sollevare.

Allora mi chiedo: visto che nella maggior parte dei casi le classi-pollaio sono fuori legge (disattendono infatti la legge sulla sicurezza), perché il Tar non condanna il ministero, come dovrebbe, invece di limitarsi a dar ragione agli insegnanti, rei di aver bocciato dei bambini di sette anni?

[LINK della fonte; immagine da questo sito]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 2 LUGLIO 2012

LE MOTIVAZIONI DELLE BOCCIATURE

Non hanno raggiunto i requisiti minimi per la sufficienza, tra cui saper leggere, almeno in stampatello, e saper far di conto. Queste in sintesi le motivazioni che hanno portato alla conferma della bocciatura dei cinque alunni di prima elementare della scuola ‘Giulio Tifoni’ di Pontremoli dopo la ripetizione degli scrutini disposta dal Miur a seguito di un’ispezione ministeriale.

Nei giorni scorsi la scuola ha inviato i verbali dei nuovi scrutini all’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana. In questo modo la decisione presa dalla scuola è definitiva.

Il Miur, tuttavia, avrebbe manifestato l’intenzione di eseguire nei prossimi mesi ulteriori accertamenti sull’istituto. Sotto la lente d’ingrandimento del ministero potrebbero finire le modalità di conduzione dei corsi di recupero, che i bimbi bocciati hanno seguito senza successo.

Intanto, per il mese di settembre, l’Ufficio Scolastico Regionale organizzerà per tutti i docenti della Toscana corsi di formazione specifici, sui temi della valutazione e dell’accompagnamento dell’apprendimento dei bambini in situazioni di difficoltà.

Sul caso di Pontremoli Tuttoscuola ha già osservato che la normativa vigente consente, sia pure in casi eccezionali, di non ammettere alunni alla classe successiva. Quindi o si modifica la normativa eliminando del tutto la possibilità di far ripetere l’anno, superando la nozione di ‘requisiti minimi’, oppure le valutazioni dei docenti vanno accettate anche quando comportano la ripetizione dell’anno. Il resto è ipocrisia.

[FONTE TUTTOSCUOLA.COM]

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 22 giugno 2012, in bambini, Francesco Profumo, MIUR, scuola con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Misteri della vita…anche io mi chiedo perchè si preferisca accanirsi su un capro espiatorio comodo (gli insegnanti) e non risolvere la questione seriamente con chi di dovere (ministero).
    Condivido le tue osservazioni e credo che sia una grave mancanza, laddove si verifichi, quella di non riuscire a seguire tutti e ciascuno e a completare l’opera ci sono poi queste classi pollaio che davvero non aiutano!
    Aggiungo, tuttavia, che la bocciatura non è una sentenza di morte e forse dovremmo smetterla di mantenere questi bambini sotto la campana di vetro al riparo dagli insuccessi e magari iniziare a fare ognuno la propria parte con vera responsabilità!
    Io, nel frattempo, alla distribuzione delle pagelle sono stata spettatrice di una piazzata da circo di una mamma il cui figlio è stato bocciato e, insieme a una collega, sono stata insultata per un’abbondante mezz’ora. Scusa, ma mi chiedo cosa ne potrà essere dei figli di cotanti genitori…

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    • Ecco, l’esempio delle madri chiarisce molti perché riguardo ai figli.
      Che vergogna! Siamo ormai considerati così poco, noi insegnanti, che chiunque si arroga il diritto di insultarci (a me non è mai capitato ma mi ritengo molto fortunata!).

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