PROFUMO SUL TFA: PRECARI CON TRE ANNI DI ESPERIENZA DIRETTAMENTE IN AULA

Buone notizie per quei docenti che hanno già maturato tre anni di esperienza in cattedra. Il ministro Profumo, in un’intervista rilasciata al Corriere, assicura che ci saranno degli “sconti”: alla fine del primo corso di tirocinio per conseguire l’abilitazione, saranno ammessi direttamente in aula perché, spiega il ministro, il tirocinio l’hanno già fatto. Poi assicura che non dovranno sostenere alcuna prova preselettiva, non ci saranno selezioni di ingresso per loro.

I corsi presso le università cominceranno a fine anno. Saranno tenuti dalle facoltà universitarie e, vera novità, una grossa parte (475 ore), si svolgerà in classe e in laboratorio «perché essere preparatissimi nella propria disciplina – continua Profumo – non significa essere bravi insegnanti, abbiamo bisogno di docenti moderni, capaci di stimolare i ragazzi, di gestire le loro aspettative, anche attraverso modalità nuove, la tecnologia per esempio.

L’intraprendente ministro aggiunge: entro l’anno bandiremo un primo concorso, abbiamo già fatto richiesta di autorizzazione per il numero di posti. Non solo, già nella primavera 2013 sarà bandito un altro concorso al quale potranno accedere anche i nuovi abilitati, i vincitori entreranno in servizio nel 2015-2016. L’intenzione è quella di dare una cadenza biennale ai concorsi, per regolarizzare tutto il sistema.

Potrete conoscere altre novità cliccando direttamente sul link de Il Corriere riportato all’inizio dell’articolo.

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 6 maggio 2012, in docenti, Francesco Profumo, MIUR, precariato, scuola, Tirocinio Formativo Attivo (TFA) con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 11 commenti.

  1. Sono veramente contenta che finalmente sia arrivato in qualità di Ministro dell’istruzione una persona saggia e dall’intervista fatta condivido molti suoi pensieri: e’ importante comunicare con i giovani e poter fornire loro dei contenuti nel modo più moderno e tecnologico….. A volte gli insegnanti fanno quel mestiere perché la vita non gli promette altro mentre tanti altri insegnanti fanno quel mestiere perché lo amano e lo fanno con passione…. E gli interlocutori (gli studenti) questo lo vedono, lo sentono. Ci sono insegnanti super sapienti nella loro materia ma poi i loro risultati si vedono….. Quei poveri alunni si ritrovano con gravi insufficienze e con il dover andare a cercare qualcuno che gli sappia trasmettere quei contenuti che in quell’ora erano solo parole prime di anima.
    Ripeto sempre che la valutazione del buon docente la puo’ dare il DS ma meglio ancora gli studenti con le loro opinioni frutto della loro esperienza fra banchi di scuola e Docenti o Insegnanti. . .
    Un maggior controllo su tutte le assenze per malattia a volte prolungate per anni con artifizi che la legge concede (rientrare in servizio quando le scuole sono chiuse per festività o vacanze…..)
    E poi queste supplenze lontane centinaia e a volte migliaia di chilometri dalla propria famiglia, dalla propria casa……certo che il lavoro non si rifiuta….. Ma poi? Quanti sono i giorni di servizi effettivi in aula? Ed ecco che entrano in gioco tutte le varie escamotage….. Ed ecco le nomine di supplenti che magari sostituiscono un altro supplente…..e l’Italia per un posto di insegnante paga 3 persone e spesso 1 se non 2 a carico delle casse dell’istituto scolastico……
    E la continuità didattica? Dov’ e’ finita l’attenzione alla continuità didattica? Per un mese un insegnante, per tre mesi un altro…… In quinta superiore cambiano tutti gli insegnanti dellle materie principali avuti nei quattro anni precedenti…..
    Bene credo che per fare una buona scuola in Italia non bisogna fare dei tagli perché già soltanto con un maggior controllo di tutti questi atteggiamenti egoistici e dannosi si potrebbero persino avere dei risparmi finanziari.
    E ancora …. Anche tutti questi mille progetti che spesso vengono fatti nelle varie scuole…sono convinta che non tutti i fondi per questi progetti siano realmente spesi o spesi bene…. Ci sono sempre mille interessi…. Che non sono certo quelli della formazione!!
    Attenzione dunque caro Ministro.
    E ancora….. Ha mai provato ad entrare in un’aula di una scuola superiore…. Magari di un professionale? A parte le strutture…. Dove a volte i ragazzi devono stare due in una sola postazione o dove si trovano 30 ragazzi in aule dove ce ne dovrebbero stare solo 15….. Ma come si puo’ pensare di fare della buona didattica, di trasmettere contenuti – che non sempre sono solo quelli didattici (perché sappiamo bene che spesso si deve lavorare sulla disciplina….i giovani di oggi non sanno piu’ cosa sia una REGOLA) – a classi composte da 30 se non piu’ studenti…… Bisogna provare per capire….

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  2. Su una cosa ragione il ministro:”essere preparatissimi nella propria disciplina non significa essere bravi insegnanti”; però c’è da dire che l’avere già insegnato non garantisce che si sia insegnanti migliori di coloro che non hanno avuto questa opportunità.Personalmente sono contraria ai TFA, che dovrebbero in pochi mesi “formare” i futuri docenti,perchè sono già selettivi,sono affidati a persone non sempre all’altezza, comportano spese.Avrei trovato più equo ed economico continuare con i concorsi finalizzati al duplice scopo della cattadra e dell’abilitazione, prevedendo una prova di accertamento della capacità didattica(come nel concorso del 1973),prova a cui chi è in possesso di una laurea( e forse anche di esperienza d’insegnamento) penso possa prepararsi da solo;oppure si poteva lasciare l’obbligo di formazione nell’anno di prova.Ma evidentemente intorno ai TFA ruotano vari interessi!Quanto al fatto che occorrano insegnanti “moderni”,penso che dovremmo far conoscere al Ministro il brano di Quintiliano di cui abbiamo parlato in altra sede!Quello che invece apprezzo molto è la volontà di ritornare a concorsi con cadenza biennale,che sarebbe l’unico modo di evitare il formarsi di precariato,ma ho molti dubbi che ciò si verifichi realmente:tale periodicità era prevista dai Decreti Delegati del 1974(che parlavano di concorsi per esami e di concorsi per soli titoli per chi avesse già l’idoneità),e si è visto quello che è successo:l’ultimo concorso risale al 1999!D’altra parte sul precariato
    ci “campano”politici e sindacati.Ammesso che questo concorso sia veramente bandito entro l’anno,penso che dopo la fine del governo tecnico di concorsi si parlerà poco.Cara Marisa,penso che tu la pensi come me,ma non dirmelo:io sono pensionata e posso dire quello che penso senza timore di “rappresaglie”,tu no!

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    • Io credo che se si sceglie l’insegnamento con la profonda convinzione di quel che si fa, il “mestiere” s’impara sul campo senza grosse difficoltà. Io fin dalla primissima supplenza (ero ancora all’università, giovanissima e mi sono trovata catapultata dai banchi di scuola alla cattedra … di un corso serale per lavoratori 😦 ) mi sono resa conto di essere nata per fare l’insegnante e non ho trovato alcuna difficoltà a farlo, superato l’imbarazzo iniziale, semplicemente prendendo a modello quelli che erano stati i miei migliori insegnanti.
      Ho superato il primo concorso ordinario appena laureata e ho imparato molte cose con il tempo, confrontandomi con i colleghi più esperti e chiedendo consiglio anche al preside. Insomma, ho fatto il tirocinio senza saperlo. 🙂

      Non ho difficoltà a darti ragione: ormai da anni la scuola è in balia dei governi, tecnici o politici che siano, e ogni ministro promette di fare la rivoluzione e poi, al cambio della guardia, si ricomincia da capo.

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  3. Ma quale….” no test ed esami di ammissione ai precari non abilitati con piu’ di 3 anni di servizio!”….. E’ una dichiarazione del Ministro Profumo? Si riferisce a quale direttiva europea?…… Oggi ho capito che non c’e decreto, non c’e atto se non una banale dichiarazione ai mass media! Bell’illusione!

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    • Mi pare che nel mio post e nell’articolo del Corriere le cose fossero espresse chiaramente. Il decreto arriverà … i decreti spuntano come dal cilindro del mago, di questi tempi. 🙂

      Non prendertela. Comunque il tuo primo commento mi è piaciuto molto.

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  4. Avete detto cose molto giuste che condivido. Però vorrei dire a Jessica che la tecnologia è certamente importante,ma soprattutto è importante che venga utilizzata bene,per dare una formazione culturale il più possibile completa.Circa la modernità,l’insegnante che è stata per me un modello da seguire(come dice Marisa)era anziana e poliomelitica,ma aveva metodi modernissimi.Ciò dimostra che la modernità prescinde dall’età: bisogna averla dentro.E circa il tirocinio, per un docente che ami la sua professione continua per tutta la vita,anche perché i contasti scolastici sono molto diversi,variano di continuo, non c’è una classe uguale ad un’altra,e ciò vale anche per i singoli alunni; e l’attività didattica non può avere esiti positivi se non tiene conto di questo.E se i docenti venissero meno assillati da pratiche burocratiche,forse renderebbero di più.

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  5. laGattaGennara

    a me pare la stessa storia di sempre: un solo obiettivo, il ruolo nella scuola, e per arrivarci troppe strade contemporaneamente contraddittoriamente accavvallamente. Insomma, mente.

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    • Un’amica collega e blogger dice che è uno scandalo che il 99% degli studenti di un liceo (delle sue classi, veramente, ma il dato suppongo possa estendersi tranquillamente) non abbia letto “Pinocchio”. Mi sa che i politici e quelli del governo in genere, anche se non politici, l’hanno letto, eccome! 🙂

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