A PROPOSITO DEI VOTI SU INTERNET


Leggo sul blog La 27esima ora, nel sito del Corriere, un interessante articolo firmato Maria Silvia Sacchi. La giornalista si chiede se sia o meno utile che le scuole registrino su apposite pagine web i risultati scolastici degli allievi, con l’intento di informare in tempo reale, o quasi, la famiglia sulla situazione scolastica del figlio. La riflessione, che condivido pienamente, nasce dalla considerazione che se da una parte l’iniziativa può servire a tenere sotto controllo i figli quando i genitori sono lontani – ad esempio i separati o quelli che vivono per lunghi periodi fuori casa -, dall’altra il mezzo informatico medierebbe tra genitori e figli allontanandoli sempre più.

Ecco l’articolo:

Probabilmente, è l’età. La mia.

Eppure è un po’ di tempo che mi interrogo sui voti messi su internet. Sempre più spesso le scuole offrono questa opportunità. Inserisci username e password nell’apposita schermata e “vedi” (quello che un tempo era) il diario di tuo/a figlio/a.

E’ un bene? E’ un male? E’ neutro?

Neutro no. Ha pregi e difetti. Questo è il mio pensiero, naturalmente.

Il pregio è che permette anche al genitore lontano – per lavoro, per la separazione tra i coniugi, per un problema personale – di poter partecipare alla vita scolastica del proprio figlio/a.

Il difetto è che in qualche modo “media” tra figli e genitori. Rende il rapporto meno diretto. Come molte comunicazioni telematiche finiscono per fare.

Perché i bambini/e, i ragazzi/e, non hanno neanche il più gusto di dirti per primi che hanno preso un bel voto, fatto una bella interrogazione, risposto a tutte le domande dello scritto: tu lo sai già, è scritto lì, sul tuo schermo. Allo stesso modo, non devono neanche prendersi la responsabilità di farti (o non farti) vedere il diario con quel voto o quella nota che proprio farebbero volentieri a meno…Anche quello è lì, sul tuo schermo.

E, poi,ci sei tu, il genitore e quella pagina web, che controlli.

Non so. Un po’ di tempo fa Diving in un commento al post sul fatto di fare i figli da giovani, diceva a proposito della scuola: : “Negli States i ragazzini non hanno più libri bensì iPads! – e i prof sono i primi ad essere entusiasti!” Le tecnologie sono davvero un aiuto enorme (pensiamo a quanti chili in meno sulle spalle di bambini/e e ragazzi/e, ma perché servono tanti libri?! Veramente, un completo mistero per me come siano necessari tutti quei chili sulla schiena e per di più in età in cui il corpo non è ancora forte e nel suo assetto definitivo, ma questo è un discorso diverso).

E’ l’idea dello schermo-controllo-deresponsabilizzazione che mi lascia perplessa. O no?

Io personalmente sono contraria anche perché, in questo modo, si favorirebbe la “latitanza” dei genitori, già poco presenti ai colloqui con i docenti. Certamente il mondo d’oggi impone una superorganizzazione per poter far fronte ai mille impegni; così spesso il tempo per i colloqui con i professori viene ritagliato, a volte in modo davvero acrobatico, tra un permesso orario – una giornata di ferie se in una sola mattinata si riesce a parlare con più insegnanti – la spesa, la pausa pranzo o il ritiro del figlio più piccolo all’asilo. Molte volte ho visto genitori in apprensione durante l’attesa, con quello sguardo furtivo rivolto all’orologio o la mano veloce che scorre sulla tastiera del cellulare per comporre sms di istruzioni al partner, nello sfortunato caso in cui la coda sia eccessivamente lunga e si perda più tempo del previsto. Tanto che, alla fine, quando arriva il proprio turno, il colloquio si risolve in un veloce scambio di battute e si ha l’impressione – almeno io ce l’ho – che tutto interessi a quella mamma o a quel papà fuorché avere delle notizie sul figlio. Tutto si risolve in un atto di presenza e nulla più.
Ecco, nei casi come quelli illustrati, poter accedere ad Internet magari alle due di notte e controllare i voti dei figli sarebbe un gran bel vantaggio. Ne gioverebbe meno il rapporto scuola-famiglia molte volte evidenziato come mezzo insostituibile per poter collaborare fattivamente per migliorare il percorso scolastico dei giovani studenti.

C’è un altro motivo, però, che mi porta a dubitare che la pubblicazione dei voti su Internet sia una buona idea. Lo illustra in modo efficace un commentatore sul blog menzionato:

In una delle scene iniziali di War Games (1983) il giovane protagonista entrava nel server della scuola e modificava i suoi voti (anzi giudizi, con le lettere, perché solo qui in italia siamo tornati al paleolitico dei numeri), poi per galanteria anche quelli della futura fidanzata. Considerando quello che succede durante i compiti in classe (fino agli esami di stato), in situazioni oggettivamente difficili di subire controlli, un normale studente smanettone, nella tranquillità della sua stanzetta, quanto ci metterà a violare il server del suo istituto (basta dare un’occhiata a alcuni siti di scuola per capire che sono un paio di generazioni informatiche dietro le capacità degli smanettoni).
Una volta si usava il bianchetto, ora la tastiera. Figuriamoci poi quando verà richiesta la firma digitale dei documenti scolastici da parte dei genitori….

Ecco, io ho pensato la stessa cosa. Dirò di più: mi è venuta in mente uno strip pubblicato molti anni fa sulla Settimana Enigmistica. Purtroppo non l’ho conservato, anche se ricordo bene di averne fatto una fotocopia gigante da appendere in sala insegnanti. Erano i tempi in cui io il computer lo odiavo e non sapevo nemmeno usarlo. Comprendo bene quanto sia difficile descrivere delle vignette ma ci proverò.

Nella prima si vede un bambino che smanetta tutto contento sulla tastiera del pc e dice: “Sono entrato nel sito della scuola e ho cambiato tutti i miei voti” (ovviamente s’intende che quelli originali non fossero proprio belli … 😦 )
Nella seconda si vede il bambino che consulta Internet e rimane interdetto. ❓
Nella terza si vede lo stesso bambino afflitto che, osservando il monitor, dice: “La scuola è entrata nel mio pc e ha cambiato tutti i giochi con schede didattiche”. 🙂

Alla fine penso che la prima eventualità si potrebbe tranquillamente verificare (anche se il danno sarebbe minimo: i professori avrebbero comunque i voti veri trascritti sul registro!). La seconda, invece, è ancora fantascienza, considerati i potenti mezzi informatici di cui dispongono le scuole.

[immagine da questo sito]

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 2 maggio 2012, in bambini, famiglia, scuola, studenti, Valutazione studenti con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. I voti su internet, in realtà, non sono che uno strumento e come tale dev’essere giudicato. La colpa delle varie situazioni non è mai degli strumenti, ma dell’uso che se ne fa.

    Mi vien difficile pensare che chi si disinteressa dei figli di fronte ad una nota su internet se ne disinteresserebbe ancor più di fronte ad una nota sul diario. Inoltre sappiamo tutti che quella nota sul diario non sempre arriva a chi di dovere.

    E poi non è detto che uno strumento sostituisca sempre l’altro.

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    • Concordo sul fatto che uno strumento non sostituisca l’altro. Forse potrebbe essere utile a quei genitori che sanno di avere un figlio o una figlia un po’ birbante che nasconde i voti brutti e fa firmare solo i belli. 🙂

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  2. La tecnologia è utile e talvolta anche bella, ma non sostitutiva…soprattutto della funzione di genitore!
    I figli portano via tempo, che piaccia o no così è stato e così sarà sempre, per questo credo che qualcuno dovrebbe pensarci seriamente prima di farli… Tanti genitori che incontro esibiscono il figlio come fosse la macchina o il cellulare e sembrano non preoccuparsi del fatto che sia un’entità viva, cui dedicare tempo.
    E’ veramente triste questo scenario.

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    • Sì, trovo anch’io che sia triste. Fortunatamente i genitori che incontro sono di tutt’altra pasta.

      Pensa che molti di quelli di quinta, anche se i figli sono maggiorenni, sono venuti personalmente a ringraziarmi per il lavoro svolto nel triennio. Queste sono le piccole soddisfazioni che la nostra professione ci riserva. Grazie alla tecnologia vogliono privarci anche di quel poco che resta per provare soddisfazione? 😦

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  3. Antonio Brunetti

    Un dubbio: ma mettere i voti online è per i docenti un obbligo di legge o solo un servizio aggiuntivo della singola scuola???

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