UN ROBOT PER CORREGGERE GLI ERRORI NEI TEMI SCOLASTICI? PURA FANTASCIENZA

Noi insegnanti di Lettere spesso ci lamentiamo della gravosa correzione degli elaborati degli studenti, temi di Italiano in testa. Non è mia intenzione scatenare una dura reazione da parte di docenti di altre materie, osservando che la correzione delle verifiche di altre discipline scolastiche è meno complessa e fa perdere molto meno tempo rispetto a quella dei temi o di altri tipi di verifiche (di letteratura, ad esempio, laddove non si propongano agli studenti test a risposte chiuse). Però è un dato di fatto che per correggere i temi dei ragazzi ci vogliono delle capacità particolari:

1. comprendere la grafia (vabbè, questo vale anche per gli elaborati di altre materie …)
2. leggere dei testi in cui la punteggiatura talvolta lascia molto a desiderare il che costringe a rileggere più volte per sistemare a dovere i segni di interpunzione
3. entrare nella loro testa e cercare di intuirne il pensiero, specie laddove il messaggio risulta incomprensibile
4. correggere errori di ogni tipo (sintassi, morfologia, ortografia, punteggiatura, lessico) ed eventuali concetti espressi in modo non corretto rispetto all’argomento proposto
5. rileggere il tema, una volta finita la correzione perché nel frattempo si è perso il filo e non si è più in grado di valutare il lavoro.

Non esagero dicendo che il tempo impiegato per ogni tema va dai venti minuti alla mezzora (ma sono arrivata a perdere 40 minuti per un solo elaborato). Il che va moltiplicato per 25 (media degli allievi nelle classi in cui insegno italiano, anche se c’è una bella differenza tra i temi di terza e quelli di quinta, a voler essere pignoli), quindi per 12 (numero di temi svolti per anno nelle due classi). E sto parlando solo di temi. Poi ci sono le prove di letteratura, poi c’è il latino il che implica prove di grammatica, prove di letteratura e verifiche scritte.

Ora, leggo che una fondazione americana ha lanciato un concorso per la predisposizione di un algoritmo in grado di riconoscere gli errori commessi dagli studenti nei compiti scritti. In pratica, una sorta di robot che corregga gli errori al posto dell’insegnante.

Confesso che di algoritmi non me ne intendo ma a me questa proposta sembra pura fantascienza. E poi, come scrive anche Tuttoscuola.com nell’articolo cui mi riferisco, potrà un software, seppur bravo nello scovare gli errori di ortografia e sintassi, apprezzare il contenuto di un tema, lo stile di scrittura, la presenza di metafore, in breve l’anima di chi scrive? Ecco, me lo chiedo anch’io.

Nel caso in cui si riuscisse davvero a creare un robot in grado di correggere i compiti degli studenti, spero non lo adottino in Italia: sarebbe il pretesto per abbassarci lo stipendio, con la speranza di risollevare l’economia italiana. Tanto istruzione e salute sono sempre le vittime sacrificali.

[nell’immagine: “il suicidio della penna rossa”, da questo sito]

Informazioni su marisamoles

Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 20 aprile 2012, in docenti, scuola con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 8 commenti.

  1. Solo un insegnante di lettere può capire cosa significa correggere un tema e valutarlo. Gli altri, con tutta la loro buona volontà,non ci riescono.

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    • Gli altri di solito dicono che hanno più classi. Ma io, almeno quest’anno, in due classi ho cinque materie (3 latino e 2 italiano) con valutazione scritta e orale. In pratica è come se avessi cinque classi con il vantaggio che almeno i nomi di tutti me li ricordo. 🙂

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  2. Ci mancava solo il robot correggi-temi!! Non è certo rendendo tutto un impersonale fai da te che faremo rifiorire la cultura e trasmetteremo il gusto del bello! Dovrebbe essere vietato persino pensarle certe scemenze!!

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    • Per il momento, per quanto ne so, esistono delle “macchine per la correzione” dei test a risposte chiuse (quelli che presuppongono l’annerimento dei pallini sul foglio risposte). Una scuola in cui insegnavo anni fa ne aveva acquistata una per la modica cifra di 15mila euro. 😦 Mai utilizzata …

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