A PROPOSITO DI TAGLI ALLA SCUOLA, QUANTO COSTANO I TEST INVALSI?

Di fronte ai preannunciati tagli alle risorse della pubblica amministrazione, scuola in testa, bisogna riconoscere a questo governo almeno il buon gusto di non parlare di “ottimizzazione delle risorse”, di gelminiana memoria. Non so se peccasse di eccesso di diplomazia l’ex ministro o pecchino di sfacciataggine gli attuali ministri.

Proprio a questo proposito mi chiedevo quanto possano incidere sulla spesa del MIUR i famigerati test InValsi che puntualmente suscitano polemiche sia da parte dei docenti sia da quella degli studenti.

Per prima cosa ho cercato alcuni dati sul sito dell’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione, il cui acronimo è certamente più noto. Nulla. Nessun dato. Alla faccia della trasparenza.

Gli unici dati li ho trovati su una pagina Facebook un po’ datata:

– sono stati spesi circa 5,6 milioni di euro nel 2009 (anno cui si riferisce la notizia riportata)

– si prevede una spesa di 6,6 milioni di euro nel 2010

– si calcola che presumibilmente la spesa toccherà gli 8 milioni di euro nel 2012

Ora, è inutile che perda altro tempo a spiegare perché i test InValsi siano inutili (ne ho parlato diffusamente negli articoli che trovate QUI) e, senza tanti giri di parole, vado dritta al dunque: se proprio si devono tagliare gli sprechi, perché non tagliare una volta per tutte ‘sti benedetti test?

Per quest’anno è tardi, lo so. Ma il ministro Profumo dovrebbe pensarci per il prossimo anno e fare un semplice ragionamento:

se, supponiamo, i risultati delle prove InValsi servono a dare il quadro della situazione delle scuole italiane allo scopo, non unico ma certamente primario, di supportare le realtà più deboli, con quali fondi pensa di venire incontro alle problematiche di certe aeree della nostra penisola visto che ce li taglierà, come promesso, puntualmente tutti e ovunque?

Quel che voglio dire è: a che servono le rilevazioni se non a sprecare altri soldi pubblici quando si potrebbe investire quegli 8-9 milioni di euro per tutta la scuola italiana? Ne gioverebbero comunque anche le realtà più deboli. Tanto, una situazione peggiore dell’attuale è persino difficile da immaginare.

[immagine da questo sito]

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 6 maggio 2012, in MIUR, scuola, Test Invalsi, Valutazione studenti con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 20 commenti.

  1. Magnifico. E’ come dire: visto che il termometro dice che ho la febbre, non mi preoccupo di curar le parti malate, butto via il termometro e compro le caramelle.

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    • No, diciamo che il termometro è rotto e non abbiamo i soldi per comprarne un altro.

      Se quest’anno i test si fanno ancora, che senso ha buttare via altri soldi, soprattutto visto che hanno in mente di tagliarci i fondi, se abbiamo i dati di un biennio e possiamo lavorare su quelli?

      Non voglio far polemica ma ci sono tante cose che non sai. Ad esempio che, nonostante per legge si debbano organizzare i corsi di recupero per un minimo di 15 ore per disciplina e per corso, i soldi che arrivano alle scuole non bastano a coprire tutti i corsi. Cosa diciamo ai genitori? Non abbiamo i soldi, ci dispiace. E loro: ma la legge dice che … e noi: lo sappiamo ma non possiamo far fronte alle richieste perché i fondi non ci arrivano. Prendetevela con il MIUR.

      Ma lo sai che nel mio liceo hanno chiesto un euro a testa per allievo (nonostante ciascuno versi ben 100 euro di contributo “volontario” per ogni anno scolastico) per acquistare la carta igienica? E noi siamo quasi in un’isola felice.

      I termometri sono l’ultimo dei nostri pensieri. Non dico altro.

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  2. Sono d’accordo:se dobbiamo tagliare, sospendiamo i test Invalsi,almeno nelle classi intermedie: ci sono altri mezzi per valutare,senza spese aggiuntive. E ci sarebbe da ridiscutere sui PON, in quanto spesso i fondi europei vengono utilizzati per attività di scarsa rilevanza formativa, mentre mancano i soldi per la didattica quotidiana

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    • Giustissime le tue osservazioni specie l’ultima sui fondi europei. Visto che anche lì probabilmente dovremo tirare la cinghia, meglio utilizzare le misere risorse in progetti davvero validi.

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  3. Una buona gestione deve saper trovare e destinare i fondi sia alle spese correnti che agli investimenti strategici. Fare il “punto nave” rientra tra i secondi. Se ci sono strumenti migliori dei test Invalsi, li si utilizzi; altrimenti la si smetta con un ostracismo che ha motivazioni ben precise, sulle quali abbiamo più volte dibattuto e non voglio ritornare.

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    • Una buona gestione? Se a casa ho quattro bocche da sfamare e i soldi mi bastano per due, facendo tutte le economie possibili, due muoiono di fame. Purtroppo i soldi non si moltiplicano … quelli sono.

      Tu mi conosci e sai che le mie non sono quel tipo di motivazioni. E mi pare che il discorso fatto nel post, prettamente economico, non rientri proprio nel tipo di motivazioni addotte dai sindacati vari. Io ragiono con la mia testa e so quel che dico perché conosco la situazione. Non faccio polemiche solo per il gusto di farle né mi sottraggo ad un ordine di servizio se mi si delega alla somministrazione e alla correzione dei test. Il mio discorso in questo caso è tutt’altro.

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  4. Reblogged this on Scelti per voi and commented:
    Prima di chiederli a noi…

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  5. Perché non segnali questo al sito governativo per la riduzione degli sprechi? Non ho il link a mano in questo momento, ma l’hanno pubblicato un po’ dappertutto.

    Siccome a loro grosse idee non vengono, proviamo davvero a dargliene noi!

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  6. Intanto il ministro Cancellieri ha parlato di vendere i beni confiscati ai mafiosi.Non credo che lo abbia detto perchè lo avevo suggerito io,ma sono contenta lo stesso!

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  7. L’ha ribloggato su laprofonlinee ha commentato:

    Ho deciso di ribloggare questo vecchio post, piuttosto che aggiornarlo (non l’avrebbe letto nessuno!) perché dal blog di Marco Barone apprendo che il piano triennale (2013, 2014, 2015) per le prove InValsi prevede una spesa di 14 milioni di euro. Sì, avete capito bene, nessuno zero in più. 😦
    LINK all’articolo originale

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  3. Pingback: ANCORA SUI TEST INVALSI E SUL CHEATING | laprofonline

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