FORMAZIONE DEI FUTURI DOCENTI: I NUMERI DEL TFA IN ATTESA DI BANDI E CONCORSI RISERVATI

E’ stato pubblicato sul sito del MIUR il Decreto Ministeriale 14 marzo 2012 n. 31, per la Definizione dei posti disponibili a livello nazionale per le immatricolazioni ai corsi di Tirocinio Formativo Attivo per l’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e di secondo grado, per l’a.a. 2011-12.

Il Decreto è costituito da un solo articolo e due commi:

1. Per l’anno accademico 2011/2012, i posti disponibili a livello nazionale per le immatricolazioni al Tirocinio Formativo Attivo per l’insegnamento nella scuola secondaria di I grado sono pari a complessivi 4.275 posti, definiti in ambito regionale per ciascun Ateneo e nel numero indicato per singola classe di concorso di cui alla Tabella A allegata, che costituisce parte integrante del presente decreto.

2. Per l’anno accademico 2011/2012, i posti disponibili a livello nazionale per le immatricolazioni al Tirocinio Formativo Attivo per l’insegnamento nella scuola secondaria di II grado sono pari a complessivi 15.792, definiti in ambito regionale per ciascun Ateneo e nel numero indicato per singola classe di concorso di cui alla Tabella B allegata, che costituisce parte integrante del presente decreto.

In un’intervista, pubblicata su Il Sussidiario.net, il sottosegretario Elena Ugolini precisa che varato il Tfa, la priorità è portare a compimento il decreto sulle nuove classi di concorso della secondaria superiore ed emanare in tempi brevi il dpcm per avviare le nuove lauree magistrali per la scuola secondaria di primo e secondo grado. Due passi essenziali per poter uscire dall’incertezza.

Quanto ai concorsi annunciati dal ministro Profumo, la Ugolini osserva che il concorso è tra le priorità del ministro e sarà il successivo step di lavoro: dopo l’abilitazione, l’individuazione di nuove modalità di reclutamento dei docenti. In base alla Delega Fioroni emanata contemporaneamente alla chiusura delle graduatorie «permanenti» è già possibile predisporre il regolamento per un nuovo concorso riservato a chi è in possesso dell’abilitazione. Ancora non è possibile dire tempi e modalità. I precari inseriti nelle Gae, invece, avranno un percorso privilegiato per quanto attiene al 50 per cento dei posti disponibili e potranno comunque candidarsi seguendo le nuove modalità di reclutamento.

Secondo il sottosegretario è giusto preoccuparsi anche della figura professionale degli insegnanti, non solo quelli che verranno ma anche chi è già in servizio. Ce lo chiede l’Europa, ma ce lo chiedono le persone senza di cui la scuola sarebbe una parola vuota: gli studenti, che sanno bene quanto siano importanti i loro prof, gli insegnanti che si spendono senza riserve e i dirigenti, osserva Ugolini.

Speriamo che queste parole portino a fatti concreti. Arrivati a questo punto, le parole non bastano più.

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 17 marzo 2012, in docenti, MIUR, precariato, scuola, Tirocinio Formativo Attivo (TFA) con tag , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Non capisco perchè si debba sempre parlare di “concorsi”riservati, e non invece sottoporre tutti alle stesse prove d’esame e poi assegnare una quota di posti a chi le superi e sia già in servizio nella scuola come precario. Forse i precari temono il confronto con i nuovi laureati?Io penso che dovrebbe essere il contrario,data l’esperienza maturata dai primi.Con un’unica selezione si risparmierebbe denaro e ci sarebbero meno dubbi circa il “merito” degli assunti.La legge non dovrebbe essere uguale per tutti?

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    • Scusa, lilipi, mi era sfuggito questo commento così ti rispondo solo ora.

      Io penso che dei precari, spesso con alle spalle dieci-quindici anni di servizio se non più, debbano potersi avvalere di un canale privilegiato. Certamente non potranno “scippare” il posto ai neolaureati, essendo loro riservato il 50 % dei posti. L’aveva già anticipato l’ex ministro Gelmini.

      La tua proposta è sicuramente più economica ma secondo me il dubbio sul merito rimarrebbe e poi il problema dei precari deve essere risolto. Non è possibile che si entri in ruolo a quarant’anni passati e non è giusto, secondo me, che i giovani non facciano anche loro un po’ di gavetta.

      P.S. Una mia ex collega, quindici anni fa, è andata in pensione senza mai essere stata nominata in ruolo. 😦

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